lunedì 17 febbraio 2014

Fiorentina-Inter

Ci piace:

1) La Curva Nord, ha fatto un gran tifo al Franchi e il nuovo coro è molto bello: Signori siam nerazzurri e ne siamo fieri portiamo dentro le vene i nostri colori passeranno i giocatori le annate e le società ma noi siamo sempre qua siamo gli ultrà. Un applauso per loro.

2) Guarin, cioè la dimostrazione palese che spesso e volentieri i tifosi ne capiscono più di quelli che sono lautamente retribuiti per far funzionare le cose in società. Infatti il colombiano sta cominciando a riprendersi uno spazio importante da noi, mentre quello che in teoria doveva arrivare al suo posto ora è in infermeria alla gobba. 

3) Icardi, Hernanes e i normodotati in generale. Con loro in campo nelle ultime due partite in effetti qualcosa di meglio si è visto. 

4) Samuel, a mio parere il più tedesco argentini. L'ultimo dei reduci della Final Madrid a possedere ancora intatto lo spirito guerriero, avesse una maggiore tenuta fisica non ci sarebbe alcun problema. Si parla di Vidic a giugno al suo posto, tireremo le somme allora. Comunque attualmente è molto meglio lui con una gamba sola che il pupillo di Mazzarri, Campagnaro.

5) Thohir discusso e discutibile per via della presunta entità del suo portafoglio. I giornalisti e addetti ai lavori possono dire tutte le boiate che vogliono. Intanto grazie a lui ci ritroviamo il colombiano al posto dello zoppo Vucinic e inoltre ha preso Hernanes. Vale a dire un giocatore vero al posto del povero disgraziato di turno tipo Schelotto, Palombo, Gargano, Kharja che ci avrebbe propinato Branca. E a proposito del direttore con il borsalino, benissimo ha fatto l'indonesiano a cacciarlo. Come altrettanto bene ha fatto a rispondere per le rime ai gobbi.



Non ci piace:

1) Handanovic. Figlio mio ti ho sempre difeso fino alla morte, ma è anche ora che tu riprenda a darmi uno straccio di argomentazione per poter poterti tutelare un minimo.

2) Mazzarri. Ha impiegato sei mesi per capire che lì davanti devono giocare due attaccanti. Ci ha messo sessanta minuti a Firenze per togliere il ricordo sbiadito di Milito, in favore di un giovanotto abile e arruolabile. Tenuto misteriosamente in panchina per quale oscuro motivo non è chiaro, e  per il quale era stato fatto in estate un investimento importante. A volte non capisco se sia un allenatore o un geriatra. Quello che è certo, è che tutte le sue convinzioni sull'utilità dell'esperienza a Firenze sono andate a farsi benedire. Speriamo ne tragga insegnamento.

3) Fassone, Ausilio. Spariti dai radar per mesi, adesso alzano la cresta, per attribuirsi meriti che non hanno in nessun modo. Il presidente faccia fare a loro la stessa fine di Branca, grazie.

4) Moratti. Ora che sia lui a spiegare a Thohir l'importanza dell'essere presente a Milano per dirigere meglio l'Inter suscita francamente perplessità. Perché detto da uno che rilasciava millanta interviste al giorno sotto la sede della Saras, ma che ci ha lasciato con un nono posto, oltre mezzo miliardo di debiti, ottanta milioni di perdita a bilancio, una rosa di giocatori tra le peggiori di tutta l'onorata storia dell'Inter, lascia il tempo che trova.

5) Le vedove del marciapiede: mass media in generale e scrocconi vari e variegati. Vedi punto quattro.

martedì 11 febbraio 2014

OldStyle88

Sentire Moratti parlare di malmostosità e di una Curva che ragiona in modo diverso dalla logica (la sua), fa ripensare ai primi anni del terzo millennio quando lo definimmo in occasione di una amichevole in quel di Firenze permaloso e incompetente.

Leggere poi che abbiamo valutato Calciopoli in modo diverso da lui dà la certezza di cui sopra. Premesso che come sempre, io parlo esclusivamente per me stesso, ma evidentemente l’affinità di pensiero è quella di molti altri interisti nei quali mi sono ritrovato e loro hanno fatto altrettanto rispetto alle mie idee.

