sabato 19 ottobre 2013

La musica è finita


gli amici se ne vanno. In questi giorni si è chiusa un'era. Niente di meglio dei versi di un grande interista come il Califfo per definire la conclusione di una storia. Dopo diciotto anni vissuti come una continua corsa sulle montagne russe. Dopo un tempo denso di ascese fantastiche e di discese rovinose (almeno per me), Moratti ha ceduto il 70% del pacchetto azionario agli indonesiani capitanati da Erick Thohir. Personalmente ho tirato un sospiro di sollievo. La situazione finanziaria del club era talmente grave, che non vedevo nessuna alternativa praticabile alla acquisizione straniera.

Al contrario parecchi tifosi, a quanto sento e  leggo, sembrano non averla presa benissimo questa situazione. Da una parte li capisco,  ci sono intere generazioni cresciute con il figlio di Angelo e con capitan Zanetti. Ma dall'altra pongo loro una domanda facile, facile: ma l'alternativa milanese a Thohir quale sarebbe stata? Esiste qualcuno in grado di fare il nome di un imprenditore meneghino che fosse in grado di mettere sul tavolo 250 milioni di euro cash?

La replica purtroppo è di una semplicità disarmante, disgraziatamente non c'è nessuno non solo a Milano, ma neppure in tutta Italia che possa permettersi di investire certe cifre nel calcio e non solo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai siano finite in mano agli stranieri tutta una serie di aziende importanti e prestigiose. Parlo per esempio di Telecom, Star, Galbani, Bulgari, Gucci, Loro Piana, Pernigotti. 

Si sarebbe potuto evitare tutto questo? Credo proprio di si. Del resto se mi guardo indietro, penso che i cinque anni ininterrotti di successi, potevano e dovevano essere sfruttati meglio dal punto di vista commerciale. Certi rinnovi scellerati nell'entità del contratto e nella relativa durata potevano essere evitati. Questo tipo di opzioni avrebbe di sicuro portato grande giovamento alle casse della società e il presidente non si sarebbe trovato in una condizione incresciosa. 

Inoltre anche con una apertura anni fa all'azionariato popolare, si potevano corroborare ulteriormente i conti del bilancio. Invece niente di tutto questo è stato fatto. Allora quando non si possiede una visione lungimirante del futuro, può capitare che succeda quel che poi in effetti è successo: tocca vendere la baracca. 



Non ho la sfera di cristallo per sapere se Thohir sarà un grande presidente oppure no, ma la realtà in cui ci si è ritrovati era quella che era e non lasciava altra via di scampo. 

Alla faccia della storia dell'amore sbandierato in ogni dove. Sarà che quando tengo a qualcosa io ne ho una cura al limite dell'ossessivo, per preservarla da ogni problema. Quindi non capisco come riempire l'organigramma del club di una serie di incapaci, di inetti e peggio ancora di ex-juventini possa essere interpretato come un gesto romantico. 

Nemmeno portare l'Inter a un passo del tribunale io lo trovo un fatto legato all'affettività, la storia dei debiti fatti per amore per me è una cazzata pazzesca fatta e finita.  A casa mia un discorso del genere viene valutato nei soli termini di incapacità e di rassegnazione. Del resto i top club normalmente vengono gestiti come una multinazionale, a livello finanziario tra il Bayern e la Volkswagen non c'è distinzione alcuna. 

Disonesti sono stati la maggior parte dei media (tanto per cambiare) a illudere parte consistente della tifoseria che Moratti avrebbe potuto farcela da solo, nascondendo il reale stato economico della nostra amata squadra. Omettendo di chiarire che nemmeno la Saras se la sta passando benissimo. Così non si fa un'informazione corretta, così si prende per il culo la gente.

Comprendo che la conclusione dell'operazione possa presentare una serie di interrogativi (il socio indonesiano Roeslani è al centro di un giallo finanziario) che solo il tempo potrà chiarire, ma dato che non si è ragionato con i nonostante al posto dei se, si è arrivati a ragionare alla conclusione della mia povera nonna: o mangi la minestra o salti la finestra. 

Il finale è malinconico, nemmeno a farlo apposta, in assoluta simbiosi con queste giornate autunnali, visto che Moratti abbandona per obbligo e non per volontà. Altrimenti secondo una logica inoppugnabile, sarebbe rimasto il padrone del vapore. 

Invece è avvenuta una svolta epocale, se sarà positiva o negativa difficile dirlo, il futuro non è scritto. Comunque qualche certezza per fortuna resiste ancora: siamo e restiamo bauscia, la maglia resta e andiamo avanti. Domani sera ci tocca il Torino: Forza Inter!



mercoledì 16 ottobre 2013

OldStyle88


Il giorno tanto atteso è arrivato: Inter a Thohir. Personalmente gioisco anche con chi mi fa notare le incognite che il futuro riserva.

E' vero, tutti, chi più e chi meno, siamo dubbiosi circa le intenzioni che il nuovo padrone avrà nei nostri confronti, e ognuno si farà una sua idea circa i più disparati argomenti, io anche.Eppure le mie innumerevoli sparate anti-Moratti trovano gioia in questa cessione, sia per la fiducia che personalmente nutro nei confronti di Thohir augurandomi che non venga tradita, ma soprattutto per il rancore che ormai da anni ho sempre manifestato contro l'ex presidente.

E' più la speranza che si faccia da parte del tutto che la paura che l'Inter diventi un giocattolo in mano ai nuovi proprietari. Premesso che se a comprare l'Inter fosse stato Paperino in accordo con Qui Quo Qua sarei stato felice lo stesso; il mio ideale di compratori sarebbero stati Pellegrini e quella cordata mai svelata;  non è andata così ma va bene lo stesso.

