mercoledì 12 giugno 2013

OldStyle88


Non pago della stagione intensissima al fianco dell'Inter, decido di andare a Roma a vedere il derby di Coppa Italia. Credo che due giorni (la domenica e il giorno seguente) siano utili a spiegare perfettamente dei concetti che valgono per tutti, soprattutto per noi e per gli ultimi avvenimenti attorno all'Inter. Il primo riguarda la mini-esibizione del coreano Psy fischiata da tutto lo stadio. La pop star del’estremo oriente si è offesa per questa accoglienza, e l'ha manifestato chiedendo l'annullamento delle date in Italia dei suoi concerti.

Probabilmente non sapeva che era nello stadio che avrebbe ospitato un derby romano a dir poco storico, e questo lo concediamo. Chi però ha organizzato questa pagliacciata in stile USA, pensando che la passione italiana del calcio potesse essere mortificata e ridotta come quella degli americani che sono entusiasti di assistere al concerto di Madonna tra un tempo e l'altro di una partita di football americano (scusate ma le americanate tendo a rimuoverle), ha ricevuto la risposta adeguata. Cioè che comunque sia, la passione della gente non si può offendere sminuendola come hanno cercato di fare.

Il discorso vale sempre, e ancor di più vale per quel derby che ha cancellato l'importanza delle ultime sei partite, che nonostante scudetti e coppe che nell'ultimo decennio le due squadre romane si sono spartite, aveva un valore inestimabile per i due popoli, non solo perché derby, ma questa stracittadina avrebbe assegnato la Coppa Italia e di conseguenza la supremazia in città di tutta la stagione!

Una partita che avrebbe agito da spartiacque tra chi per la delusione, avrebbe smesso di seguire il calcio, e chi non avrebbe potuto vedere nulla di meglio in uno stadio e quindi con uguale decisione avrebbe deciso di chiudere la sua frequentazione allo stadio. Un match pieno di significati, non solo per la vittoria di un trofeo ingiustamente sminuito nell'importanza ma anche e soprattutto per l'appuntamento con la storia che una delle due squadre doveva scrivere.

Ovviamente da una finale può uscire un solo vincitore, da lì non si scappa. Le due tifoserie avevano vissuto le partite di campionato precedenti alla finale, e dal primo minuto in cui il tabellone aveva sancito queste due formazioni a contendersi la coppa, come amichevoli. L'avevano fatto capire quanto ci tenevano, seppur in modo diverso.

I laziali hanno suonato la carica ai loro ragazzi, per una coppa che andava conquistata insieme. I dirimpettai non avrebbero accettato nessun risultato al di fuori della vittoria, un obbligo che però era il minimo, la base, che i giocatori della Roma avrebbero dovuto vivere con naturalezza perchè nessuno avrebbe capito, giustificato, trovato scuse di ogni tipo in caso di sconfitta.

La Roma made in america è gestita da una società che pensa in grande. Nuovo stadio, strategie societarie e di mercato che mirano a portare i giallorossi verso alti traguardi. Chissenefrega della Coppa Italia e del derby! (seppur di Coppa Italia). Mica i tifosi se la prenderanno così tanto in caso di sconfitta, la grandezza statunitense non contempla risultati che non portano a nulla o poco nelle casse del club. Eppure i tetti si costruiscono solo per ultimi, dopo aver posto solide basi e pareti massicce.

Sappiamo tutti com'è andata: i progetti giallorossi si sono infranti contro una traversa, mentre i sogni laziali sono diventati realtà con un tapin di Lulic che ha dato alla Roma biancazzurra la gioia di questa vittoria storica.

Un paio di giorni dopo vado su youtube e mi imbatto sulla registrazione, corredata da immagini ironiche, di un paio di interventi telefonici di tifosi romanisti che, come era immaginabile, non hanno preso bene la sconfitta. Segno evidente che in ogni società ci sono cose che il tempo non può cancellare: la rivalità, la richiesta da parte dei tifosi di fare qualcosa in più del proprio compitino, di vincere (ok...) ma di fare qualcosa d'altro.

Non interesserà a molti romanisti ora come ora la prospettiva, il programma, l'investimento, il grafico dei profitti che la società Roma può esporre magari con un piano quinquennale per vincere la Champions. Quella partita è stato un dramma sportivo (e non solo sportivo) che ha offeso un popolo il quale chiede, per essere orgoglioso della sua squadra, molto meno di ciò che un manager di alto livello può dare.

Trasportiamo su di noi questi sentimenti e questi fatti. Abbiamo bisogno di luminari della finanza per essere felici della nostra Inter?? Non credo, ci basta solo gente competente che non spenda cifre folli per comprare giocatori di pallone.

Abbiamo bisogno di strateghi stile Rommel per essere al sicuro?? Non credo, ci basta solo gente orgogliosa come Walter Zenga che senta passione per quello che fa.

Abbiamo bisogno di direttori generali tuttofare che magicamente trasformino assegni in oro potendo permettere quindi l'acquisto di gente strapagata ma insensibile ai colori della maglia?? Non credo, basta che siano interisti e non gobbi.

C'è la necessità di leccare il culo a possibili investitori cinesi modificando la seconda maglia in rossa, accantonarla quando l'affare salta, e magari (chi lo sa?) riproporla a un successivo nuovo interesse?? Non credo, basta che chi vuole collaborare lo faccia con umiltà e rispetto, che comunque ricordo deve essere imposto con regole ben chiare.

Non dimentichiamo mai che ogni società esiste e vive con delle prerogative storiche che non vengono cancellate da un modificarsi delle potenzialità e degli obbiettivi, e che senza queste prerogative, tutto il resto passa in secondo piano.Scudetto 2008, derby alla penultima. Quanto sarebbe stato bello vincerlo e automaticamente vincergli lo scudetto davanti?? 

Peccato che la partita indegna dei nostri fece mancare questo storico trionfo, trasformandolo da uno scudetto magnifico, il più bello di tutti, a uno normale, sospirato, all'ultima giornata sotto il diluvio di Parma. Si dimostra attaccamento anche così, intuendo che una vittoria si può conseguire in mille modi. Certo sempre vittoria è, ma per un tifoso fa molta differenza come viene ottenuta.

Ultimo appunto sulla questione stadio. Improvvisamente Moratti sostiene ci sia un progetto su San Siro e che non è necessario costruire urgentemente un nuovo stadio.

Allora faccio due domande:
1- fino ad ora quindi cosa stavi cercando?
2- sei un mio assiduo lettore visto che anche sulla campagna abbonamenti è stata intrapresa una politica sicuramente migliorativa rispetto alle precedenti??
Ah sappi che per tremila euro al mese e ferie da prendere ogni volta che l'Inter gioca ti faccio volentieri da responsabile marketing!!!