Sentire Moratti parlare di malmostosità e di una Curva che ragiona in modo diverso dalla logica (la sua), fa ripensare ai primi anni del terzo millennio quando lo definimmo in occasione di una amichevole in quel di Firenze permaloso e incompetente.
Leggere poi che abbiamo valutato Calciopoli in modo diverso da lui dà la certezza di cui sopra. Premesso che come sempre, io parlo esclusivamente per me stesso, ma evidentemente l’affinità di pensiero è quella di molti altri interisti nei quali mi sono ritrovato e loro hanno fatto altrettanto rispetto alle mie idee.
I suoi fallimenti dettati da un'incompetenza e da uno sperpero di denaro senza pari, non possono in alcun modo essere giustificati con il sistema-Juve, presente, innegabile, ma semmai sono dovuti a determinate logiche (????) organizzative soprattutto rispetto ai diretti concorrenti.
Forse l'ex-presidente non ricorderà i suoi anni da padre e padrone; allora forse è meglio rinfrescare la memoria:
Stagione 94/95: Moratti diventa presidente a metà stagione, impossibile quindi giudicare.
Stagione 95/96: E’ il primo anno, non si può buttare croci addosso, ma la squadra parte male subito eliminata dal Lugano e termina la stagione con tre allenatori sostituiti (Bianchi, Suarez e Hodgson) e un settimo posto. Andiamo in Uefa perché la Fiorentina vince la Coppa Italia e ne libera uno per l’Europa.
Stagione 96/97: Arriviamo terzi. La stagione non è nemmeno malaccio a parte prestazioni incolori e punti persi in casa contro le piccole. Hodgson riesce a finire l’anno. Lo scudetto però è un testa a testa tra Juve e Parma.
Stagione 97/98: Con Simoni in panca penso di non dover commentare quella stagione effettivamente farsa ed effettivamente agli annali come un furto in piena regola.
Stagione 98/99: Dopo Simoni-Lucescu-Hodgson-Castellini finiamo l’anno a una distanza siderale, fuori da tutto. Non penso che Moggi pensasse troppo alla squadra squadra che a Genova crollava sotto i colpi di Montella e Ortega come pretendente diretta. Quella stagione vince il Milan, fortunato sicuramente, in un testa a testa con la Lazio.
Stagione 99/00: Sei punti buoni mancano all’appello per errori arbitrali abbastanza evidenti, ma è la Lazio a vincere lo scudetto. Noi finiamo quarti o quinti rinunciando alle ambizioni di vertice almeno per tre mesi buoni. Lippi riesce a completare l’anno, qualificandoci per il preliminare di Champions solo dopo lo spareggio con il Parma a Verona grazie a Roberto Baggio, fatto fuori poi dal gobbo Marcello.
Stagione 00/01: E' la stagione del derby perso 0-6, di Parma-Inter 6-1, eliminati da Helsingborg e Alaves (e relativi seggiolini), a pochi punti dalla zona calda verso il basso. Potendo schierare FERRARI CIRILLO E MACELLARI, non credo che la cupola Juve fosse molto intimorita. Lo scudetto viene vinto dalla Roma.
Stagione 01/02: Siamo al 5 maggio…. uno stadio a favore in cui anche gli avversari tifano per te…. vai due volte in vantaggio e perdi… gli arbitri penso non abbiano colpe in questo scempio.
Stagione 02/03: Cuper viene preso ulteriormente a pesci in faccia, non andiamo malaccio, c’è anche una sfortunata semifinale di Champions, ma in Italia siamo ben lontani dal vincere.
Stagione 03/04: Zaccheroni in panca difeso a spada tratta e fino alla morte da Facchetti… salvo poi decidere in piena autonomia di sostituirlo.
Stagione 04/05: Arriva Mancini, la prima Coppa Italia segue la Supercoppa Italiana e dopo una stagione… ecco lo scandalo Calciopoli.
Ovviamente il presidentissimo non manca occasione di proclamarsi onesto, puro di cuore, e portatore di quei sani valori del calcio che non sono stati capiti. Peccato che chi era davvero portatore di quei sani principi, cioè Giacinto Facchetti, non sia mai stato difeso da colui che a parole lo riteneva un fratello quando il numero 3 di tutti noi ancora era in vita.
Visto che tempo prima aveva provato a ingaggiare Moggi perché i suoi valori lo spingono a perseguire con integrità i risultati, avvalendosi senza troppi scrupoli e con qualsiasi mezzo, anche di un simile personaggio che peraltro conosceva benissimo. Nascondersi dietro gli arbitri mascherando le sue incompetenze gestionali, è una follia, come folli sono state la quasi totalità delle sue scelte.
L’arroganza e la presunzione di affermare: quelli lì, cioè tutti coloro che senza tornaconto, vivono la passione per l’Inter, e che sono abituati a vedere le cose come tifosi ma anche con obbiettività, è un chiaro sintomo di quale personaggio sia stato al timone della nostra Inter per 18 anni… ma come dicevo in precedenza, per fortuna questa esperienza si sta esaurendo.