In questi momenti di sconforto per i tifosi smemorati che piangono la dipartita del Massimo (ma non è morto ragazzi, è vivo vegeto e con il 30% ancora in mano) ricordo solo una frase che sento ripetere da mesi: Moratti sa cosa è meglio per l'Inter. E' una garanzia! Bene, quindi di cosa ci preoccupiamo?



La sua scelta è quindi certamente quella giusta, in ogni caso. Prendiamoci questo dogma e aspettiamo. Ciò che mi dà fiducia e che mi lascia una minima percentuale di possibilità di assistere a cose peggiori rispetto a quelle vissute in questi anni, è che Thohir è sicuramente un manager migliore con un po' più di senno.

Non è di certo un tifoso, ma se è per quello molte scelte di Moratti hanno dimostrato che neppure lui non lo era a grandi livelli. Sono volutamente breve perché le parole e le chiacchiere riguardo qualsiasi argomento che tocca l'Inter sono fuori luogo. Chi vivrà vedrà.

Vorrei però essere al posto di Thohir al momento. Sia per i soldini che ha e sia perché in questa avventura può solo fare meglio. Può ottenere risultati gestionali migliori senza sbattersi granché, perché peggio di così... è davvero dura fare.

Se le cose andranno bene in tal senso (e sottolineo la parte escludendo troppi patemi, come penso) vorrà dire che Moratti era veramente un manager limitato. Se al contrario andranno male... non era Moratti che essendo un grande tifoso sapeva in che mani saremmo stati consegnati?

Chiudo il mio intervento con un post letto recentemente non ricordo più dove: primo traguardo della società sarà recuperare i 10.000 abbonati persi in uno o due anni. Scommettiamo che sarà il primo risultato che verrà raggiunto  abbastanza agevolmente?

mercoledì 9 ottobre 2013

In silenzio...

anche un idiota può sembrare una persona intelligente. Sfortunatamente gli idioti vogliono sempre parlare. (E. Drusiani) 

L'ultima trovata di certi personaggi è combattere la discriminazione razziale e territoriale a colpi di normative e decreti leggi, attraverso provvedimenti che hanno a dir poco del paradossale. 

Allora in prima analisi vediamo chi sono coloro i dispensatori di perle di moralismo a vario titolo:
Il primo è Giovanni Malagò a capo del Coni, uno con una reputazione non propriamente immacolata, visto che è stato indagato per abuso edilizio. Dal quotidiano La Repubblica del 9 ottobre 2009: Giovanni Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo "Acqua Aniene", uno degli impianti sottoposti a sequestro totale oggi dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio Colaiocco. Il circolo Acqua Aniene si trova in via della Moschea, nella zona Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall'Aniene che sorge su una ansa del Tevere. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio, realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato con uno sbancamento. 

Il secondo è Giancarlo Abete presidente della Federcalcio, indagato nel per omessa denuncia per designazione illegittima, poi prosciolto nel 2012 con le seguenti motivazioni:  E’ innanzitutto doveroso rilevare come il Pubblico Ministero presso il tribunale di Roma avesse ritenuto a differenza del gip : per quanto riguarda Capua i reati fossero prescritti perché consumati fino al 2005 e per quanto concerne Abete non fosse sufficientemente provata  la sua conoscenza dei fatti, che è cosa ben diversa dall’innocenza. Poiché siamo amanti della verità qui di seguito pubblichiamo in originale la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e l’ordinanza del gip che ha ritenuto archiviare l’ipotesi di reato nei confronti dell’indagato Giancarlo Abete... (fonte professionecalcio.net)

Il terzo soggetto in questione è Gianpaolo Tosel, uno che ha deve avere almeno un timpano perforato, perché quando si tratta di sanzionare i cori cantati duro al Conad Stadium, è proprio duro di udito. 

Insomma quelli che ci stanno facendo dei bei predicozzi  e stanno mettendo in atto dei gesti a dir poco anticostituzionali, sarebbero per allegoria il ladro, il muto e i l sordo, tre personaggi che se fosse ancora in vita Sergio Leone sarebbero fonte di ispirazione per un western memorabile. Purtroppo Sergio Leone è scomparso tempo fa e questi stanno ammorbando i tifosi, per giustificare le loro cazzate, trincerandosi dietro alle disposizioni Uefa.

Peccato che stamani, la Uefa attraverso le dichiarazioni di un suo delegato William Gaillard smentisca in pieno questa tesi: Ma esiste una differenza tra razzismo e campanilismo, che molti sostengono si celi dietro quello che viene tacciato di discriminazione territoriale? "Noi parliamo in generale di discriminazioni, ma siamo in contatto con le Federazioni e con loro il confronto è sempre aperto e chiaro. Era necessario dare un segnale forte contro le discriminazioni e aver previsto sanzioni dure è importante. Poi la differenziazione tra le tipologie delle discriminazioni è compito delle Federazioni". 



Insomma la trovata del pugno duro sulle discriminazioni razziali, quando invece trattasi di normali sfottò campanilistici, è in realtà tutta farina del sacco dei nostri dirigenti incapaci e corrotti. Naturalmente il giro di vite riguarda esclusivamente quei brutti e cattivi che rispondono al nome degli ultras. Perché in parlamento quando onorevoli deputati e senatori si apostrofano nei termini più grevi e volgari, a nessuno è mai venuto in mente di chiudere il parlamento. E se per ipotesi mi trovo in un ufficio postale non è che se per caso un marocchino viene offeso dal mio vicino di posto, allora in quel caso col cavolo che si abbassa la saracinesca. E nemmeno al supermercato si chiudono le porte per vicende analoghe.

