anche un idiota può sembrare
una persona intelligente. Sfortunatamente gli idioti vogliono sempre
parlare. (E. Drusiani)
L'ultima trovata di certi
personaggi è combattere la discriminazione razziale e territoriale a colpi di
normative e decreti leggi, attraverso provvedimenti che hanno a dir poco del
paradossale.
Allora in prima analisi vediamo
chi sono coloro i dispensatori di perle di moralismo a vario titolo:
Il primo è Giovanni Malagò a capo
del Coni, uno con una reputazione non propriamente immacolata, visto che
è stato indagato per abuso edilizio. Dal quotidiano La Repubblica del
9 ottobre 2009: Giovanni Malagò è indagato in qualità di presidente del
Circolo Canottieri Aniene amministrativamente responsabile del circolo
"Acqua Aniene", uno degli impianti sottoposti a sequestro totale oggi
dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm della procura di Roma, Sergio
Colaiocco. Il circolo Acqua Aniene si trova in via della Moschea, nella zona
Parioli a Roma, ad almeno un chilometro di distanza dall'Aniene che sorge su
una ansa del Tevere. Secondo la procura le opere realizzate abusivamente,
strutture terminate e già funzionanti, sono state costruite su un'area di
proprietà comunale: area concessa per l'edificazione di un nuovo edificio,
realizzazione di una piscina esterna e sistemazione di un parcheggio realizzato
con uno sbancamento.
Il secondo è Giancarlo Abete
presidente della Federcalcio, indagato nel per omessa denuncia per designazione
illegittima, poi prosciolto nel 2012 con le seguenti motivazioni: E’
innanzitutto doveroso rilevare come il Pubblico Ministero presso il tribunale
di Roma avesse ritenuto a differenza del gip : per quanto riguarda Capua i
reati fossero prescritti perché consumati fino al 2005 e per quanto concerne
Abete non fosse sufficientemente provata la sua conoscenza dei fatti, che
è cosa ben diversa dall’innocenza. Poiché siamo amanti della verità qui di seguito
pubblichiamo in originale la richiesta di archiviazione del pubblico ministero
e l’ordinanza del gip che ha ritenuto archiviare l’ipotesi di reato nei
confronti dell’indagato Giancarlo Abete... (fonte professionecalcio.net)
Il terzo soggetto in questione è Gianpaolo
Tosel, uno che ha deve avere almeno un timpano perforato, perché quando si
tratta di sanzionare i cori cantati duro al Conad Stadium, è proprio duro di
udito.
Insomma quelli che ci stanno
facendo dei bei predicozzi e stanno
mettendo in atto dei gesti a dir poco anticostituzionali, sarebbero per
allegoria il ladro, il muto e i l sordo, tre personaggi che se fosse
ancora in vita Sergio Leone sarebbero fonte di ispirazione per un western
memorabile. Purtroppo Sergio Leone è scomparso tempo fa e questi stanno ammorbando
i tifosi, per giustificare le loro cazzate, trincerandosi dietro alle
disposizioni Uefa.
Peccato che stamani, la Uefa
attraverso le dichiarazioni di un suo delegato William Gaillard smentisca in
pieno questa tesi: Ma esiste una differenza tra razzismo e campanilismo, che
molti sostengono si celi dietro quello che viene tacciato di discriminazione
territoriale? "Noi parliamo in generale di discriminazioni, ma
siamo in contatto con le Federazioni e con loro il confronto è sempre aperto e
chiaro. Era necessario dare un segnale forte contro le discriminazioni e aver
previsto sanzioni dure è importante. Poi la differenziazione tra le
tipologie delle discriminazioni è compito delle Federazioni".
Insomma la trovata del pugno duro sulle discriminazioni razziali, quando
invece trattasi di normali sfottò campanilistici, è in realtà tutta farina del
sacco dei nostri dirigenti incapaci e corrotti. Naturalmente il giro di vite riguarda
esclusivamente quei brutti e cattivi che rispondono al nome degli ultras. Perché
in parlamento quando onorevoli deputati e senatori si apostrofano nei termini
più grevi e volgari, a nessuno è mai venuto in mente di chiudere il parlamento.
E se per ipotesi mi trovo in un ufficio postale non è che se per caso un
marocchino viene offeso dal mio vicino di posto, allora in quel caso col cavolo
che si abbassa la saracinesca. E nemmeno al supermercato si chiudono le porte
per vicende analoghe.
Quindi io mi domando, come mai questi insulti presunti dovrebbero venire
sanzionati solo allo stadio? Non è anche questa una forma di discriminazione? Perché
sempre lo stesso luogo di aggregazione (specialmente il settore delle curve) viene
preso di mira? In Italia attualmente non ci sono abbastanza problemi a cui
pensare? Eppure viviamo in un paese dove l’Istat ha appena calcolato che ci
siano 9.5 milioni di italiani poveri, e di questi 9,5 milioni, sembra ci siano
ben 4,8 milioni coloro che purtroppo vivono in condizioni di povertà assoluta.
Eppure viviamo in un paese dove la disoccupazione giovanile è oltre al 40%, ma
nonostante queste e altre emergenze sociali drammatiche i parrucconi del potere,
in questo caso sportivo, trovano il tempo per preoccuparsi di queste stronzate.
Perché è sempre in auge il solito luogo comune che in curva ci vanno solo i delinquenti? Quando poi spesso e
volentieri magari in tribuna autorità ci trovi i solerti funzionari di Equitalia,
che hanno fatto suicidare tanti imprenditori onesti con le loro cartelle pazze,
oppure i banchieri che hanno truffato tanti risparmiatori attraverso bond
argentini, Parmalat, subprime etc etc, gettando nella disperazione più nera
moltissime famiglie che in un attimo hanno visto svanire il frutto dei
sacrifici di una vita intera, o i palazzinari che si fregano le mani dopo
terremoti e calamità naturali di vario genere, perché in quelle disgrazie loro
una possibilità smisurata di guadagno con il malaffare più bieco.
Cioè si può sapere per quale ragione essere in giacca e cravatta ti fa
apparire meno colpevole rispetto a un tatuato, quando invece sei uno marcio
dentro della peggiore specie? Chi ha paura degli ultras? (che forse non saranno
tutti angeli, ma nemmeno tutti diavoli).
Allora io credo, dopo averci pensato a lungo, che a temerli siano soprattutto coloro che vedono nel movimento l’unica
forma attiva e organizzata di dissenso sociale all'interno nostra società, in
cui la rassegnazione giorno dopo giorno prende il posto dell’indignazione. Sono
i potenti a voler anestetizzare le nostre coscienze. E in effetti in piazza a
protestare non ci va più nessuno, anche se la situazione economica è sempre più
pericolosamente speculare a quelle della Grecia e della Spagna.
Le famiglie al momento riescono ancora a fungere da ammortizzatori sociali e si va avanti come si può. Per fortuna, dico io, c’è chi non si arrende
al degrado nel quale sempre più il nostro paese sta sprofondando. C’è chi dice
no alla passività dilagante. Poi magari questo avviene in modi a volte discutibili,
ma che piaccia o meno, sono gli ultras i soli a
non rassegnarsi e a domandare legittimamente qualcosa di meglio per loro, per
noi, per tutti.
