venerdì 19 aprile 2013

OldStyle88


Appunti al seguito: Parte Terza

Londra, marzo  2010.


E’ la stagione della tripletta. In occasione l’ottavo di champions ci tocca il Chelsea, notare che negli anni precedenti incontrare una squadra inglese è sempre sinonimo di eliminazione. Così si va a Stamford Bridge, impianto dal grande fascino e dalla grande storia.

Nella metro londinese mi si avvicina un ragazzo sulla trentina, inglese e tifoso dei blues. Iniziamo a parlare del più e del meno e al termine della corsa mi invita al pub a bere qualche birra. Accetto visto che manca molto al ritrovo con gli altri miei amici e ci fermiamo in un pub.

Gli chiedo informazioni sul negozio del club. Vorrei visitarlo per vedere se c’è qualcosa di interessante. Mi accompagna, facciamo un giro e scelgo di comprare una sciarpa decisamente di impatto, un po’ più grande rispetto a quelle che siamo abituati a vedere. Prezzo: sette sterline, cioè meno di dieci euro. Se è poco per noi, figuriamoci per gli inglesi che vivono in una situazione economica ben diversa.

Alla cassa il mio amico mi chiede se posso dare al cassiere la sua tessera su cui caricare dei punti. Gli chiedo come funziona; in quanto ad acquisto materiale nulla di diverso da una immaginabile raccolta punti che ti dà diritto a sconti o a gadgets omaggio quando raggiungi una determinata soglia di punteggio.

Per la presenza allo stadio invece, su questa tessera, che è una tessera in tutto e per tutto, non una card mascherata da carta di credito che qualcuno decide se dartela o meno infrangendo anche le più elementari norme costituzionali, vengono caricati dei punti per ogni partita che vedi e che naturalmente variano in base alla partita.



Se vuoi vedere un Chelsea – Manchester Utd in casa, avrai un punto, in trasferta ne prenderai tre, ma se vai a vedere il primo turno di FA Cup magari in una città del nord dell’Inghilterra contro una squadra di terza divisione, magari te ne danno dieci, secondo il principio che “più e lontano e meno è importante e più la mia presenza è quella del tifoso appassionato oltre il risultato e sempre fedele ai suoi colori”.

Naturalmente in caso di partite molto importanti (il Chelsea negli ultimi anni ha fatto due finali di champions, una di supercoppa europea, e il mondiale per club) vengono privilegiate le fasce più alte di punteggio, per premiare i tifosi più fedeli e per far in modo che il loro sostegno non venga a mancare in avvenimenti storici come quelli che ho citato.

Cosa ho imparato:
Sicuramente in Inghilterra i prezzi dei biglietti sono molto alti. E’ un limite non di poco conto. Però anche in quel caso chi decide di seguire sempre la sua squadra non si sente preso a pesci in faccia, perché viene preso in considerazione, valorizzato, non trattato come uno qualsiasi.