Quindi io mi domando, come mai questi insulti presunti dovrebbero venire sanzionati solo allo stadio? Non è anche questa una forma di discriminazione? Perché sempre lo stesso luogo di aggregazione (specialmente il settore delle curve) viene preso di mira? In Italia attualmente non ci sono abbastanza problemi a cui pensare? Eppure viviamo in un paese dove l’Istat ha appena calcolato che ci siano 9.5 milioni di italiani poveri, e di questi 9,5 milioni, sembra ci siano ben 4,8 milioni coloro che purtroppo vivono in condizioni di povertà assoluta. Eppure viviamo in un paese dove la disoccupazione giovanile è oltre al 40%, ma nonostante queste e altre emergenze sociali drammatiche i parrucconi del potere, in questo caso sportivo, trovano il tempo per preoccuparsi di queste stronzate.

Perché è sempre in auge il solito luogo comune che in curva ci vanno solo i delinquenti? Quando poi spesso e volentieri magari in tribuna autorità ci trovi i solerti funzionari di Equitalia, che hanno fatto suicidare tanti imprenditori onesti con le loro cartelle pazze, oppure i banchieri che hanno truffato tanti risparmiatori attraverso bond argentini, Parmalat, subprime etc etc, gettando nella disperazione più nera moltissime famiglie che in un attimo hanno visto svanire il frutto dei sacrifici di una vita intera, o i palazzinari che si fregano le mani dopo terremoti e calamità naturali di vario genere, perché in quelle disgrazie loro una possibilità smisurata di guadagno con il malaffare più bieco.

Cioè si può sapere per quale ragione essere in giacca e cravatta ti fa apparire meno colpevole rispetto a un tatuato, quando invece sei uno marcio dentro della peggiore specie? Chi ha paura degli ultras? (che forse non saranno tutti angeli, ma nemmeno tutti diavoli).

Allora io credo, dopo averci pensato a lungo, che a temerli siano soprattutto coloro che vedono nel movimento l’unica forma attiva e organizzata di dissenso sociale all'interno nostra società, in cui la rassegnazione giorno dopo giorno prende il posto dell’indignazione. Sono i potenti a voler anestetizzare le nostre coscienze. E in effetti in piazza a protestare non ci va più nessuno, anche se la situazione economica è sempre più pericolosamente speculare a quelle della Grecia e della Spagna. 

Le famiglie al momento riescono ancora a fungere da ammortizzatori sociali e si va avanti come si può.  Per fortuna, dico io, c’è chi non si arrende al degrado nel quale sempre più il nostro paese sta sprofondando. C’è chi dice no alla passività dilagante. Poi magari questo avviene in modi a volte discutibili,  ma  che piaccia o meno, sono gli ultras i soli a non rassegnarsi e a domandare legittimamente qualcosa di meglio per loro, per noi, per tutti. 

sabato 21 settembre 2013

OldStyle88

Senza troppi fronzoli, il parere di uno dalla parte sbagliata del plexiglass :


In questi giorni in cui la voglia di scrivere non c'è, provo comunque a riordinare le idee e fare uno sforzo, se non altro per poter dare un minuscolo contributo in questo mare di menzogne. Mi riferisco ovviamente ai fatti che i giornali stanno rimarcando con molta enfasi e questo non può far altro che suscitare nei lettori commenti e pareri che abbiamo tutti la possibilità di leggere sui vari forum, social etc.


Ci risiamo con la farsa che vuole poche decine di animali responsabili di tutto. Della gente che ha paura di andare allo stadio, di chi si indigna, di chi sta a casa, di chi vorrebbe per queste persone la pena di morte. Le responsabilità dei fatti che sappiamo vengono addossate in modo netto e inequivocabile al tifo, stigmatizzando ormai per partito preso qualsiasi sua espressione indipendentemente dalle reali colpe. Curva chiusa per un turno. Sopravvivrò. Anche perché è scritto che ho la possibilità acquistare un ticket per un altro settore.

Un modo questo di discriminazione colossale. Addossare a migliaia di persone una colpa chiudendo il settore e invitando le stesse (anzi, obbligando le stesse) a comprare un tagliando ulteriore. Ha senso? Ma soprattutto ha senso continuare con la solita lagna del razzismo? Parola questa usata a casaccio e soprattutto affinché nulla possa ormai colpire di dissenso giocatori di colore?

Io non sono tra quelli che dice che noi siamo i condannati e gli altri gli assolti. No. Io dico solo che i condannati non dovrebbero esserci in quanto nel calcio esiste campanilismo e non razzismo. E' razzismo quando un giocatore che ti fa 30 gol a stagione e ti fa vincere tutto viene insultato a prescindere e in modo coerente dal tifoso che non lo vuole in quanto nero.

E' campanilismo quando il giocatore di colore X viene insultato da avversario ma domani viene applaudito perché gioca per me. Naturalmente questo concetto abbastanza semplice e dimostrato ampiamente da tutti nel corso degli anni viene racchiuso nel demone del razzismo vero, visto che un giocatore di colore non va assolutamente fischiato. Le tutele per loro sono garantite, mentre giocatori bianchi, biondi, alti, nordici, devono sopportare tutto ciò che ai tifosi passa per la testa,  poverini dovranno farci l'abitudine.

Tralascio volutamente di approfondire il tema collegato per il quale le rose che vendeva Eto'o venivano tollerate ma l'ululato verso il primo pinco pallino o anche il semplice “bhe” verso Balotelli sono quasi oggetto di interrogazioni parlamentari. Di una partita non in Nord, ripeto, posso anche farne a meno. Ma ciò che mi lascia basito è il trattamento che queste nove persone stanno subendo.




Animali, finti tifosi, delinquenti, gente che con il tifo non ha nulla a che fare. Gente che ha visto un amico cadere a terra sotto i colpi di un signore (della cui fede sportiva non mi importa) che costringe il percosso a qualche giorno di ospedale e non con semplici contusioni, bensì con ferite varie e una frattura alla costola con perforamento dei polmoni.