I suoi fallimenti dettati da un'incompetenza e da uno sperpero di denaro senza pari, non possono in alcun modo essere giustificati con il sistema-Juve, presente, innegabile, ma semmai sono dovuti a determinate logiche (????) organizzative soprattutto rispetto ai diretti concorrenti.

Forse l'ex-presidente  non ricorderà i suoi anni da padre e padrone; allora forse è meglio rinfrescare la memoria:

Stagione 94/95: Moratti diventa presidente a metà stagione, impossibile quindi giudicare.

Stagione 95/96: E’ il primo anno, non si può buttare croci addosso, ma la squadra parte male subito eliminata dal Lugano e termina la stagione con tre allenatori sostituiti (Bianchi, Suarez e Hodgson) e un settimo posto. Andiamo in Uefa perché la Fiorentina vince la Coppa Italia e ne libera uno per l’Europa.

Stagione 96/97: Arriviamo terzi. La stagione non è nemmeno malaccio a parte prestazioni incolori e punti persi in casa contro le piccole. Hodgson riesce a finire l’anno. Lo scudetto però è un testa a testa tra Juve e Parma.

Stagione 97/98: Con Simoni in panca penso di non dover commentare quella stagione effettivamente farsa ed effettivamente agli annali come un furto in piena regola.

Stagione 98/99: Dopo Simoni-Lucescu-Hodgson-Castellini finiamo l’anno a una distanza siderale, fuori da tutto. Non penso che Moggi pensasse troppo alla squadra squadra che a Genova crollava sotto i colpi di Montella e Ortega come pretendente diretta. Quella stagione vince il Milan, fortunato sicuramente, in un testa a testa con la Lazio.

Stagione 99/00: Sei punti buoni  mancano all’appello per errori arbitrali abbastanza evidenti, ma è la Lazio a vincere lo scudetto. Noi finiamo quarti o quinti rinunciando alle ambizioni di vertice almeno per tre mesi buoni. Lippi riesce a completare l’anno, qualificandoci per il preliminare di Champions solo dopo lo spareggio con il Parma a Verona grazie a Roberto Baggio, fatto fuori poi dal gobbo Marcello.

Stagione 00/01: E' la stagione del derby perso 0-6, di Parma-Inter 6-1, eliminati da Helsingborg e Alaves (e relativi seggiolini), a pochi punti dalla zona calda verso il basso. Potendo schierare FERRARI CIRILLO E MACELLARI, non credo che la cupola Juve fosse molto intimorita. Lo scudetto viene vinto dalla Roma.

Stagione 01/02: Siamo al 5 maggio…. uno stadio a favore in cui anche gli avversari tifano per te…. vai due volte in vantaggio e perdi… gli arbitri penso non abbiano colpe in questo scempio.

Stagione 02/03: Cuper viene preso ulteriormente a pesci in faccia, non andiamo malaccio, c’è anche una sfortunata semifinale di Champions, ma in Italia siamo ben lontani dal vincere.

Stagione 03/04: Zaccheroni in panca difeso a spada tratta e fino alla morte da Facchetti… salvo poi decidere in  piena autonomia di sostituirlo.

Stagione 04/05: Arriva Mancini, la prima Coppa Italia segue la Supercoppa Italiana e dopo una stagione… ecco lo scandalo Calciopoli.





Ovviamente il presidentissimo non manca occasione di proclamarsi onesto, puro di cuore, e portatore di quei sani valori del calcio che non sono stati capiti. Peccato che chi era davvero portatore di quei sani principi, cioè Giacinto Facchetti, non sia mai stato difeso da colui che a parole lo riteneva un fratello quando il numero 3 di tutti noi ancora era in vita.

Visto che tempo prima aveva provato a ingaggiare Moggi perché i suoi valori lo spingono a perseguire con integrità i risultati, avvalendosi senza troppi scrupoli e con qualsiasi mezzo, anche di un simile personaggio che peraltro conosceva benissimo. Nascondersi dietro gli arbitri mascherando le sue incompetenze gestionali, è una follia, come folli sono state la quasi totalità delle sue scelte.

L’arroganza e la presunzione di affermare: quelli lì, cioè tutti coloro che  senza tornaconto, vivono la passione per l’Inter, e che sono abituati a vedere le cose come tifosi ma anche con obbiettività, è un chiaro sintomo di quale personaggio sia stato al timone della nostra Inter per 18 anni… ma come dicevo in precedenza, per fortuna questa esperienza si sta esaurendo.

