Fine stagione, tempo di mare, giri in centro con le fidanzate
troppo spesso trascurate in nome della squadra del cuore da seguire ovunque dai
rispettivi morosi e il ritorno per un paio di mesi a una vita “normale” e da
persona “civile” come dice sempre mia mamma per distogliermi dai miei intenti
quando mi vede partire per una trasferta.
Per gente come me che non ama una assidua lettura dei quotidiani
sportivi, la capatina al bar verso le sette e mezza del mattino è diventato un
motivo per trascorrere una cospicua manciata di minuti in attesa di cominciare
una giornata densa di lavoro, e per farlo passare senza guardare per aria
tutto il tempo, una lettura veloce alle notizie la si dà: calciomercato (che
non seguo mai), la trattativa tra Moratti e l’indonesiano (in genere guardo le
foto e solo raramente do una lettura veloce), il tormentone
Allegri-Galliani-Berlusconi … e infine Balotelli.
Il caffè a questo punto passa in secondo piano, perché come
mi accade per la Juve con la quale faccio un discorso ulteriore alla
rivalità sportiva visto che ormai di sportivo c’è poco, anche per Balotelli io
non giudico la persona o il calciatore bensì il vile atteggiamento di questo
ragazzo nei confronti di tutto il sistema.
Non me ne frega niente se non riconosce la figlia, se ha
mollato la Fico, se esce con questa o quella … Quello che mi fa tremendamente
incazzare non è nemmeno ciò che questo calciatore tecnicamente forte non ha mai
espresso, vincendo trofei in Italia e in Inghilterra senza dare chissà quale
apporto alla causa e finendo in compenso in prima pagina per le innumerevoli
minchiate che combina e che dovrebbero essere fatte comunque con classe e buon
gusto. Gazza era guascone e simpatico, lui è proprio pirla.
Non mi tocca nemmeno la sua arroganza, i suoi piagnistei se
non gli fanno tirare un rigore, il suo non esultare quasi fosse tutto dovuto e
scontato il fatto di segnare un gol. Quello che mi manda in bestia è un sistema
che tutela e difende tutta la sua idiozia mascherandola con quel razzismo
(finto) al quale si giunge con dei ragionamenti contorti che sono un’offesa
alla media intelligenza umana, perché gli consentono di proseguire nel suo non rispetto per quel circo che lo paga
e lo rende infinitamente più fortunato rispetto ai suoi coetanei che nella sua
situazione difficile da bambino, non hanno avuto la sua stessa fortuna.
“Why always me?” scriveva su una sua maglietta a Manchester;
perché è riuscito a unire il tifo, altro che a dividere! Ha unito interisti,
juventini, romanisti, eaziali e tanti altri, i quali, ognuno con motivazioni
diverse, hanno espresso il loro disprezzo al tuo disprezzo dimostrato con un
atteggiamento supponente e arrogante.
Lo hanno spiegato i romanisti con quello
striscione in cui i motivi dei fischi non sono per il colore della sua pelle,
ma per la persona che è. Ovviamente il giornalismo servo della politica del calcio e
dello stato ha preso le sue difese e ora una squadra potrà essere esclusa dalle
competizioni se un tifoso allo stadio lo insulta giustamente per il suo ennesimo gesto volto ad aizzare le folle. Eppure
chi scrive sui giornali, con master, lauree e titoli vari, lo sa benissimo
cosa è il razzismo.
Il vocabolario lo potete leggere tutti e non devo spiegarlo
io. So solo che se uno è razzista esprime questo suo sentimento contro tutti
gli appartenenti a quella determinata razza, in questo caso contro giocatori di
colore, indipendentemente dalla squadra per la quale giocano.
Quindi a Milano sponda Inter avremmo dovuto insultare tutti i
giocatori avuti dal 1995 ad oggi, partendo con Ince e Roberto Carlos e finendo
con Maicon e Samuel Eto’o. Dall’altra parte non parliamone, sarebbero stati
precursori con epiteti a Gullit, Desailly, o a Torino contro Emerson e Vieira o
Julio Cesar, antico centrale difensivo della Juve del Trap. Stesso discorso per
la Roma con Cafu’ o Aldair, e potrei andare avanti con la lista in cui ogni
giocatore si porta dietro applausi e fischi come tutti quanti, come i bianchi,
i tedeschi, i giapponesi. Né più e né meno.
Solo che lui è talmente infame che gode a vedere la spada
tratta a sua difesa da parte di tutti con provvedimenti presi solo a sua
tutela. Aveva ragione Sorrentino, dopo un Chievo-Inter e basta rivedersi
l’intervista del dopo gara per capire che non lo reggono nemmeno i suoi stessi
colleghi! Ora tornerà a Verona, ma a giocare anche contro l’Hellas.
Giocherà e patirà i fischi di operai, studenti e impiegati e
farà valere i suoi valori puri che non ha mai perso occasione di dimostrare?
Oppure deciderà che è troppo per lui e uscirà dal campo assicurando tre punti
al Milan e straordinari per gli asserviti scribacchini che si scaglieranno
contro la terribile e becera città di Verona proponendo i soliti rimedi quali
carcere duro, pena di morte, fucilazione, impiccagione o confino?
Quando si appelleranno alla grandezza dello sport come unione
e fratellanza tra i popoli terranno conto naturalmente che a tutti questi
valori il sig. Balotelli è fondamentalmente estraneo? Sarà comico assistere a
questa messa in scena che già sappiamo accadrà con mesi di anticipo.
Naturalmente altri giocatori non caucasici, ma in possesso di
una maggiore intelligenza e dignità rispetto a questo soggetto non hanno
praticamente mai scaricato contro chi li paga, nessun tipo di colpa, sentendo
più gli applausi della propria tifoseria che i fischi della fazione opposta,
dalla quale magari provenivano (si pensi a Martins, Davids, Seedorf che sono
stati contestati e applauditi per campanilismo e non per razzismo e per due di
loro parliamo di sentimenti contrapposti della stessa tifoseria avendo loro giocato per due maglie diverse!).
Sono questi i momenti in cui la strumentalizzazione rende lo
stadio un campo minato pieno di trappole e insidie burocratiche, in cui i
cecchini sono nelle stanze dei bottoni e non con i fucili sui palazzi. Sono
questi gli attimi in cui in certe partite i giocatori dovrebbero stare
completamente soli sentendo rimbombare le loro bestemmie (quelle ovviamente
sono educative) nel vuoto di una cattedrale nel deserto, affinché capiscano
quanto fanno schifo.
Per il sig. Balotelli però l’intelligenza lo porterà a dire
che sarà una vittoria per tutti, e gli stessi giornalisti che cavalcheranno il
momento, come sempre, applaudiranno le sue reazioni. Così come allo stesso hanno
abilmente segnalato la tifoseria dello Zenit proiettata negli ultimi anni su
grandi palcoscenici che aveva chiesto dignità e rispetto per la propria
tradizione con comportamenti e scelte ancora da “provinciale” , o i tifosi
dell’Ajax, multati per essersi espressi a favore di un calcio più genuino e
meno inquinato da personaggi danarosi ma completamente estranei a questo gioco.
Come non detto .. visto che si è fatto buttar fuori a Praga in occasione dell'impegno con la nazionale, proprio come un tordo .. proprio vero che l'intelligenza a differenza di catene d'oro kitsch, macchinoni e bottiglie di champagne nei privè se uno non la possiede, non la può comprare.