Il tutto per quale motivo? Si trovava in un luogo a lui non congeniale, e pensando di poter fare ciò che voleva ha tenuto un comportamento altamente provocatorio. Smettiamola per favore di pensare che nel mondo, e nel calcio, un giorno le tigri parleranno con gli uomini. Con tutto il rispetto per la fede religiosa di chi sostiene questo mondo perfetto che se non irrealizzabile mi pare molto lontano. Si tratta di un minimo di intelligenza umana.

La stessa che mi impone di suggerire a un amico interista che mi chiede di venire con me allo stadio, un posto a lui adeguato per vedere la partita. O a un tifoso di opposta fede di non venire dove vado io in quanto circondato da tifosi di casa e quindi vivrebbe il match senza poter dire una parola. Esistono i settori ospiti, ma le leggi, le norme, e il perbenismo, fanno si che chiunque possa comportarsi come meglio crede e vuole.

Naturalmente gli steward che dovrebbero prevenire simili provocazioni (né più e né meno come lo speaker che avvisa di non fare i cattivi) hanno lasciato perdere già dall'inizio permettendo a questo signore di fare il suo show e riducendo il nostro in condizioni per cui necessitava il ricovero.

Poi sul fatidico 20 vs 1? Non era uno scontro. Non era secondo norme cavalleresche di onore per il territorio, ma solo perché un amico era ridotto in quel modo. Una persona che per l'Inter ha dedicato tutta la sua vita. Semplicemente andava aiutato e tolto di mezzo da quella situazione incresciosa, e chi è andato se ne è fregato di telecamere e rischi.

Ovviamente poi è stata un'occasione per addossare colpe davvero limitate a persone che hanno visto in prima persona un loro amico in una situazione davvero critica. E se avesse battuto la testa? E se fosse rimasto paralizzato? O peggio ancora... morto? Come l'avremmo messa?  Ciò che disgusta è che ancora una volta tutti gli addetti ai lavori che dovrebbero lavorare per prevenire situazioni di questo tipo hanno permesso che ciò accadesse e ora nove persone (se bastano...) pagheranno amaramente il fatto di aver soccorso quel ragazzo e provato a farsi giustizia da soli. Per la legge italiana non si fa, ma per la legge dovrebbe anche esistere (come infatti esiste) il reato di aggressione e di percosse come dimostrato poi da un referto medico.

Sono davvero indignato. Dopo aver segnalato in numerosi articoli i vari disservizi che una società di calcio dovrebbe almeno pensare e rimediare, ora mi trovo a denunciare un trattamento infame e ingiusto, il tutto dato che si permette come sempre a chiunque di andare a sedersi ovunque vuole senza predisporre un'adeguata normativa per i tifosi ospiti che nel settore ospiti non ci vogliono andare.

La vergogna che dovrebbero provare i dirigenti interisti nel puntare il dito solo contro questi ragazzi è la stessa che provo io immedesimandomi nel perbenismo che approfitta di queste situazioni per vendere e per far odiare ancora di più il sistema. Due cose non si cambiano al mondo: la mamma e la squadra del cuore... 

Credetemi che se questo detto non fosse così vero, a vedere il trattamento e la cura con cui la società Inter tratta i suoi tifosi tutti, pretendendo poi solo onori (qualcosa mi dice che la coreografia, dedicata a Paolo andava sostituita con una densa di osanna alla famiglia Moratti), l'avrei già cambiata da un pezzo.

Prese in giro da questa gente non ne accetto più. Sperando che sia sempre più imminente l'arrivo di Thohir, spero che giunga il mio saluto alla famiglia Moratti dopo questi anni farseschi. A mai più.

p.s. Nelle pagine di cronaca viene riportata questa vicenda avvenuta pochi giorni fa a Milano, ebbene nessuno si è scandalizzato per l'accaduto e questi fatti sono stati passare sotto silenzio. Forse non è che se sei ricco allora puoi pestare chi ti pare e piace, senza che nessuno si scomodi a fare predicozzi di vario genere, e forse sei moralmente meno riprovevole? 

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_19/pestaggio-discoteca-just-cavalli-avvocato-picchiato-studenti-sancarlini-2223192549298.shtml

mercoledì 18 settembre 2013

Vi sono uomini...

... che non hanno mai ucciso, eppure sono mille volte più cattivi di chi ha assassinato sei persone. Fëdor Dostoevskij


Con questo mi riferisco alla montagna di considerazioni pseudo moraliste sciorinate dopo i fatti avvenuti sugli spalti in occasione di Inter-Juve (non più il derby d'Italia visto che loro sono retrocessi). C'è stato un attimo di parapiglia al secondo arancio, nella zona adiacente alla Curva Nord e tutti in Italia si sono sentiti di fare i soliti pistolotti intrisi di perbenismo. Tutte argomentazioni che per inciso io ho ascoltato e lette con l'entusiasmo con cui si è soliti affrontare una gastroscopia.  

"Non si fa in venti contro uno". Ovvio non sia stato un gesto propriamente da lord inglesi. Peccato però che citando la Germania in venti ci sarebbero andati comunque. Sarebbero solo cambiati i soggetti in questione, perché ci avrebbero pensato quelli della polizei in assetto antisommossa a riempire di manganellate chiunque si fosse messo in mente di fare il fenomeno a due metri dagli ultras di casa. 

