Appunti al seguito: Parte Terza
Londra, marzo 2010.
E’ la stagione della tripletta. In occasione l’ottavo di
champions ci tocca il Chelsea, notare che negli anni precedenti incontrare una
squadra inglese è sempre sinonimo di eliminazione. Così si va a Stamford Bridge,
impianto dal grande fascino e dalla grande storia.
Nella metro londinese mi si avvicina un ragazzo sulla trentina,
inglese e tifoso dei blues. Iniziamo a parlare del più e del meno e al termine
della corsa mi invita al pub a bere qualche birra. Accetto visto che manca
molto al ritrovo con gli altri miei amici e ci fermiamo in un pub.
Gli chiedo informazioni sul negozio del club. Vorrei visitarlo
per vedere se c’è qualcosa di interessante. Mi accompagna, facciamo un giro e
scelgo di comprare una sciarpa decisamente di impatto, un po’ più grande rispetto
a quelle che siamo abituati a vedere. Prezzo: sette sterline, cioè meno di
dieci euro. Se è poco per noi, figuriamoci per gli inglesi che vivono in una
situazione economica ben diversa.
Alla cassa il mio amico mi chiede se posso dare al cassiere la
sua tessera su cui caricare dei punti. Gli chiedo come funziona; in quanto ad
acquisto materiale nulla di diverso da una immaginabile raccolta punti che ti
dà diritto a sconti o a gadgets omaggio quando raggiungi una determinata soglia
di punteggio.
Per la presenza allo stadio invece, su questa tessera, che è una
tessera in tutto e per tutto, non una card mascherata da carta di credito che
qualcuno decide se dartela o meno infrangendo anche le più elementari norme
costituzionali, vengono caricati dei punti per ogni partita che vedi e che
naturalmente variano in base alla partita.
Se vuoi vedere un Chelsea – Manchester Utd in casa, avrai un
punto, in trasferta ne prenderai tre, ma se vai a vedere il primo turno di FA
Cup magari in una città del nord dell’Inghilterra contro una squadra di terza
divisione, magari te ne danno dieci, secondo il principio che “più e lontano e
meno è importante e più la mia presenza è quella del tifoso appassionato oltre
il risultato e sempre fedele ai suoi colori”.
Naturalmente in caso di partite molto importanti (il Chelsea
negli ultimi anni ha fatto due finali di champions, una di supercoppa europea,
e il mondiale per club) vengono privilegiate le fasce più alte di punteggio,
per premiare i tifosi più fedeli e per far in modo che il loro sostegno non
venga a mancare in avvenimenti storici come quelli che ho citato.
Cosa
ho imparato:
Sicuramente in Inghilterra i prezzi dei biglietti sono molto
alti. E’ un limite non di poco conto. Però anche in quel caso chi decide di
seguire sempre la sua squadra non si sente preso a pesci in faccia, perché viene
preso in considerazione, valorizzato, non trattato come uno qualsiasi.
