sabato 20 aprile 2013

OldStyle88


Appunti al seguito: Quarta e ultima parte 

Madrid, maggio 2010


Quella stagione verrà ricordata come quella della tripletta per l’inter, e soprattutto della Champions che torna a Milano sulla sponda Inter, trofeo che mancava dal 1965. In un'occasione pazzesca come quella, un evento in cui il pubblico serve per coronare un sogno, la società Inter ha pensato bene di far gestire gran parte dei biglietti alla Jakala Group. E' un'agenzia viaggi gestita dalla figlia dell’allora dirigente nerazzurro Paolillo, e mettendone a disposizione solo cinquemila a chi voleva organizzarsi con mezzi propri.
Gente che dorme in un sacco a pelo la notte precedente fuori dalla banca dove sarebbe stata effettuata la vendita ed esclusiva ad abbonati o soci di un inter club. Presenze potenziali stimate? Mi tengo basso, centomila richieste. In quel frangente ho assistito a scene da terzo mondo.In questi racconti ho toccato argomenti a noi vicini, realizzabili/irrealizzabili/possibili. So solo che ritengo la società Inter lontana dai tifosi non solo nella gestione e nella considerazione della loro importanza, ma anche riguardo scelte che offendono l’essere interista come tale.
Soluzione ideate da dirigenti/allenatori che tutto sono fuorché interisti e che non si sono mai espressi favorevolmente nei nostri confronti. Alcune sono state messe in atto, altre no, ma l’intenzione c’era, vedi la proposta di far pagare la festa del quindicesimo scudetto agli abbonati.
A un tifoso viene imposto l’obbligo di accettare una seconda maglia oscena e nonostante le statistiche dicano che la vendita sia andata benone, non mi pare di aver visto questa moltitudine di maglie rosse in giro per San Siro. Un tifoso che segue la squadra ovunque non sa mai se riuscirà a essere presente agli appuntamenti con la storia. Inoltre citando sempre come esempio la serata di Madrid a chi lamenta un tifo vocale non all'altezza si può tranquillamente rispondere che c’erano più turisti che tifosi.


E’ scandaloso poi che le stesse persone che sono la faccia visibile della tua società, diventino talvolta più odiose degli avversari di una vita. Le vittorie sono importanti, certo. Trovo però assurda una tale distanza tra la società e il suo pubblico, che dovrebbe essere il primo a essere preso in considerazione e valorizzato.
I numeri dicono che 50.000 ipotetici abbonati con una media di 300 euro per abbonamento (teniamoci bassi…) costituiscono una cifra non trascurabile, a cui si aggiunge anche il discorso del merchandising allo store dell'impianto. Ma poi come si può pretendere una presenza massiccia allo stadio se poi fai di tutto per farti contestare nella maniera peggiore che è quella del disinnamoramento?
Contro l’Hajduk Spalato si giocava a agosto. Considerando il tipo di partita che era e il periodo in cui si giocava, a certe condizioni, San Siro ha comunque ospitato più di 40.000 persone.
Siamo ancora convinti che degli impianti meno capienti ma con prezzi più alti siano più congeniali, solo perché quelli attuali sono troppo grandi per la media spettatori?
Certo, bisogna attuare determinate condizioni. Però abbiamo anche visto che se si tendere la mano ai propri sostenitori rispettando la loro passione, si possono ottenere risultati lusinghieri, sia in termini di immagine che in termini più pratici.
Per questo motivo la mia personale battaglia contro la dirigenza non avrà mai fine. Davide contro Golia è anche troppo, magari fossi Davide. Ma vorrei che la gente si svegliasse e facesse sentire la propria voce come persona e come tifoso ancor prima che innamorato di calcio:
L’INTER AGLI INTERISTI, VIA I GOBBI DALL’INTER!