Quindi il risultato sarebbe stato identico: in altre parole il genio in questione avrebbe preso una notevole razione di mazzate a prescindere, differente sarebbe stato solo il fattore. In Italia ci hanno pensato i tifosi meneghini, in terra teutonica avrebbero risolto il problema le forze dell'ordine, ma la conclusione sarebbe stata tale e quale anche lì. Anzi anche peggio, perché poi i crucchi lo avrebbero certamente portato in qualche caserma tedesca, dove probabilmente sarebbe stato ulteriormente gonfiato come una zampogna

Questo perché all'estero negli stadi, qualunque forma di provocazione è disinnescata all'istante. Ne sanno qualcosa i furboni del Napoli, quando sono saltati in piedi per il gol di Inler in Chelsea-Napoli in un paio di anni fa in settori che non avrebbero dovuto occupare, sono stati tutti presi per un orecchio e in modi più o meno garbati accompagnati all'uscita dello Stamford Bridge.  

Si poteva evitare tutto questo? Penso di si. Parliamo subito dell'atteggiamento della società. Visto che non te lo dice il dottore di fare record di incassi a qualunque prezzo. Sarebbe stato meglio preoccuparsi dell'incolumità dei tuoi tifosi che comunque in massa, nonostante siano due stagioni che i nostri facciano schifo, hanno sottoscritto l'abbonamento. 

Invece no, oltre a diventare matti a sottoscrivere la tessera Siamo Noi, dato che per entrarne in possesso si è sottoposti a una procedura burocratica equiparabile solo a quelle in voga negli anni '70 da parte del Politburo in Unione Sovietica, ci si rende conto che la suddetta carta serve a un cavolo a merenda. Visto che spesso e volentieri ti ritrovi di volta fianco a fianco con gli ospiti, sempre più arroganti e maleducati. Mi riferisco per esempio agli interisti che hanno dovuto sopportare i napoletani lo scorso anno. 

Dunque che qualcuno dei piani alti cortesemente ci spieghi l'utilità del settore ospiti predisposto negli incontri casalinghi dell'Inter, visto che poi ci si ritrova con la tifoseria mischiata a eccezione di due settori. E che inoltre spieghi già che ci siamo, come mai se "l'Inter è dei tifosi" (lo ha detto Moratti, mica io) poi in realtà si finisca per privilegiare la squallida logica del denaro a quello che concerne la sicurezza dei suoi spettatori.

Società che si è resa ulteriormente colpevole. Non si può e non si deve stare in silenzio per quanto riguarda tutta la serie di sanzioni che il solerte giudice Tosel ci ha appioppato ieri. Un burocrate che parafrasando Fabrizio De Andrè:

giudice finalmente
arbitro in terra del bene e del male...
a chi alla sbarra in piedi
mi diceva Vostro Onore,
e di affidarli al boia
fu un piacere del tutto mio...



Squalificata la Nord e multata l'Inter per buuhh razzisti, buuhh con la sordina ascoltati per pochi secondi solo da quelli dell'arancio, io ero al primo verde e non ho sentito niente. Provvedimenti punitivi anche per utilizzo dei laser, peccato che i laser li avessero anche i gobbi, e per uno striscione offensivo contro Conte, in realtà apparso al secondo blu. Pezza che tra l'altro non ha niente di differente nei contenuti,  da quelle esposte in genere dai bianconeri contro Zeman.  

Naturalmente tutti gli organi di informazione non si sono potuti sottrarre dal fare dei bei predicozzi del tipo "se hanno fatto questo, Tosel ha ragione.. " Ora capisco che i media vicino a Juventus e Milan abbiano questo atteggiamento, tirano l'acqua al loro mulino in pratica, però che i ragazzi della Nord siano colpevoli a priori anche per coloro in linea teorica vicino all'Inter francamente mi fa proprio schifo. 

Io non ne posso più. Il postulato che gli ultras nerazzurri abbiano torto a prescindere mi fa proprio incazzare come una bestia. Oramai mi aspetto anche di leggere: sale lo spread, aumentano furti e rapine, non ci sono più le stagioni di una volta  #ècolpadellanord.  Poi ha fatto bene cosa questo Tosel qui? Quando sono anni che ci prende per il culo con le sue decisioni mirate a orologeria, approfittando della arrendevolezza di Moratti e compagnia bella. 

Ma tutta questa gente che pontifica ad minchiam, alla fine della fiera che ne sa. Della Nord e dei suoi ragazzi, che ne sa. Parlando sinceramente non sono una di loro. Ho frequentato moltissimi anni il secondo verde senza tuttavia essere un'ultras e ho solo ricordi belli di quella esperienza, tanto che tornare lì in occasione del derby in trasferta per me è sempre una festa.

Per questo dal punto di vista dell’intensità della passione li sento vicini a me. Dato che si tratta di persone spesso in controtendenza. Non conformi negli atteggiamenti ma non comuni nemmeno quando si tratta di essere protagonisti di gesti di generosità e solidarietà semplicemente commuoventi. Certo a volte fanno qualche cazzata, del resto chi non ne fa e non ne dice. Ma quelli di loro che ho conosciuto e che conosco hanno un cuore enorme e questo è qualità sempre più rara ai nostri giorni. Allora non mi resta che dire: Ragazzi non mollate, avanti Curva Nord Milano, e di quattro moralisti da discount fregatevene, ci guadagnate in salute.





lunedì 16 settembre 2013

In via del tutto eccezionale Zona Franca ha deciso di pubblicare una testimonianza onesta su come sia andata in realtà la rissa di San Siro al secondo arancio in occasione di Inter-Juve... questo perché il moralismo da discount sull'episodio ci ha enormemente irritati 

http://www.bausciacafe.com/2013/09/16/teste-di-curva-e-teste-di-cazzo/

mercoledì 11 settembre 2013

OldStyle88

Dialogo immaginario Moratti–Thohir:

Thohir: - Buongiorno a tutti, sono diventato da poco proprietario del club. La mia intenzione è quella di aumentare il prestigio e le capacità economiche. Abbiamo esaminato libri contabili e margini di sviluppo e riteniamo che ci sia molto da fare. Abbiamo però bisogno di voi italiani e potete di certo aiutarci per quanto riguarda la parte tecnica, dalla quale non si può prescindere. In questa chiacchierata dovrò capire meglio la realtà Inter. In Indonesia io sono il numero uno delle comunicazioni, proprietario di Tv e giornali, so che l’Inter ha un marchio molto prestigioso  e ha un suo canale, Inter  Channel, ma pur cercandola non sono riuscito a trovare nessuna rivista ufficiale del Club. Mi chiedevano se volevo quelle del Milan, della Juve, della Lazio …. ma io volevo quella dell’Inter per visionarla e iniziare a documentarmi un po’.