Apparenza e malevolenza

Pirandello sosteneva che alla fine dietro tutte queste maschere non si cela nessuno, che siamo quello che pensiamo di essere o quello che gli altri si aspettano da noi. Bene, dopo aver letto l'ultima sparata dell'ex-presidente Moratti e il suo quelli lì rivolto ai ragazzi della Curva Nord, io credo che in effetti è possibile che alla fin fine tutti filtriamo in qualche modo la nostra vera essenza ma che lui evidentemente è abituato a farlo un po' di più. Solo che la sua facciata ora che il potere sta venendo meno comincia a mostrare qualche crepa evidente.   

Perché quando uno a metà giugno in pratica impone la sua presenza alla tradizionale festa di fine stagione pur di salire sul palco di fronte al Baretto per promettere in modo alquanto avventato uno scudetto con la squadra mediocre che stava allestendo, dopo non può dimenticarsene nello spazio di pochi mesi e parlare di coloro che lo hanno applaudito nei termini che abbiamo letto. 

Ricordo una vecchia pezza esposta con orgoglio in transenna a Firenze: ma che bel presidente permaloso e incompetente. Ecco a questo punto si potrebbe  aggiungere a mio parere oltre alla postilla ex anche il termine livoroso. Dato che offendersi per uno striscione che fondamentalmente l'ha raccontata per quello che è, visto che il signor Moratti ha lasciato la società stracolma di debiti e con una rosa di giocatori modesta, e che se non fosse intervenuto Thohir il rischio di fare le trasferte a Legnano e a Solbiate era elevatissimo è roba da bambinoni problematici.



Insomma mi sembra sia solo la manifestazione del fatto che sua vera indole che forse non era così buona e generosa come poteva apparire.in precedenza. Si dice che i rancori avvelenino la vita, e del suo caro il mio ex-presidente non so cosa farmene. Dunque il prima possibile è pregato di cedere anche il restante 30%, lei sta passando mentre io ,come tutti gli altri tifosi del resto, rimarrò a prescindere: solo per la maglia.

lunedì 10 febbraio 2014

OldStyle88

In un piovoso lunedì la mia pausa pranzo mi permette di ripensare a questi primi mesi senza Moratti in prima fila e a tracciare un primo seppur esiguo bilancio in termini temporali. Ovviamente non si tratta di calcio giocato; la squadra è quella, e calando l’aspetto fisico che nella prima parte aveva fatto la differenza, sono mancati anche i risultati.

Mazzarri aveva detto bene: non è serio parlare di vertici con una squadra rimasta pressoché identica a quella disastrosa dell’anno scorso. Eppure questo indonesiano che non doveva capire un accidente di pallone, fortunatissimo per aver preso una società con ampi margini di sviluppo e mai perseguiti a livello economico, ha avuto anche qualche piccola sfiga.

Chi va allo stadio ed entra un’oretta prima del fischio d’inizio avrà notato le pubblicità insistenti su merchandising, tour del museo, tessera del tifoso in chiave commerciale…. tutti aspetti prima completamente inesistenti e per i quali non ci andava un genio per pensare a una promozione della propria attività.

Ora, in attesa del resto, abbiamo cominciato a salutare Marco Branca, pupillo di Moratti che è stato preferito alla nostra bandiera Oriali, e magari saluteremo presto Fassone (sarebbe ora, altra scelta del presidente onorario). Su Ausilio la mia personale idea è quella di una persona che messa accanto a qualcuno di competente (Oriali appunto), possa anche svolgere un discreto lavoro.

Le idee di espansione e di costruzione di uno stadio mega galattico stanno pian piano per essere riposte in virtù di San Siro come nostra unica casa (le motivazioni saranno sicuramente molte, non ultima quella inutilità di spendere cifre folli quando l’espansione va prima puntata alla massimizzazione di ciò che già  c’è ed è inespresso).

E poi Mazzarri; la carneficina di allenatori spesso sbugiardati e irrisi dalle dichiarazioni di Moratti, che si divertiva ad addebitare tutti i mali a chi sedeva in panchina, pare essere finita in soffitta con prese di posizioni nette e inequivocabili con comunicati che non sono interpretabili, bensì chiari e limpidi.

