Appunti Al Seguito: Parte Prima
Stoccarda, settembre 2006
Grazie alla grande amicizia personale che ho con molti ragazzi
appartenenti al gruppo principale gruppo ultras della squadra locale, ho avuto
la possibilità di vedere alcune partite come loro ospite. Così ora li vado a
trovare, per vedere una partita a stagione, questo a partire appunto dal 2006.
Il loro stadio, è il Mercedes Benz Arena, direi giustamente
visto che se siamo in Germania e a Stoccarda. Allora perché mai lo sponsor
dovrebbe provenire da un’altra parte del globo? L'impianto una volta era simile
a quello dell'Olimpico di Roma nella struttura, di poco inferiore nella capienza.
Il posto occupato dal tifo organizzato era uno spicchio di una
curva, l’equivalente di un settore ospiti dello stadio nella capitale italiana.
Poi il club decise di effettuare dei lavori di ristrutturazione: via la pista
di atletica. Si a rettilinei attaccati al campo al posto delle curve, il tutto
per un totale di 60.000 posti. Va detto per la cronaca che anche se Stoccarda è
una grande città, la squadra non ha certo una grande tradizione di vittorie
entusiasmanti, né il patria, né tanto meno nelle competizioni internazionali.
Volendo valorizzare i tifosi, che poi sono gli utilizzatori
finale di qualsiasi cosa ruoti attorno al calcio, la società ha interpellato gli
ultras in merito alle preferenze sulla costruzione del loro settore, che
sarebbe poi stato dietro la porta, vicino al campo, lungo tutta la lunghezza,
per far sentire ovviamente di più il sostegno e il calore da dodicesimo uomo in
campo. Da buoni romantici hanno chiesto se era possibile usufruire di una
struttura a gradinata stile anni ‘80 senza posti a sedere. Sono stati
accontentati.
Mentre il primo anello che è il settore più capiente è diviso a
metà tra la parte bassa (gradinata) e la parte alta (posti a sedere) e poi c’è
il secondo anello.
Se si assiste dal vivo a una partita, devo dire che l’impatto
canoro è decisamente notevole. Nello stesso modo ogni volta che seguo anche le
loro vicende in tv, noto un colpo d’occhio sicuramente importante. E
considerando l’esperienza che ho in fatto di stadi e di trasferte, tutto questo
si tramuta da spettatori diretti in prestazioni di calore di tutto rispetto.
Cosa ho imparato:
Nuovi o vecchi impianti? Tradizionali o innovativi? Secondo me,
va tutto bene se le cose sono fatte per migliorare, per permettere a tutti di
poter assistere a una partita secondo il proprio concetto. Concetto che varia
dalla spesa contenuta di uno studente che vuole divertirsi, a quello di una
famiglia, o a quello di un benestante che vuole invece un trattamento Vip.
In conclusione se si
vuole veramente rispettare il tifoso, affinché lo stadio sia sempre pieno
indipendentemente dal risultato e dal gioco espresso, se si vuole che lo stesso
tifoso consideri imprescindibile per la sua vita la frequentazione domenicale
dell’impianto come una bella abitudine, occorre una condizione importante. Cioè serve una società che si prenda a cuore le esigenze di tutti, sia del tifo organizzato che comunque cura l’immagine con il tifo e le coreografie, sia dei tifosi più pacati che vivono l’evento in modo diverso; e questo avviene mediante politiche congeniali nei prezzi di biglietti e abbonamenti ma anche attraverso la sua fidelizzazione a livello di accoglienza.