Moratti: - Veramente è da qualche anno che non esiste più Inter Football Club … è fallita.
Thohir evidentemente con aria stupita incalza:- Non avete una rivista del club perché è fallita??? Ma come si fa??? Dovrò assumere un responsabile affinché rinasca e sia un mezzo importante di espansione.
Moratti: - Guarda abbiamo già una persona, è la signora Susanna Wermelinger! Davvero una bravissima professionista.
Thohir: - Perfetto! È da molti anni che collabora con voi. Quali mansioni ha ricoperto in passato?
Moratti: - E’ stata l'ultima responsabile di redazione della rivista che è fallita.

Thohir a questo punto inizia a non capire esattamente il discorso e preferisce cambiare argomento. Allora premette: - I soldi sono soldi, ma per farli ci va professionalità e passione, comunque sia. Non si può prescindere dal dare qualcosa in più a tutto in sistema societario. Sono sicuro che i tifosi godranno di un servizio eccelso. Io ho visitato solo un negozio in centro, SoloInter mi pare si chiamasse, è un franchising oppure gli altri sono gestiti in altro modo?
Moratti: - Altri? No, ce n’è solo uno .. quello. Poi abbiamo aperto il San Siro Store con il Milan ma altri negozi SoloInter non ce ne sono.

Thohir in preda a convulsioni cerca di tranquillizzarsi provando a rimarcare qualcosa di positivo: - Non sono mai stato allo stadio, ma sono sicuro che lì tutto sarà perfetto. Andando su Twitter l’altro giorno ho ricevuto delle foto di società arretrate e decisamente pessime come soddisfazione del cliente, cioè il tifoso; ho visto code sotto il sole cocente, invece un’altra foto ritraeva dei supporters accampati con delle tende al bordo di una strada. Infine ho visto  un topo allo stadio .. che assisteva beato alla partita … Meno male che queste cose non succedono in Italia! E all’Inter in particolare! Guardate qua ….!
Moratti: - no bhe aspetta….la prima foto è di domenica scorsa. C’erano 5.000 persone che volevano entrare ma come facevamo a saperlo? Inter cittadella a agosto … di San Siro abbiamo aperto solo il primo anello tanto chi vuoi che ci andava? Invece l’altra è di Madrid nel 2010, la finale. C’era gente accampata all’angolo della strada. Mentre per il topo dai è vero che è una cosa abbastanza gravina, ma rimedieremo prima o poi.




A questo punto il nostro Erik passa dalle convulsioni a un inaspettato sorriso. Cosa starà pensando il nostro simpatico indonesiano? Furbo come una volpe, bisognoso di conferme, chiede nuovamente al nostro ormai ex-proprietario, sicuro questa volta di ottenere una risposta normale.
Thohir: -  I miei collaboratori hanno trovato un errore nelle scritture contabili. C’è scritto infatti il nome di sei allenatori stipendiati negli ultimi tre anni, e questo è impossibile, non avrebbe senso. Se rimetti a posto quel dato vedrai che ti cambia un po’ l’ammontare dei debiti!
Moratti: - No Erick, è giusto, dopo Mourinho ho preso Benitez ma poi mi sono pentito subito e l’ho cambiato dopo tre mesi. Poi ho preso Leonardo, ma a fine stagione voleva fare il dirigente ed è andato via. Poi ho preso Gasperini. Non ne capiva molto, mi aveva chiesto di cedere Snejder ma io gli ho venduto Eto’o e l’ho cambiato dopo poco. Nemmeno Ranieri ha finito la stagione e poi ho presto quel bravo ragazzo, ma sai, non poteva decidere nulla. Voleva Poli (quello che ha segnato domenica per il Milan), ma Cambiasso non era convinto e così l’abbiamo lasciato andare via per prendere uno che gli piacesse.

Thohir: - Cambiasso? Ma non mi hai presentato nessun dirigente con questo nome … è in ferie?
Moratti: -  No ma valà, è quello che gioca in mezzo, è da noi da qualche anno ...

Nella mente del magnate i punti di domande aumentano, così come tanti dollari ed euro che si alternano danzando allegramente.

L’ultima domanda è meno tecnica.
Thohir: - Sai, so che c’è una grande rivalità con la Juventus. Ora, non che la cosa mi disturbi poi molto, ma almeno so le gerarchie e i rapporti con le altre società. So tutto di Calciopoli, mi hanno spiegato cosa è successo. Mi è capitato di vedere qualche immagine di Inter-Juve, e mentre abbracciavi un signore che non conosco. Sai sentivo parlare sempre di un certo Facchetti. Chi è?
Moratti: - Facchetti è una bandiera dell’Inter. Una vita da giocatore, un simbolo, poi come dirigente, presidente e stretto collaboratore. Sai, l’hanno citato spesso per coprire le loro malefatte, ma lui era uno pulito oltre ad essere un amico non solo mio ma di tutta la famiglia.