C’era bisogno di tre acquisti? Eccoli, uno per ruolo; D’Amborsio, Hernanes, Vucinic…..anche se sappiamo che l’ultimo non è arrivato per motivi ormai noti. Eppure proprio da qui parto. Erick forse pensava, sperava, in una squadra in lotta per la zona Champions, soldini in arrivo, gente felice sempre e comunque con sorrisi ebeti, e un compito più semplice del previsto. Non è così.

Si è trovato una piazza attenta, appassionata, e senza il sopravvalutato presidente, neppure più disposta ad attendere chissà quali errori, anzi…. Ha potuto lui stesso constatare che non esiste in Italia una concezione di sport all’americana, e mi fa sorridere quel signore (milanista) che intervistato recentemente circa i suoi desideri su come vorrebbe il calcio, aveva chiesto di “moderare un po’” le curve.



Forse siamo tutti un po’ moralisti, e anche un po’ tutti ultras… perché arrivando al sodo della questione nessuno è disposto ad attendere/pazientare/farsi prendere in giro, quando in ballo ci sono i propri colori e da un lato è triste che non ci si metta lo stesso contro tasse, politici e inique leggi che ci condizionano la vita. In questo non c’è divisione… e dal caso Guarin (che per certi versi è un bene sia successo), anche Thohir ha capito che qua si fa sul serio.

La stessa serietà che fino ad ora ha messo, con prese di posizioni nette, con scelte condivisibili e immediate, con forza è tutto ciò che non c’è mai stato nei 18 anni di presidenza Moratti. Non so quando e se, sarà possibile vincere, o anche solo tornare a sperare…

Ma di una cosa sono certo. La sfortuna di Thohir nell’aver preso un ambiente che nemmeno lui immaginava così complicato, l’ha messo di fronte a scelte senza la possibilità di attendere il tempo tecnico di capire come fare e con chi avere a che fare.

L’istinto, la sua concezione di Manager, le sue indubbie doti organizzative, applicate a tutte le sue attività e così anche al calcio, fanno capire che magari saprà poco di tecnica, ma ha sicuramente le idee chiare su come gestire un ambiente infuocato come il nostro. Per questo sono sempre più convinto che con questo progetto potremo assolutamente rivedere la luce senza poi distruggere tutto come è stato fatto dal 23/05/2010.

lunedì 3 febbraio 2014

Così Parlò Fulvio Il Vikingo

L'ultimo regalo del petroliere ormai pezzente: il damerino con il borsalino ha un contratto a tempo INDETERMINATO!!! Poi ci sono ancora dei personaggi folkloristici, impossibile da definirsi tifosi, che osannano questo soggetto malsano... Famigliari, amici, amici degli amici tutti a mangiare alle spalle dell'Inter e sulla pelle di noi tifosi... Una gestione societaria FALLIMENTARE che a fronte di uno storico triplete e qualche scudetto e coppa italia ci ha fatto ora tornare la barzelletta d'Italia e ci ha fatto arrivare a un passo dal baratro con una voragine debitoria insanabile e una squadra da tre anni imbarazzante... Siamo stati gli unici al mondo a passare in brevissimo tempo da campioni del mondo a rischio default!!! MORATTI, LA TUA PARENTELA E PARASSITI VARI... ANDATE FUORI DAI COGLIONI DEFINITIVAMENTE!!!






mercoledì 29 gennaio 2014

OldStyle88

Situazione inter: un disastro, come l’anno scorso… e forse come il prossimo. L'unica differenza è che noi tifosi ora ci facciamo sentire e nel modo giusto. Perché far capire che non siamo ebeti e stupidi è il primo passo per riappropriarsi di quella società e di quei colori che vorremmo tutti essere rappresentati da persone che vorremmo sentire più nostre.

Qualcuno dirà legittimamente: e il tuo Thohir? Fino a ieri lo invocavi…e ora cosa ne pensi? Penso esattamente ciò che pensavo prima ricostruendo la storia. Il signor Thohir, ricchissimo indonesiano, sente squillare il telefono: banche e pirelli gli chiedono se vuole diventare socio di Moratti nell’Inter. Lo stesso Moratti che per anni ha sperperato tutto, sbagliato di più, e buttato alle ortiche un post champions da sogno. 

