sabato 1 giugno 2013

OldStyle88


Tra le tante cose che non capisco sicuramente c’è l’ambito automobilistico, sia nelle competizioni che nel meccanismo di funzionamento di un’automobile. So che c’è un volante, una frizione, un freno, un’acceleratore e qualche comando, oltre alle solite quattro ruote e stop, questo è tutto il mio sapere in materia.

E pensare che ci sto seduto per gran parte della mia settimana su una macchina, che credo di guidare anche bene a detta di molti. Purtroppo però non mi appassiona conoscerne i meccanismi, se ho un problema vado dal meccanico e gli dico fai tu.

Ci va fiducia, altrimenti per un lavoro di un’ora ti inventa un danno che serve una settimana minimo e una spesa enorme per ripararlo. Quando ho acquistato la mia macchina nel lontano autunno 2005, ho avuto un paio di ottimi consiglieri, me l’hanno descritta e personalizzata secondo le mie reali esigenze e non in base a ciò che poteva essere figo e di tendenza.

Con il foglio in mano, dettagliato in ogni voce, sono andato in giro per concessionari per sentire il prezzo e scegliere non tanto il più basso, ma quello che sarebbe stato al di sotto di una soglia che non volevo assolutamente superare. Se l’avessi superata, avrei insistito nella ricerca.



Dopo due mesi di ricerche ho optato per il prezzo medio, al di sotto di quella famosa soglia, ma non il più basso, perché chi poteva propormelo mi stava letteralmente sulle palle e per ripicca non ci sono andato a costo di spendere qualcosa in più. Naturalmente dovevo reperire i fondi e anche in quel caso la ricerca è stata simultanea alla scelta finanziaria: come pagare la macchina, se tutta e subito o con un finanziamento, quanto mi sarebbe venuto a costare in più, e se in caso di rateizzazione la mia vita per la sua durata avrebbe subito un mutamento tale da renderlo comunque poco consigliabile.

Alla fine ho trovato una quadratura che si può sintetizzare così:
- la miglior auto per le mie necessità (non necessariamente la migliore)
- al prezzo più basso ma non il più basso mantenendo un’etica per non dare soldi a chi mi era antipatico
- e a un metodo di pagamento sostenibile sia per il mio tenore di vita che per le mie finanze complessive.

Ovviamente poi questo acquisto che ricordo negli anni si svaluta, doveva ripagarmi dello sforzo fatto, con prestazioni adeguate in modo da rientrare della spesa sul medio lungo termine. Questo ragionamento in teoria buttato a caso, non è molto distante da quello che dovrebbe fare un presidente di calcio.

Sostituite i protagonisti e avrete:
Io = presidente dell’inter
Venditore antipatico = presidente della rubbe o di una squadra rivale
macchina = giocatore
i miei amici esperti di macchine=dirigenti del mio club

Il resto possiamo mantenerlo uguale ovviamente adeguando l’argomento. Per questo il presunto successore di Moratti, come capacità, chiunque esso sia, non ha bisogno di apportare miliardi di euro strozzandosi in una società di calcio.



Si parla in modo concreto di questo indonesiano. Io, da incontentabile quale sono, non sono propriamente entusiasta di un indonesiano alla guida dell’inter, anche se di fatto ne acquisirebbe la proprietà anche se operativamente si dovrebbe avvalere di altri collaboratori.

Le sue cifre da capogiro mi lasciano indifferente, nel senso che se dovesse essere lui il successore alla proprietà interista, non gli chiederei di certo di spendere 1 miliardo di euro (che è 1/8 del suo fatturato lo scorso anno) per giocatori da sogno.

Mi basterebbe che per presentarsi al popolo nerazzurro, si metta al servizio della gente e abbia rispetto per la nostra società di cui si dichiara tifoso.

Sig. futuro presidente, lei accetterebbe di pagare lo stipendio a un dirigente che si veste ancora come se fosse nella sua vecchia società tra l’altro rivale dei nerazzurri?

Sig. futuro presidente, per un suo capriccio e per fare colpo su possibili investitori farebbe giocare la sua squadra con una inguardabile maglia rossa che non ha nulla a che vedere con l’inter?

Sig. futuro presidente, per lei è prioritario creare un ambiente compatto mettendosi nelle mani di veri interisti visto che da neo-arrivato per quanto lei sia sicuramente una volpe negli affari non potrà avere quella dimestichezza causa scarsa conoscenza di questo mondo?

Sig. futuro presidente, dalle colonne di Tuttosport è riportato come le sue possibilità economiche le consentano di costruire nel suo giardino di casa quattro stadi Meazza, uno a testa per le partite tra amici dei suoi quattro figli. E’ anche riportato però che lei non sarebbe convinto di lasciare San Siro per il fascino la tradizione e anche credo per le caratteristiche di capienza e si utilizzo che questo stadio garantisce, dubbi che io stesso avevo espresso in un mio precedente articolo.

Come vede tra le domande non ci sono richieste di giocatori da stipendi da favola o di vittorie immediate. Non le chiedo ripeto di buttare i suoi soldi come invece il suo predecessore ha fatto durante la sua presidenza, specialmente nei primi anni.

Se a queste quattro domande le sue risposte sono:
1-      Licenziato
2-      La seconda maglia è bianca e l’inter non va vestita come i clown
3-      L’inter agli interisti
4-      Si resta a San Siro perché San Siro è San Siro
….allora benvenuto tra noi!