Thohir: -  Capisco Massimo, sono cose brutte in effetti. Quindi tu chi è che hai abbracciato?
Moratti: - Agnelli, il proprietario della Juve con il quale si è verificato tutto questo.  Ma è un bravo ragazzo, come questo qui che fa il direttore generale, Fassone. Va in giro ancora con le cravatte della Juve ma è un ragazzo simpatico. L’ho preso perché doveva fare il nuovo stadio per noi.

Stupito a dir poco Erick vuole sapere a che punto è il progetto: - Io non ci capisco nulla di costruzioni e personalmente non è che sia il primo dei miei pensieri. A che punto siete?
Moratti: - In realtà non sappiamo dove farlo, e soprattutto con che soldi. A proposito, se ti avanzano un 350 milioni diciamo, euro più euro meno, non sarebbe male se lo finanziassi tu. Ce ne piacciono davvero tanti!!! Se ti va lo paghi tutto tu! Noi rescindiamo i contratti troppo onerosi per non pagare gli stipendi ..!

Benvenuto a bordo Thohir!

sabato 7 settembre 2013

OldStyle88


Nell’attesa dell’avvento di Thohir, e dopo queste prime partite confortanti che speriamo non siano un fuoco di paglia e che avremo tempo e modo per analizzare, mi sono imbattuto in una voglia sfrenata di shopping nerazzurro. Ogni tanto mi capita, e sono sempre riuscito a sedare questa voglia di acquisti pensando prima alla faccia di Paolillo, poi di Fassone. Purtroppo però da qualche mese dietro la loro immagine compare anche quella di Thohir con le sue quaranta guardie del corpo in procinto di prendere il secondo elemento insieme ai suoi scagnozzi (il primo per fortuna si è congedato da tempo)  e sbatterli fuori in strada, dove un carro bestiame li trasporterà verso le loro nuove dimore in Indonesia, circondate dai draghi di komodo e verso le nuove occupazioni di minatori.

Così faccio un giro sul sito dell’Inter e cosa prendo? Un paio di gagliardetti ci stanno bene. Il mio ufficio è infatti spoglio da quando, mesi fa, il mio lavoro itinerante mi porta altrove e quindi va abbellito. Una tazza ben colorata e ben rifinita dove poter adagiare pezze e cancelleria sta bene e mi sembra proprio adatta. E poi come far mancare le sciarpe per un collezionista come me? Me ne salta all’occhio una: campioni d'europa. Zero altri riferimenti allo storico anno 2010. Prezzo di vendita 1 euro!!! Scontato del 90%. Quella stagione, nella memoria e nei cuori di tutti noi tifosi nerazzurri è in grado di far sciogliere anche il più inflessibile oppositore societario, quindi avevo già ceduto alle lusinghe di un gagliardetto ricamato celebrativo di quella stagione fantastica.



Purtroppo però non ho notato altri riferimenti e, a parte un cappellino, mi pare di ricordare (accetto volentieri smentite) che non siano stati messi in produzione altri gadget che sarebbero andati a ruba sicuramente. Se è stato fatto, diciamo che non siamo stati inondati dalla scelta. Ricordo quando non solo il nostro attuale (e speriamo ancora per poco) presidente si lamentava dei mancati introiti dal merchandising che le altre società europee, ovviamente tedesche e inglesi in primis, possono incassare ogni anno e che rappresentano una fetta importante di fatturato.

Così anche in questo caso, mi è nato spontaneo un dubbio che va ad accumularsi ai precedenti che esperienze grottesche con la nostra società Inter mi hanno fatto sorgere nel tempo; se in un anno come quello non approfitti della sua magia per offrire alla gente un qualcosa di sicuro successo, quando lo fai? Inoltre, una sciarpa che viene praticamente regalata (perché immagino che dopo 3 anni dalla sua uscita qualcuno si sia stufato di usare la rimanenza come pic-nic per le tarme) significa che è stata pure fatta male, malissimo, perché evidentemente faceva talmente schifo che piuttosto di acquistarla dopo un anno così strepitoso, i tifosi hanno deciso di lasciar perdere e di tenersi gli originali 10 euro di prezzo nelle loro tasche.

Avendo visto negozi di squadre estere, big e non, mi viene da domandare a chi si occupa di queste cose se i mancati introiti siano causa dei venditori ambulanti che propongono gadget palesemente contraffatte ma in alcuni casi con idee migliori di quelli originali, o se prezzi talvolta spropositati e occasioni da sfruttare come quella e lasciate incredibilmente cadere nel vuoto non siano un deterrente per accaparrarsi quella fetta di soldini sulla quale i dirigenti italiani sono soliti lagnarsi.

Se a questa aggiungiamo:
- Gestione biglietti da principianti, 
- Scarsa professionalità di chi opera nel settore che invece di espandere fa implodere e fallire potenziali campi di sviluppo come la rivista Inter Football Club da tempo morta e sepolta.
- Imbarazzanti scelte di gestione del merchandising dal Pallone di marmo al Bivano.



- Un topo (cioè un ratto, che poveraccio non è nemmeno colpa sua se era lì ma indubbiamente non ci poteva stare su un seggiolino del blu) 

Allora un'idea ce la possiamo fare tranquillamente della situazione in cui ci troviamo.

Avevo detto a inizio estate che prossimamente, con qualche partita in più nelle gambe e una visione migliore della situazione, avremmo potuto tracciare i primi bilanci. Ora come ora però alcune piccole anticipazioni le possiamo fare.

- L’impegno e la determinazione, la serietà dello staff e dei giocatori, la voglia di lottare su ogni pallone e di abnegazione per fare bene, talvolta superano le carenze tecniche, e seppur ci siano squadre decisamente più forti di noi, con quelle caratteristiche si possono superare diversi ostacoli.