Gli spiegano che i conti dell’inter non vanno bene e (mia personale interpretazione) se fosse stata un’altra squadra sarebbe venuta a galla una situazione di emergenza totale. Si è taciuto invece, forse a ragione in quanto l’Inter ha più appeal sicuramente di altri, e con l’ingresso di un benefattore sarebbe tornata a respirare. Il buon Erick però non è stupido e accetta solo se lui si mette al timone della nave e gestisce in prima persona la situazione (e i suoi soldi).

Di calcio ne sa poco, ma il suo mestiere è fare business, ergo far guadagnare il club per ripianare quei conti che, fatte le debite proporzioni con un privato e comune cittadino, sarebbero stati oggetto di raccomandate e telefonate da parte degli uffici legali di ogni banca.

I giocatori sono quelli che sono, secondo me, di un livello da Europa League al massimo. I dirigenti invece non potrebbero nemmeno avere un ruolo da bibitari in un campetto di periferia. Oltre alle cariche distribuite in base ad amicizia e buoni rapporti con Moratti, e non in base ai meriti, c’è da dire che ai dirigenti non riesce nemmeno la cosa migliore, la più semplice, la più sicura: buttarla sempre su un discorso di immagine, sulla fede nerazzurra, sui nostri uomini al loro posto.


Di Fassone c’è poco da dire: pirla, mille volte e una in più, Moratti ad averlo assunto. Gli altri due hanno un cervello a d ir poco contorto. Spero che il loro limite sia solo per incapacità e non per malafede. Mettere al loro posto un Oriali sarebbe già di per se una bella visione, oltre che sicuramente migliore come lavoro svolto.

Evitare di fare farse sul mercato come quelle a cui stavamo per assistere dicendo chiaramente che non ce n’è e che ci dovremo vedere 3 o 4 giovani (ma realmente, tipo Bardi o Duncan per fare due nomi) perché non c’è altra via, arrivando prima possibile a 40 punti, sarebbe stato il minimo e la gente avrebbe capito.

Che il risanamento passi da quell’aumento profitti che vedo già iniziato con pubblicità prima sconosciute a San Siro e che contro il Catania ho visto dai maxischermi, su Inter Store e Museo è una cosa che non necessita di particolari titoli di studio ma la cui mancanza è stata notata in tempo zero dalla Thohir band… pensate quindi a che gente eravamo in mano.

Sulla situazione squadra, alla quale non addosso nel complesso particolari colpe, se non a due o tre elementi troppo pretenziosi, sappiamo, prendo atto. IL primo passo però è ridarci chi vogliamo: LELE ORIALI in primis. Quindi l’Inter agli interisti, che per passione e competenza potranno sicuramente dare di più con gli stessi mezzi rispetto a quelli che attualmente ci sono.

Thohir, oltre a sviluppare marchi e aumentare il ricavato (giustamente), provveda. Sarebbe un ottimo modo per capire davvero che intenzioni ci sono. Ricordate però tutti: l'Inter siamo noi, e lo siamo da sempre. Abbiamo dimostrato che uniti si può influenzare le decisioni e ottenere ciò che si vuole.

Acquistare peso, concorrere davvero per il bene dei nostri amati colori. Non siamo passivi, non siamo stupidi, non siamo americani che si ingozzano di patatine e accettano tutto quello che viene propinato. SEMPRE SVEGLI, SEMPRE VIGILI... SEMPRE E COMUNQUE IN PRIMA FILA.

mercoledì 22 gennaio 2014

OldStyle88

A volte è un bene cadere perché è rialzandosi che si capiscono davvero le proprie potenzialità. Succede un po' dappertutto, e arrivare nei punti più bassi possibili è un modo per capire quanto si vale e le possibilità che ci si può giocare. Ben venga la scellerata idea societaria di cedere Guarin.

Non mi soffermerò sull'ennesimo giocatore viziato, cocciuto, indisciplinato, senza cuore, scostante che mi capita di vedere, in questo scambio con uno (Vucinic) che non mi è mai dispiaciuto, ma trattare con i nemici, è risaputo... non è mai una bella cosa.

Come dicevo tempo fa, a Thohir del nostro campanilismo non fregherà molto, è comprensibile, ma altri dovrebbero capire l'antifona. La Nord attraverso il suo comunicato ha spiegato diversi punti condivisibili e decisamente semplici da capire, ma vorrei soffermarmi su uno. Thohir, nel quale come sapete nutro fiducia, è li' perchè lo hanno cercato e trovato.

