Non pago della stagione intensissima al fianco dell'Inter,
decido di andare a Roma a vedere il derby di Coppa Italia. Credo che due giorni
(la domenica e il giorno seguente) siano utili a spiegare perfettamente dei
concetti che valgono per tutti, soprattutto per noi e per gli ultimi
avvenimenti attorno all'Inter. Il primo riguarda la mini-esibizione del coreano
Psy fischiata da tutto lo stadio. La pop star del’estremo oriente si è offesa
per questa accoglienza, e l'ha manifestato chiedendo l'annullamento delle date
in Italia dei suoi concerti.
Probabilmente non sapeva che era nello stadio che avrebbe
ospitato un derby romano a dir poco storico, e questo lo concediamo. Chi però
ha organizzato questa pagliacciata in stile USA, pensando che la passione
italiana del calcio potesse essere mortificata e ridotta come quella degli
americani che sono entusiasti di assistere al concerto di Madonna tra un tempo
e l'altro di una partita di football americano (scusate ma le americanate tendo
a rimuoverle), ha ricevuto la risposta adeguata. Cioè che comunque sia, la
passione della gente non si può offendere sminuendola come hanno cercato di
fare.
Il discorso vale sempre, e ancor di più vale per quel derby
che ha cancellato l'importanza delle ultime sei partite, che nonostante
scudetti e coppe che nell'ultimo decennio le due squadre romane si sono
spartite, aveva un valore inestimabile per i due popoli, non solo perché derby,
ma questa stracittadina avrebbe assegnato la Coppa Italia e di conseguenza la
supremazia in città di tutta la stagione!
Una partita che avrebbe agito da spartiacque tra chi per la
delusione, avrebbe smesso di seguire il calcio, e chi non avrebbe potuto vedere
nulla di meglio in uno stadio e quindi con uguale decisione avrebbe deciso di
chiudere la sua frequentazione allo stadio. Un match pieno di significati, non
solo per la vittoria di un trofeo ingiustamente sminuito nell'importanza ma
anche e soprattutto per l'appuntamento con la storia che una delle due squadre
doveva scrivere.
Ovviamente da una finale può uscire un solo vincitore, da lì non
si scappa. Le due tifoserie avevano vissuto le partite di campionato precedenti
alla finale, e dal primo minuto in cui il tabellone aveva sancito queste due
formazioni a contendersi la coppa, come amichevoli. L'avevano fatto capire
quanto ci tenevano, seppur in modo diverso.
I laziali hanno suonato la carica ai loro ragazzi, per una
coppa che andava conquistata insieme. I dirimpettai non avrebbero accettato
nessun risultato al di fuori della vittoria, un obbligo che però era il minimo,
la base, che i giocatori della Roma avrebbero dovuto vivere con naturalezza
perchè nessuno avrebbe capito, giustificato, trovato scuse di ogni tipo in caso
di sconfitta.
La Roma made in america è gestita da una società che pensa
in grande. Nuovo stadio, strategie societarie e di mercato che mirano a portare
i giallorossi verso alti traguardi. Chissenefrega della Coppa Italia e del
derby! (seppur di Coppa Italia). Mica i tifosi se la prenderanno così tanto in
caso di sconfitta, la grandezza statunitense non contempla risultati che non
portano a nulla o poco nelle casse del club. Eppure i tetti si costruiscono
solo per ultimi, dopo aver posto solide basi e pareti massicce.
Sappiamo tutti com'è andata: i progetti giallorossi si sono
infranti contro una traversa, mentre i sogni laziali sono diventati realtà
con un tapin di Lulic che ha dato alla Roma biancazzurra la gioia di questa
vittoria storica.
Un paio di giorni dopo vado su youtube e mi imbatto sulla registrazione, corredata da immagini
ironiche, di un paio di interventi telefonici di tifosi romanisti che, come era
immaginabile, non hanno preso bene la sconfitta. Segno evidente che in ogni
società ci sono cose che il tempo non può cancellare: la rivalità, la richiesta
da parte dei tifosi di fare qualcosa in più del proprio compitino, di vincere
(ok...) ma di fare qualcosa d'altro.
Non interesserà a molti romanisti ora come ora la
prospettiva, il programma, l'investimento, il grafico dei profitti che la
società Roma può esporre magari con un piano quinquennale per vincere la
Champions. Quella partita è stato un dramma sportivo (e non solo sportivo) che
ha offeso un popolo il quale chiede, per essere orgoglioso della sua squadra,
molto meno di ciò che un manager di alto livello può dare.
Trasportiamo su di noi questi sentimenti e questi fatti. Abbiamo
bisogno di luminari della finanza per essere felici della nostra Inter?? Non
credo, ci basta solo gente competente che non spenda cifre folli per comprare giocatori
di pallone.
Abbiamo bisogno di strateghi stile Rommel per essere al
sicuro?? Non credo, ci basta solo gente orgogliosa come Walter Zenga che senta
passione per quello che fa.
Abbiamo bisogno di direttori generali tuttofare che
magicamente trasformino assegni in oro potendo permettere quindi l'acquisto di
gente strapagata ma insensibile ai colori della maglia?? Non credo, basta che
siano interisti e non gobbi.
C'è la necessità di leccare il culo a possibili investitori
cinesi modificando la seconda maglia in rossa, accantonarla quando l'affare
salta, e magari (chi lo sa?) riproporla a un successivo nuovo interesse?? Non
credo, basta che chi vuole collaborare lo faccia con umiltà e rispetto, che
comunque ricordo deve essere imposto con regole ben chiare.
Non dimentichiamo mai che ogni società esiste e vive con
delle prerogative storiche che non vengono cancellate da un modificarsi delle
potenzialità e degli obbiettivi, e che senza queste prerogative, tutto il resto
passa in secondo piano.Scudetto 2008, derby alla penultima. Quanto sarebbe stato
bello vincerlo e automaticamente vincergli lo scudetto davanti??
Peccato che la
partita indegna dei nostri fece mancare questo storico trionfo, trasformandolo
da uno scudetto magnifico, il più bello di tutti, a uno normale, sospirato, all'ultima
giornata sotto il diluvio di Parma. Si dimostra attaccamento anche così,
intuendo che una vittoria si può conseguire in mille modi. Certo sempre
vittoria è, ma per un tifoso fa molta differenza come viene ottenuta.
Ultimo appunto sulla questione stadio. Improvvisamente
Moratti sostiene ci sia un progetto su San Siro e che non è necessario
costruire urgentemente un nuovo stadio.
Allora faccio due domande:
1- fino ad ora quindi cosa stavi cercando?
2- sei un mio assiduo lettore visto che anche sulla campagna
abbonamenti è stata intrapresa una politica sicuramente migliorativa rispetto
alle precedenti??
Ah sappi che per tremila euro al mese e ferie da prendere
ogni volta che l'Inter gioca ti faccio volentieri da responsabile marketing!!!