- Se spendi soldi per un giocatore in cui credi, il modo migliore per valorizzarlo non è buttargli addosso responsabilità da dio in terra o impiegarlo una partita si (magari 20 minuti) e tre no, acquistando altri due elementi nello stesso ruolo, bensì crederci affinché la scelta dia frutti sia in campo che economicamente (vedi Alvarez che non sarà mai Maradona ma nemmeno quel giocatore imbarazzante di due anni fa).

- Un applauso a Jonathan. Non sarà mai il nuovo Maicon ma idem come sopra… e soprattutto ha avuto le palle di lavorare a testa bassa e di superare quel muro dato da un ambiente prevenuto (io per primo). Altro esempio fino ad ora di
carattere.

- Genoa e Catania non saranno la Juve e il Napoli, ma lo scorso anno avremmo avuto grandi difficoltà anche con queste squadre, soprattutto nel finale, a prescindere poi dai risultati in campo. Però la voglia di giocare e di lottare che ci sono ora sono una buona premessa magari non per vincere lo scudetto, ma per fare decisamente meglio dello scorso anno.

- Se tutto questo basta e avanza per costituire un punto di partenza su cui lavorare e da puntellare nel futuro, proviamo magari a pensare se chi di dovere, invece di spendere soldi a destra e a manca, anche ultimamente (Pereira mi spiace ma inutile era e inutile resta) avesse impiegato le sue risorse modo più pianificato e costruttivo….

A voi un’immagine fantastica e nemmeno troppo fantasiosa….

martedì 3 settembre 2013

La Voce (stupefatta) del Tifoso


Massimo:
Mi trovo all'estero. Per curiosità entro in un negozio ben fornito di articoli sportivi e scarpe da calcio. Vado nella zona delle maglie da calcio. Vedo maglie di tutte le squadre. Le inglesi,le spagnole … quelle dei gobbi, del  bbilan, del galatasaray, del porto, del benfica, dello Schalke .. dell’ajax, perfino del fenerbache. Di maglie nerazzurre nemmeno l'ombra. Cerco qualcosa in tutto il negozio e alla fine l'unica cosa interista che trovo e un cappellino nella parte più remota del negozio in mezzo alla sciarpa del Sunderland, il cappello del Fulham e del Betis Siviglia. Questa é l'eccezionale gestione del marketing di Milly e co.

Max:
Sono tifoso dell'Inter da oltre 27 anni, lavoro in centro a Milano e di seguito vi racconto la mia incredibile giornata da tifoso alla normale ricerca di due biglietti per Inter-Juve.
Devo prendere due biglietti, io ho la tessera del tifoso, ma l'altra persona no, quindi l'acquisto online sul sito Inter.it mi è interdetto. (Vai a capire il perché poi, dato che anche nel caso in cui una persona non sia in possesso della tessera del tifoso, deve comunque compilare con tutti i propri dati per la modulistica e quindi non sarebbe esente dall'essere schedata)
Ore 10.15 mi presento al negozio Solo Inter, ma una coda chilometrica mi attende e, dovendo andare in ufficio nel giro di mezzora, sono costretto a rimandare l'acquisto.
Ore 13.00 pausa pranzo, mi presento nuovamente al negozio Solo Inter, la coda è diminuita, ma comunque notevole. Decido di "provarci", ma bloccano subito ogni mio tentativo dicendomi che hanno finito i biglietti e di tornare il giorno successivo. Attenzione, non i biglietti per andare allo stadio, bensì dei biglietti stile "attesa dal macellaio" che davano per mettersi in coda per acquistare il vero tagliando (mah...un'organizzazione da pelle d'oca).
Ore 13.15 senza parole mi dirigo all'altro negozio dell'Inter, il Pirelli Store, ma lo stesso si occupa solo della vendita degli abbonamenti (anche qui, bella storia... complimenti)



Ore 13.30 consulto il sito dell'Inter per vedere i punti vendita "viva ticket" vicini a me e vedo con piacere che la Ricordi, la Mondadori e un altro in via Fiamma sono facilmente raggiungibili da p.za San Babila dove mi trovo. Chiamo e, i primi due aprono alle 15.30, chiedo info e mi confermano che venderanno i biglietti nel pomeriggio. Chiamo allora il punto vendita in Via Fiamma, ma mi dice che non è stato autorizzato dall'Inter a vendere i biglietti pur avendo tutta la strumentazione necessaria, solleciterà di nuovo la società e mi dice nel frattempo di tornare tra un paio di settimane (sì magari dopo la partita aggiungo io...).
Ore 15.30 chiedo un permesso in ufficio e vado alla Mondadori in Corso Vittorio Emanuele, ma il ragazzo del punto "viva ticket" mi informa che a sorpresa l'Inter non ha autorizzato la vendita lì e quindi nè loro, nè la Ricordi possono vendere i tagliandi sebbene avessero avuto garanzie.
Ore 20.30 esco dall'ufficio e mi gioco l'ultima carta andando all'Ipercoop di Peschiera Borromeo (uno dei vari punti vendita citati nel sito dell'Inter), in fretta e furia arrivo 10 minuti prima della chiusura e mi dicono che i terminali sono bloccati, che è "tutto il giorno che continuano a bloccarsi e ripartire e che è inutile che aspetti perchè la procedura per l'emissione del biglietto sarebbe lunga e a breve il centro commerciale chiuderà" (una "lunga procedura???  ma sono biglietti di una partita di calcio o stiamo parlando del nuovo trattato di Maastricht??).
Ditemi voi se questo vi sembra normale!! Un normale tifoso che perlopiù si trova in centro a Milano e vuole prendere un normalissimo biglietto per vedere una partita, può stare in ballo tutto il giorno e tornare a casa poi a mani vuote???