Il suo amico Moratti aveva lasciato un profondo rosso che se fosse successo ad altre squadre si sarebbe almeno accennato a salvataggi imminenti per non fallire. All'Inter tutto questo è stato taciuto e la mancanza di notizie chiare circa una situazione per nulla rosea mi fa pensare a dei favori che qualche giornalista ha voluto fare alla Moratti family in cambio magari di qualche pieno di benzina....

Eppure la situazione era quella che era, hanno trovato Thohir che mettendo dei soldoni ci ha permesso se non altro di continuare a vedere la nostra squadra; insultarla, contestarla, acclamarla, applaudirla. Non ho mai preteso una immediata competenza e comprensione delle logiche italiane, e si è fatto bene a dirgli che noi non siamo sport americani in cui lo spettatore è felice se la hostess gli porta l'hot dog caldo direttamente sul posto.



A noi del comfort esagerato, del contorno, ci frega poco se manca la sostanza. Ci interessa invece molto di più che la proprietà indonesiana che ripeto, a suon di milioni ha salvato una società ridotta male da un inetto, si affidasse a gente che non solo per competenza ma anche per immagine fosse gradita ai milioni di tifosi italiani (non me ne vogliano i sostenitori indonesiani ma di loro mi importa un po' poco).

Quindi il trio FASSONE (soprattutto) BRANCA e  AUSILIO andava assolutamente sostituito con chi può permettersi di guardare negli occhi i tifosi senza abbassare lo sguardo. Quindi Lele Oriali. Quindi persone NOSTRE. Non me ne voglia Walter Mazzarri verso il quale nutro ammirazione per il suo lavoro e lo considero assolutamente incolpevole per la situazione, ma se proprio devo cambiare allenatore, per favore datemi Zenga.

Perchè essere tutti insieme e remare nella stessa direzione significa non essere schifati in primis da chi ti dovrebbe rappresentare. Questo si chiede. L'operazione Guarin (che ripeto non mi sconvolge tanto per la partenza di quel lavativo ma per la destinazione e per la controtendenza alla politica societaria annunciata a novembre) va spiegata, visto che davvero non vedo un solo reale e valido motivo perché fosse portata a termine.

Eppure abbiamo detto no. Noi tifosi, e di conseguenza la società. Perché la società Inter è dei tifosi e sono i tifosi che ancora pagando il biglietto, vivendo sette giorni su sette questa passione sono i destinatari (lo ricordo sempre) di ciò che si compie. E' stata data una prova esemplare sotto tutti i punti di vista.

E per uno nuovo del settore come Thohir, del quale ribadisco i sicuri intenti di fare bene, una lezione importante. Si tenga pure i progetti scoppiettanti di servizi indubbiamente di vita americana che secondo lui possono far felici i tifosi. I tifosi si fanno felici con poco, ma quel poco va dato senza se e ma.

martedì 21 gennaio 2014

Non può piovere per sempre ...

Non bastava essere tifosi di una squadra talmente mediocre che a vederla allo stadio ultimamente ti prende il coccolone e che di fatto rappresenta anche la pochezza della nostra società in tutti gli aspetti da quello comunicativo a quello finanziario. Non era sufficiente sentirsi dire che visto che non ci sono soldi, potevamo scordarci roboanti acquisti, (quando in realtà noi domandavamo solo operazioni di mercato sensate) e che al contrario eravamo onorati che il Chelsea fosse interessato ai nostri giocatori, nemmeno fossimo un Cesena qualunque (Ausilio cit.).

No evidentemente la misura non era colma per qualcuno dei piani alti. In questa settimana i soliti noti, quelli che per noi oramai sono più inquietanti del Canaro e di Ted Bundy messi insieme (Branca, Fassone, Ausilio), per il loro esclusivo tornaconto personale, avevano messo in piedi la trattativa a dir poco surreale Guarin-Vucinic. Cioè coloro che da qualche anno fanno scelte di mercato incomprensibili tecnicamente, ma scellerate per il bilancio, quali quella di cedere Thiago Motta a gennaio per prendere in prestito Palombo, o vendere Sneijder e per vedere arrivare Schelotto, erano intenzionati a darci il colpo di grazia sotto tutti i punti di vista.

