Finalmente una settimana di sole, ha spalancato le porte
dell’estate. Finalmente fa caldo e ci si prepara al mare, o alla montagna, insomma alle
vacanze in generale. Almeno per chi può permetterselo, visto che sono momenti complicati per molte persone nel nostro paese.
Di solito per noi invasati di pallone e di nerazzurro, era tempo di speranze e desideri determinati dal calcio mercato. Con tutte le congetture del caso: quel giocatore ti piace? E’ adatto a quel modulo? Ha la personalità giusta? Quanti anni trascorsi in attesa spasmodica di questo o quel calciatore.
Ora purtroppo in assoluta simbiosi con il momento storico dell’Italia, siamo spettatori impotenti di una decrescita infelice. Visto che passare dalla trattativa Ibra-Eto’o, al possibile scambio Schelotto-Gilardino nel giro di pochi anni, è la fotografia di uno status quo che genera delusione e apprensione tra i tifosi.
Di solito per noi invasati di pallone e di nerazzurro, era tempo di speranze e desideri determinati dal calcio mercato. Con tutte le congetture del caso: quel giocatore ti piace? E’ adatto a quel modulo? Ha la personalità giusta? Quanti anni trascorsi in attesa spasmodica di questo o quel calciatore.
Ora purtroppo in assoluta simbiosi con il momento storico dell’Italia, siamo spettatori impotenti di una decrescita infelice. Visto che passare dalla trattativa Ibra-Eto’o, al possibile scambio Schelotto-Gilardino nel giro di pochi anni, è la fotografia di uno status quo che genera delusione e apprensione tra i tifosi.
Peccato, normalmente la costruzione della squadra durante i
mesi roventi, era così simile all’alba
che nasce e si amplifica tra la spiaggia e l’acqua che si perde nell'orizzonte …
la creazione della nuova formazione sembrava svilupparsi in armonia, come quando sorge il sole e la
temperatura mite ti concede l'occasione di uscire di casa in bermuda e infradito.
Sì mi intrigavano le trattative sotto l’ombrellone, chi viene e chi va, sperando di essere meglio, sperando di essere i primi, sperando di assistere alle giocate di uno che valeva il prezzo del biglietto. Perché fare il tifo per l’Inter era quello lì, per noi era andare a vedere la partita, non per osservare con notevole sconcerto dei carneadi come Gargano e Mudingayi che sono piedi strappati all’agricoltura.
Non le menate per il fpf e il bilancio, prima vendere per comprare e cazzate del genere. Sveglia! Siamo l’Inter per trofei e palmares, ci meritiamo una società competitiva a alti livelli. Non puoi più permettertelo è un tuo problema, se non dici la verità e non chiedi aiuto ai tifosi. Del resto, parlo per me, ho fatto l’abbonamento con il presidente x per passare a y e finire con z. Dunque dovesse arrivare mister w, che problema ci sarebbe? Conta la maglia e conta il simbolo, non chi lo detiene in quel momento.
Tifo per la maglia e i colori. Chi li possiede ha il dovere sacro di tutelarli. A fine stagione la Curva Nord aveva posto una serie di domande. Al momento la risposta che è arrivata, si può definire abbastanza surreale. Lo slogan della campagna abbonamenti appena cominciata, riflette in pieno il distacco completo tra società e tifosi: “Chi crede nell’Inter davvero ….”
Come dire se non ti abboni ti tolgo la patente di interista doc. Ma veramente siamo arrivati a questo punto? Io ho sempre creduto che è facoltà di chi soffre, chi viaggia per arrivare allo stadio e soprattutto di chi paga, decidere se credere in un progetto, in una dirigenza, in una squadra, un allenatore oppure no.
Quindi dopo un paio di stagioni e oltre che a San Siro si
sopportano giocatori o inadatti o con il fisico degli impiegati del catasto, a
fronte di milioni guadagnati, mi tocca leggere sul sito ufficiale una roba del
tipo se non ti tesseri, non sei bravo/a? Ah si? Perché dal presidente in giù,
invece nessuno ha niente da rimproverarsi?
Così al posto di infondere ottimismo, la società, sempre più simile a certi dittatori chiusi in un bunker prima della loro fine rovinosa, si permette di darci la bacchettata stile maestrina stizzita in un collegio svizzero. Fa realmente sorridere che questo tentativo di reprimenda sia messo in atto dagli stessi dirigenti che straparlano di progetto giovani e poi pronti via, cercano di propinarti due bolliti come Campagnaro e sembrerebbe Gilardino, sessantasei anni in due, spacciandoli come top player.
Allora stamattina mentre sono intenta a tirare fuori i borsoni in vista della villeggiatura, ho risolto che questo è l'attimo giusto per prendermi una piccola pausa dal tifo militante. Adesso sento il bisogno di trovare qualcosa di bello in un gesto semplice, naturale e istintivo, come quello di andare al mare. Nella speranza che riesca almeno in parte a scordarmi di certi incapaci che trattano noi tifosi come dei bancomat: paga e tàs. E con l'auspicio che questi soggetti siano trascinati via come sabbia tra le onde.
Così al posto di infondere ottimismo, la società, sempre più simile a certi dittatori chiusi in un bunker prima della loro fine rovinosa, si permette di darci la bacchettata stile maestrina stizzita in un collegio svizzero. Fa realmente sorridere che questo tentativo di reprimenda sia messo in atto dagli stessi dirigenti che straparlano di progetto giovani e poi pronti via, cercano di propinarti due bolliti come Campagnaro e sembrerebbe Gilardino, sessantasei anni in due, spacciandoli come top player.
Allora stamattina mentre sono intenta a tirare fuori i borsoni in vista della villeggiatura, ho risolto che questo è l'attimo giusto per prendermi una piccola pausa dal tifo militante. Adesso sento il bisogno di trovare qualcosa di bello in un gesto semplice, naturale e istintivo, come quello di andare al mare. Nella speranza che riesca almeno in parte a scordarmi di certi incapaci che trattano noi tifosi come dei bancomat: paga e tàs. E con l'auspicio che questi soggetti siano trascinati via come sabbia tra le onde.