Leggere poi che abbiamo valutato Calciopoli in modo diverso da lui dà la certezza di cui sopra. Premesso che come sempre, io parlo esclusivamente per me stesso, ma evidentemente l’affinità di pensiero è quella di molti altri interisti nei quali mi sono ritrovato e loro hanno fatto altrettanto rispetto alle mie idee.
I suoi fallimenti dettati da un'incompetenza e da uno sperpero di denaro senza pari, non possono in alcun modo essere giustificati con il sistema-Juve, presente, innegabile, ma semmai sono dovuti a determinate logiche (????) organizzative soprattutto rispetto ai diretti concorrenti.
Forse l'ex-presidente non ricorderà i suoi anni da padre e padrone; allora forse è meglio rinfrescare la memoria:
Stagione 94/95: Moratti diventa presidente a metà stagione, impossibile quindi giudicare.
Stagione 95/96: E’ il primo anno, non si può buttare croci addosso, ma la squadra parte male subito eliminata dal Lugano e termina la stagione con tre allenatori sostituiti (Bianchi, Suarez e Hodgson) e un settimo posto. Andiamo in Uefa perché la Fiorentina vince la Coppa Italia e ne libera uno per l’Europa.
Stagione 96/97: Arriviamo terzi. La stagione non è nemmeno malaccio a parte prestazioni incolori e punti persi in casa contro le piccole. Hodgson riesce a finire l’anno. Lo scudetto però è un testa a testa tra Juve e Parma.
Stagione 97/98: Con Simoni in panca penso di non dover commentare quella stagione effettivamente farsa ed effettivamente agli annali come un furto in piena regola.
Stagione 98/99: Dopo Simoni-Lucescu-Hodgson-Castellini finiamo l’anno a una distanza siderale, fuori da tutto. Non penso che Moggi pensasse troppo alla squadra squadra che a Genova crollava sotto i colpi di Montella e Ortega come pretendente diretta. Quella stagione vince il Milan, fortunato sicuramente, in un testa a testa con la Lazio.
Stagione 99/00: Sei punti buoni mancano all’appello per errori arbitrali abbastanza evidenti, ma è la Lazio a vincere lo scudetto. Noi finiamo quarti o quinti rinunciando alle ambizioni di vertice almeno per tre mesi buoni. Lippi riesce a completare l’anno, qualificandoci per il preliminare di Champions solo dopo lo spareggio con il Parma a Verona grazie a Roberto Baggio, fatto fuori poi dal gobbo Marcello.
Stagione 00/01: E' la stagione del derby perso 0-6, di Parma-Inter 6-1, eliminati da Helsingborg e Alaves (e relativi seggiolini), a pochi punti dalla zona calda verso il basso. Potendo schierare FERRARI CIRILLO E MACELLARI, non credo che la cupola Juve fosse molto intimorita. Lo scudetto viene vinto dalla Roma.
Stagione 01/02: Siamo al 5 maggio…. uno stadio a favore in cui anche gli avversari tifano per te…. vai due volte in vantaggio e perdi… gli arbitri penso non abbiano colpe in questo scempio.
Stagione 02/03: Cuper viene preso ulteriormente a pesci in faccia, non andiamo malaccio, c’è anche una sfortunata semifinale di Champions, ma in Italia siamo ben lontani dal vincere.
Stagione 03/04: Zaccheroni in panca difeso a spada tratta e fino alla morte da Facchetti… salvo poi decidere in piena autonomia di sostituirlo.
Stagione 04/05: Arriva Mancini, la prima Coppa Italia segue la Supercoppa Italiana e dopo una stagione… ecco lo scandalo Calciopoli.
Ovviamente il presidentissimo non manca occasione di proclamarsi onesto, puro di cuore, e portatore di quei sani valori del calcio che non sono stati capiti. Peccato che chi era davvero portatore di quei sani principi, cioè Giacinto Facchetti, non sia mai stato difeso da colui che a parole lo riteneva un fratello quando il numero 3 di tutti noi ancora era in vita.
Visto che tempo prima aveva provato a ingaggiare Moggi perché i suoi valori lo spingono a perseguire con integrità i risultati, avvalendosi senza troppi scrupoli e con qualsiasi mezzo, anche di un simile personaggio che peraltro conosceva benissimo. Nascondersi dietro gli arbitri mascherando le sue incompetenze gestionali, è una follia, come folli sono state la quasi totalità delle sue scelte.
L’arroganza e la presunzione di affermare: quelli lì, cioè tutti coloro che senza tornaconto, vivono la passione per l’Inter, e che sono abituati a vedere le cose come tifosi ma anche con obbiettività, è un chiaro sintomo di quale personaggio sia stato al timone della nostra Inter per 18 anni… ma come dicevo in precedenza, per fortuna questa esperienza si sta esaurendo.
