gli amici se ne vanno. In questi giorni si è chiusa un'era. Niente di meglio dei versi di un grande interista come il Califfo per definire la conclusione di una storia. Dopo diciotto anni vissuti come una continua corsa sulle montagne russe. Dopo un tempo denso di ascese fantastiche e di discese rovinose (almeno per me), Moratti ha ceduto il 70% del pacchetto azionario agli indonesiani capitanati da Erick Thohir. Personalmente ho tirato un sospiro di sollievo. La situazione finanziaria del club era talmente grave, che non vedevo nessuna alternativa praticabile alla acquisizione straniera.
Al contrario parecchi tifosi, a quanto sento e leggo, sembrano non averla presa benissimo questa situazione. Da una parte li capisco, ci sono intere generazioni cresciute con il figlio di Angelo e con capitan Zanetti. Ma dall'altra pongo loro una domanda facile, facile: ma l'alternativa milanese a Thohir quale sarebbe stata? Esiste qualcuno in grado di fare il nome di un imprenditore meneghino che fosse in grado di mettere sul tavolo 250 milioni di euro cash?
La replica purtroppo è di una semplicità disarmante, disgraziatamente non c'è nessuno non solo a Milano, ma neppure in tutta Italia che possa permettersi di investire certe cifre nel calcio e non solo. Altrimenti non si spiegherebbe come mai siano finite in mano agli stranieri tutta una serie di aziende importanti e prestigiose. Parlo per esempio di Telecom, Star, Galbani, Bulgari, Gucci, Loro Piana, Pernigotti.
Si sarebbe potuto evitare tutto questo? Credo proprio di si. Del resto se mi guardo indietro, penso che i cinque anni ininterrotti di successi, potevano e dovevano essere sfruttati meglio dal punto di vista commerciale. Certi rinnovi scellerati nell'entità del contratto e nella relativa durata potevano essere evitati. Questo tipo di opzioni avrebbe di sicuro portato grande giovamento alle casse della società e il presidente non si sarebbe trovato in una condizione incresciosa.
Inoltre anche con una apertura anni fa all'azionariato popolare, si potevano corroborare ulteriormente i conti del bilancio. Invece niente di tutto questo è stato fatto. Allora quando non si possiede una visione lungimirante del futuro, può capitare che succeda quel che poi in effetti è successo: tocca vendere la baracca.
Non ho la sfera di cristallo per sapere se Thohir sarà un grande presidente oppure no, ma la realtà in cui ci si è ritrovati era quella che era e non lasciava altra via di scampo.
Alla faccia della storia dell'amore sbandierato in ogni dove. Sarà che quando tengo a qualcosa io ne ho una cura al limite dell'ossessivo, per preservarla da ogni problema. Quindi non capisco come riempire l'organigramma del club di una serie di incapaci, di inetti e peggio ancora di ex-juventini possa essere interpretato come un gesto romantico.
Alla faccia della storia dell'amore sbandierato in ogni dove. Sarà che quando tengo a qualcosa io ne ho una cura al limite dell'ossessivo, per preservarla da ogni problema. Quindi non capisco come riempire l'organigramma del club di una serie di incapaci, di inetti e peggio ancora di ex-juventini possa essere interpretato come un gesto romantico.
Nemmeno portare l'Inter a un passo del tribunale io lo trovo un fatto legato all'affettività, la storia dei debiti fatti per amore per me è una cazzata pazzesca fatta e finita. A casa mia un discorso del genere viene valutato nei soli termini di incapacità e di rassegnazione. Del resto i top club normalmente vengono gestiti come una multinazionale, a livello finanziario tra il Bayern e la Volkswagen non c'è distinzione alcuna.
Disonesti sono stati la maggior parte dei media (tanto per cambiare) a illudere parte consistente della tifoseria che Moratti avrebbe potuto farcela da solo, nascondendo il reale stato economico della nostra amata squadra. Omettendo di chiarire che nemmeno la Saras se la sta passando benissimo. Così non si fa un'informazione corretta, così si prende per il culo la gente.
Comprendo che la conclusione dell'operazione possa presentare una serie di interrogativi (il socio indonesiano Roeslani è al centro di un giallo finanziario) che solo il tempo potrà chiarire, ma dato che non si è ragionato con i nonostante al posto dei se, si è arrivati a ragionare alla conclusione della mia povera nonna: o mangi la minestra o salti la finestra.
Il finale è malinconico, nemmeno a farlo apposta, in assoluta simbiosi con queste giornate autunnali, visto che Moratti abbandona per obbligo e non per volontà. Altrimenti secondo una logica inoppugnabile, sarebbe rimasto il padrone del vapore.
Invece è avvenuta una svolta epocale, se sarà positiva o negativa difficile dirlo, il futuro non è scritto. Comunque qualche certezza per fortuna resiste ancora: siamo e restiamo bauscia, la maglia resta e andiamo avanti. Domani sera ci tocca il Torino: Forza Inter!
Invece è avvenuta una svolta epocale, se sarà positiva o negativa difficile dirlo, il futuro non è scritto. Comunque qualche certezza per fortuna resiste ancora: siamo e restiamo bauscia, la maglia resta e andiamo avanti. Domani sera ci tocca il Torino: Forza Inter!