Si trattava infatti di un discorso nel quale, in sintesi, noi facevamo la figura dello chaperon Ambroggio nello spot Ferrero riguardante i cioccolatini Ferrero Rocher, e i gobbacci erano rappresentati dalla signora (si fa per dire.. il termine in realtà sarebbe un altro e ben più grezzo) in giallo. E chi aveva da guadagnare e chi da perdere era lì tutto da vedere. Come se la storia e la memoria degli scambi con quelli là da Boninsegna-Anastasi per finire con Cannavaro-Carini non avessero insegnato niente. 




Però questi personaggi squallidi senza vergogna e senza dignità alcuna non avevano fatto i conti senza l'oste. Anzi senza una moltitudine infinita di osti, che poi di fatto sarebbero i tifosi interisti tutti. In rete l'altra sera scatta la rivolta, la Curva Nord fa sentire il suo peso, attraverso un comunicato durissimo nei toni e nei contenuti, prende una posizione chiara e netta contro certe porcate. Chiama a raccolta tutti coloro che per un motivo o per l'altro hanno sempre ritenuto questi colori come parte importante e integrante della propria vita.  Ed è abbastanza palese che nessuno voglia farsi rovinare l'aspetto più ludico e romantico della propria esistenza, da figuri loschi dediti a intrallazzi ancora più loschi. 



Così una nutrita pattuglia di tifosi e appassionati a guardia della fede, si è ben organizzata e presentata sotto la sede. Ha manifestato attraverso cori e striscioni  in maniera brusca e schietta il suo dissenso assoluto nei confronti della scellerata politica di questi anni. Ce n'era per tutti da Branca a Fassone a Moratti. Succede allora che dopo mezzora sul sito ufficiale dell'Inter Thohir rompa gli indugi e con un comunicato ponga fine a questo schifo. Succede allora che il cuore della gente ha avuto la meglio su traffici sospetti di cui non si intuiva proprio lo scopo. 

Si è trattato, come è stato detto una vittoria della Curva Nord e dei tifosi nerazzurri in generale, durante una mite serata di gennaio preceduta da giorni densi di pioggia e di preoccupazione, ma per fortuna non può piovere per sempre e quando le motivazioni sono moralmente integre è giusto che sia finita come doveva finire: lo scambio non si fa più e la Rubbe subisce la legge del contrappasso: esce meritatamente dalla Coppa Italia contro la Roma, per il triplete o minitriplete dovranno attendere ancora, dispiace.

Allora grazie alla Curva Nord, ai Bauscia tutti, per quello che è successo ieri in Corso Vittorio Emanuele. Abbiamo dimostrato ognuno nel suo piccolo, che l'Inter in realtà è solo nostra e che con amore o con rabbia, ce la riprenderemo tutta quanta!






venerdì 10 gennaio 2014

Con questa squadra un po' così e le pagelle un po' così: Udinese-Inter Coppa Italia

Poche considerazioni, se non un chiaro e forte "MA CHE SCHIFO", in campo abbiamo visto anche quelli che non esistono più,  i nomi che rispondono al concetto di niente sono quelli di capitan sonotuttefinali e di  bollito, il resto della squadra non fa certo più di tanto per battere un'Udinese con in campo sconosciuti ragazzi.Certo poi con l'uscita del 40enne siamo passati a un 4-3-3 e abbiamo cominciato a far girare palla ma in modo assai poco efficace per poter impensierire Kelava (e chi cazz'è?). Poi certo se al fatto che siamo già un'armata Brancaleone di nostro, ci aggiungi anche il carico a briscola di un arbitro che non vede rigori solari ma in compenso ha visioni mistiche di fuorigioco inventati al momento, vincere è impossibile. Mi raccomando però, che non attacchiamoci all'arbitro come unica causa della sconfitta, questo sport lasciamolo alla terza squadra di Milano e a cravatta gialla ambulante che si fa mandare le immagini sul telefonino.

Carrizo: 5 Non ha colpe sul gol evidentissime, ordinaria amministrazione, ha comunque più attributi di quello con la fascetta gialla nel protestare contro l'ennesima boiata arbitrale beccandosi un giallo. 

Andreolli: 5 Senza infamia e senza lode.

Samuel: 4 Roccioso come sempre ma sempre più lento, il gol è anche colpa sua. 

