mercoledì 9 ottobre 2013

In silenzio...

anche un idiota può sembrare una persona intelligente. Sfortunatamente gli idioti vogliono sempre parlare. (E. Drusiani) 

L'ultima trovata di certi personaggi è combattere la discriminazione razziale e territoriale a colpi di normative e decreti leggi, attraverso provvedimenti che hanno a dir poco del paradossale. 

Allora in prima analisi vediamo chi sono coloro i dispensatori di perle di moralismo a vario titolo:
Il primo è Giovanni Malagò a capo del Coni, uno con una reputazione non propriamente immacolata, visto che è stato indagato per abuso edilizio. Dal quotidiano La Repubblica del 9 ottobre 2009: Giovanni Malagò è indagato in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo "Acqua Aniene", uno degli impianti sottoposti a sequestro totale oggi dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio Colaiocco. Il circolo Acqua Aniene si trova in via della Moschea, nella zona Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall'Aniene che sorge su una ansa del Tevere. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente, strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio, realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato con uno sbancamento. 

Il secondo è Giancarlo Abete presidente della Federcalcio, indagato nel per omessa denuncia per designazione illegittima, poi prosciolto nel 2012 con le seguenti motivazioni:  E’ innanzitutto doveroso rilevare come il Pubblico Ministero presso il tribunale di Roma avesse ritenuto a differenza del gip : per quanto riguarda Capua i reati fossero prescritti perché consumati fino al 2005 e per quanto concerne Abete non fosse sufficientemente provata  la sua conoscenza dei fatti, che è cosa ben diversa dall’innocenza. Poiché siamo amanti della verità qui di seguito pubblichiamo in originale la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e l’ordinanza del gip che ha ritenuto archiviare l’ipotesi di reato nei confronti dell’indagato Giancarlo Abete... (fonte professionecalcio.net)

Il terzo soggetto in questione è Gianpaolo Tosel, uno che ha deve avere almeno un timpano perforato, perché quando si tratta di sanzionare i cori cantati duro al Conad Stadium, è proprio duro di udito. 

Insomma quelli che ci stanno facendo dei bei predicozzi  e stanno mettendo in atto dei gesti a dir poco anticostituzionali, sarebbero per allegoria il ladro, il muto e i l sordo, tre personaggi che se fosse ancora in vita Sergio Leone sarebbero fonte di ispirazione per un western memorabile. Purtroppo Sergio Leone è scomparso tempo fa e questi stanno ammorbando i tifosi, per giustificare le loro cazzate, trincerandosi dietro alle disposizioni Uefa.

Peccato che stamani, la Uefa attraverso le dichiarazioni di un suo delegato William Gaillard smentisca in pieno questa tesi: Ma esiste una differenza tra razzismo e campanilismo, che molti sostengono si celi dietro quello che viene tacciato di discriminazione territoriale? "Noi parliamo in generale di discriminazioni, ma siamo in contatto con le Federazioni e con loro il confronto è sempre aperto e chiaro. Era necessario dare un segnale forte contro le discriminazioni e aver previsto sanzioni dure è importante. Poi la differenziazione tra le tipologie delle discriminazioni è compito delle Federazioni". 



Insomma la trovata del pugno duro sulle discriminazioni razziali, quando invece trattasi di normali sfottò campanilistici, è in realtà tutta farina del sacco dei nostri dirigenti incapaci e corrotti. Naturalmente il giro di vite riguarda esclusivamente quei brutti e cattivi che rispondono al nome degli ultras. Perché in parlamento quando onorevoli deputati e senatori si apostrofano nei termini più grevi e volgari, a nessuno è mai venuto in mente di chiudere il parlamento. E se per ipotesi mi trovo in un ufficio postale non è che se per caso un marocchino viene offeso dal mio vicino di posto, allora in quel caso col cavolo che si abbassa la saracinesca. E nemmeno al supermercato si chiudono le porte per vicende analoghe.

Quindi io mi domando, come mai questi insulti presunti dovrebbero venire sanzionati solo allo stadio? Non è anche questa una forma di discriminazione? Perché sempre lo stesso luogo di aggregazione (specialmente il settore delle curve) viene preso di mira? In Italia attualmente non ci sono abbastanza problemi a cui pensare? Eppure viviamo in un paese dove l’Istat ha appena calcolato che ci siano 9.5 milioni di italiani poveri, e di questi 9,5 milioni, sembra ci siano ben 4,8 milioni coloro che purtroppo vivono in condizioni di povertà assoluta. Eppure viviamo in un paese dove la disoccupazione giovanile è oltre al 40%, ma nonostante queste e altre emergenze sociali drammatiche i parrucconi del potere, in questo caso sportivo, trovano il tempo per preoccuparsi di queste stronzate.

Perché è sempre in auge il solito luogo comune che in curva ci vanno solo i delinquenti? Quando poi spesso e volentieri magari in tribuna autorità ci trovi i solerti funzionari di Equitalia, che hanno fatto suicidare tanti imprenditori onesti con le loro cartelle pazze, oppure i banchieri che hanno truffato tanti risparmiatori attraverso bond argentini, Parmalat, subprime etc etc, gettando nella disperazione più nera moltissime famiglie che in un attimo hanno visto svanire il frutto dei sacrifici di una vita intera, o i palazzinari che si fregano le mani dopo terremoti e calamità naturali di vario genere, perché in quelle disgrazie loro una possibilità smisurata di guadagno con il malaffare più bieco.

Cioè si può sapere per quale ragione essere in giacca e cravatta ti fa apparire meno colpevole rispetto a un tatuato, quando invece sei uno marcio dentro della peggiore specie? Chi ha paura degli ultras? (che forse non saranno tutti angeli, ma nemmeno tutti diavoli).

Allora io credo, dopo averci pensato a lungo, che a temerli siano soprattutto coloro che vedono nel movimento l’unica forma attiva e organizzata di dissenso sociale all'interno nostra società, in cui la rassegnazione giorno dopo giorno prende il posto dell’indignazione. Sono i potenti a voler anestetizzare le nostre coscienze. E in effetti in piazza a protestare non ci va più nessuno, anche se la situazione economica è sempre più pericolosamente speculare a quelle della Grecia e della Spagna. 

Le famiglie al momento riescono ancora a fungere da ammortizzatori sociali e si va avanti come si può.  Per fortuna, dico io, c’è chi non si arrende al degrado nel quale sempre più il nostro paese sta sprofondando. C’è chi dice no alla passività dilagante. Poi magari questo avviene in modi a volte discutibili,  ma  che piaccia o meno, sono gli ultras i soli a non rassegnarsi e a domandare legittimamente qualcosa di meglio per loro, per noi, per tutti.