martedì 21 gennaio 2014

Non può piovere per sempre ...

Non bastava essere tifosi di una squadra talmente mediocre che a vederla allo stadio ultimamente ti prende il coccolone e che di fatto rappresenta anche la pochezza della nostra società in tutti gli aspetti da quello comunicativo a quello finanziario. Non era sufficiente sentirsi dire che visto che non ci sono soldi, potevamo scordarci roboanti acquisti, (quando in realtà noi domandavamo solo operazioni di mercato sensate) e che al contrario eravamo onorati che il Chelsea fosse interessato ai nostri giocatori, nemmeno fossimo un Cesena qualunque (Ausilio cit.).

No evidentemente la misura non era colma per qualcuno dei piani alti. In questa settimana i soliti noti, quelli che per noi oramai sono più inquietanti del Canaro e di Ted Bundy messi insieme (Branca, Fassone, Ausilio), per il loro esclusivo tornaconto personale, avevano messo in piedi la trattativa a dir poco surreale Guarin-Vucinic. Cioè coloro che da qualche anno fanno scelte di mercato incomprensibili tecnicamente, ma scellerate per il bilancio, quali quella di cedere Thiago Motta a gennaio per prendere in prestito Palombo, o vendere Sneijder e per vedere arrivare Schelotto, erano intenzionati a darci il colpo di grazia sotto tutti i punti di vista.

Si trattava infatti di un discorso nel quale, in sintesi, noi facevamo la figura dello chaperon Ambroggio nello spot Ferrero riguardante i cioccolatini Ferrero Rocher, e i gobbacci erano rappresentati dalla signora (si fa per dire.. il termine in realtà sarebbe un altro e ben più grezzo) in giallo. E chi aveva da guadagnare e chi da perdere era lì tutto da vedere. Come se la storia e la memoria degli scambi con quelli là da Boninsegna-Anastasi per finire con Cannavaro-Carini non avessero insegnato niente. 




Però questi personaggi squallidi senza vergogna e senza dignità alcuna non avevano fatto i conti senza l'oste. Anzi senza una moltitudine infinita di osti, che poi di fatto sarebbero i tifosi interisti tutti. In rete l'altra sera scatta la rivolta, la Curva Nord fa sentire il suo peso, attraverso un comunicato durissimo nei toni e nei contenuti, prende una posizione chiara e netta contro certe porcate. Chiama a raccolta tutti coloro che per un motivo o per l'altro hanno sempre ritenuto questi colori come parte importante e integrante della propria vita.  Ed è abbastanza palese che nessuno voglia farsi rovinare l'aspetto più ludico e romantico della propria esistenza, da figuri loschi dediti a intrallazzi ancora più loschi. 



Così una nutrita pattuglia di tifosi e appassionati a guardia della fede, si è ben organizzata e presentata sotto la sede. Ha manifestato attraverso cori e striscioni  in maniera brusca e schietta il suo dissenso assoluto nei confronti della scellerata politica di questi anni. Ce n'era per tutti da Branca a Fassone a Moratti. Succede allora che dopo mezzora sul sito ufficiale dell'Inter Thohir rompa gli indugi e con un comunicato ponga fine a questo schifo. Succede allora che il cuore della gente ha avuto la meglio su traffici sospetti di cui non si intuiva proprio lo scopo. 

Si è trattato, come è stato detto una vittoria della Curva Nord e dei tifosi nerazzurri in generale, durante una mite serata di gennaio preceduta da giorni densi di pioggia e di preoccupazione, ma per fortuna non può piovere per sempre e quando le motivazioni sono moralmente integre è giusto che sia finita come doveva finire: lo scambio non si fa più e la Rubbe subisce la legge del contrappasso: esce meritatamente dalla Coppa Italia contro la Roma, per il triplete o minitriplete dovranno attendere ancora, dispiace.

Allora grazie alla Curva Nord, ai Bauscia tutti, per quello che è successo ieri in Corso Vittorio Emanuele. Abbiamo dimostrato ognuno nel suo piccolo, che l'Inter in realtà è solo nostra e che con amore o con rabbia, ce la riprenderemo tutta quanta!