Campagnaro: 4.5 Si vede poco. 

Nagatomo: 4 Per correre corre, con quale finalità, resta un arcano. Casinista come suo solito. 



Kuzmanovic: 5 Anche se fisicamente sembra un barile di birra, dimostra comunque che per fare il regista non serve chissà cosa, eppure Mazzarri si autoflagella i testicoli mettendo ogni domenica in campo, il vigile che sbraccia nemmeno fosse Goldrake con le lame rotanti. Mistero. 

Mudingayi: 4 Ricordiamolo, riconfermato da Moratti perché poverino gli faceva pena vederlo infortunato. Ricordiamolo.

Kovacic: 4.5 Sulla carta inserito come trequartista dietro il bollito, poi però si piazza dietro anche a Guarin, ma combina poco o nulla, anche se sembra sempre l'unico a provare a fare qualcosa. 

Guarin: 5 L'unico a non mollare fino alla fine, ma i palloni calciati in tribuna ormai non si contano più. 

Zanetti: 0 Che voto daresti al nulla? 0 appunto. Un'ora in campo in cui si fa anticipare da tutti, in cui non contrasta, il vuoto pneumatico. Il classico repertorio di vuoto che siamo costretti a vedere da ormai qualche stagione. Umiliato da Gabriel Silva, si perde Maicosuel nell'azione del gol. 

Milito: 0 Era in campo il nostro bollito preferito? Almeno non ha fatto nulla se no dovevamo sentirci il solito stormo di stronzi che ne vogliono il rinnovo. Invece questa salma insieme a altri che oramai sono finiti e strafiniti in scadenza di contratto, a giugno devono sparire! 

Palacio: 4.5 Un tempo di totale e consueta solitudine là davanti, poi Mazzarri decide di affiancargli un compagno. 

Alvarez,e Botta: senza voto.

Mazzarri: 3 Ma solo perché dopo un'ora si accorge che forse dobbiamo giocare una partita e allora fuori uno che non 'ha mai vista dentro Alvarez, prima ancora Palacio via di 4-3-3, anche se non è servito a nulla. Magari è un modulo che non conosce.

lunedì 6 gennaio 2014

La Voce (reduce dai bagordi natalizi) del Tifoso

Giuseppe: Ma Pereira come lo  cataloghiamo? Stefano: Come calamità naturale.

Interista It.: Conte è in pieno delirio di autostima. Vive di sillogismi come gli ebeti: la mia squadra è davanti all'Inter, l'Inter ha fatto il Triplete, quindi i miei ragazzi sono più forti dell'Inter del Triplete.

Luca: Guardare e ascoltare Ausilio... mamma mia.. è più divertente guardare la vernice asciugarsi sul muro

Stefano: Thohir si dia una smossa...cominci a prendere una persona seria che lo rappresenti qui in Italia dato che lui non può essere sempre presente...perché se si continua questa sorta di autogestione dei soliti noti che ha veramente rotto i coglioni! E metta mano al portafogli per prendere "giocatori di calcio"...piedi buoni e fosforo...i fabbri vadano in officina!


Charlie L. : Mazzarri: mercato? Vabbé compratemi una R.... 



Beppe: Per raddrizzare l'ambiente servono: 
primo: un amministratore delegato che conosca il calcio, che sia stimato e che abbia i contatti giusti, 
secondo: un ds con carta bianca ma che risponda delle azioni che fa, 
terzo: un nuovo allenatore giovane o non giovane ma con i controcoglioni (Klopp, Simeone?)  

Gianfranco: c'è poco da fare, i giocatori almeno quelli che non fanno parte del clan sono innocenti, quelli valgono e giocano per quanto valgono. L'unico responsabile è Moratti, ci ha lasciato una squadra di merda e una marea infinita di debiti, lui va messo alla gogna mediatica, lui va cancellato dall'immaginario colletivo, quando di sentirà il nome Moratti l'unico a cui pensare deve esserre solo Angelo.

Maria Stefania: Quanto rimpiango il fatto di non aver comprato il "delizioso" pallone di marmo. In questo momento saprei bene come usarlo, lo tirerei addosso al patetico trio Moratti-Branca-Ausilio

Francesco: Aspettiamo  il bilancio di giugno 2013, anche se ho l'impressione che sia una cosa tipo Apocalypse Now.