Non ho fatto in tempo a raccontare la metamorfosi del tifoso,
che purtroppo ormai utilizza un linguaggio e si interessa di argomenti di cui
non ha per ovvie ragioni la competenza necessaria per parlarne, e subito mi
trovo ad affrontare gli stessi argomenti in prima persona (che sono mediamente
come tutti gli altri, quindi non un luminare in materia). Da anni non leggevo
così tanti giornali sportivi e articoli su internet, sarà perché questa
trattativa Moratti-Thohir mi affascina e mi preoccupa allo stesso tempo.
Ci sono cose che leggo e che mi esaltano, tipo un servizio
migliore per il tifoso, augurandomi che si prendano scelte in termini di
merchandising e di servizio in generale – ovviamente senza quadruplicare i
prezzi - o fascino di uno stadio come san Siro che da certe parti c’è scritto
che verrebbe rilanciato senza impiegare i famosi 300.000.000 di euro in una
costruzione bensì per il mercato. Altre invece mi deprimono, cioè l’opposto
delle precedenti affermazioni.
Naturalmente la mia preoccupazione è che come prima cosa non deve assolutamente essere svenduta la
nostra immagine e la nostra tradizione, ma per un furbone dell’economia
come questo signore, immagino questo non accadrà proprio per interesse suo
personale ancor prima che per un discorso etico (del quale non gli fregherà
nulla). Mi chiedo però come si sia arrivati a questo punto, un punto in cui il
problema fondamentale è la mancanza di cash.
Credo che la risposta si debba trovare nella cattiva priorità
data ad alcuni fattori dal quale ne dipendono altri. L’idea comparsa da qualche
parte “i soldi li mettiamo per fare prima
una squadra forte, poi ne parliamo del nuovo stadio, tanto c’è già San Siro”
mi sembra più che logica. Dato che se hai una squadra forte che compete per
vincere ovviamente la gente va allo stadio, e se va allo stadio ti compra il
biglietto e già che ci siamo pure la maglietta sulla quale compare un trofeo
vinto l’anno precedente.
Ovviamente questo ragionamento semplicistico va valutato con
analisi accessorie quali i prezzi, e il servizio menzionato prima, ma stento a
credere che con tutti gli sponsor che ci sono (andate sul sito dell’Inter e
vedrete una lista bella lunga) non si possa organizzare un piano lento ma
inesorabile, preciso, e studiato per migliorare l’entità del fatturato.
Questo perché a parer mio sono stati sfruttati troppo poco argomenti
che non vanno ricercati chissà dove. Sarebbe semplicemente bastato pensare alla
nostra storia! Marchi, simboli, vittorie, di cui queste ultime per fortuna,
anche molto recenti. Per il resto credo che l’unico vero e fruttuoso modo di
guadagno sia dato dal capitale umano, che in primis deriva dal settore
giovanile.
In una tabella vista recentemente si menzionava la cessione
di 3 giocatori: Santon ( 4 milioni) Balotelli (per 28) Martins (per 18) che in
totale fanno 50 milioni. Secondo me con gli incassi derivati da queste cessioni
avremmo potuto evitare acquisti quali Pereira e Gargano (sono i miei pallini
negativi). Inoltre se si fosse fatto un serio piano di investimento riguardante
il settore giovanile, ci sarebbero stati evidenti benefici economici in quanto
ai giocatori in questione non è stato dato altro se non lo stipendio.
Ovvio che se si comprano a botte di 10 milioni calciatori che poi o non vengono valorizzati e
quindi malamente gestiti, o completamente sbagliati nella valutazione i conti
non possono che risentirne.
Di conseguenza in base al rendimento della squadra, ruota
tutto il resto, fatto di spettatori, sponsor e merchandising. Fatevi un giro sui
siti delle società inglesi e tedesche e vedrete che la serietà nel mettere in
piedi una squadra che vinca, o per lo meno concorra ogni anno a vincere, porta
poi tutto il resto e quindi i vantaggi sono assolutamente evidenti, con stadi
pieni e una valorizzazione maniacale di tutto ciò che sia possibile
valorizzare, contrariamente a quanto capita da noi, non solo all’Inter ma in
Italia in genere.
Tutto questa situazione poteva tranquillamente essere
evitata, e ora non ci troveremmo nella condizione di correre il rischio troppo
alto secondo il vecchio detto ma sempre valido e attuale: “chi lascia la strada
vecchia per la nuova …. sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Però è altrettanto vero che chi non risica non rosica.
