sabato 21 settembre 2013

OldStyle88

Senza troppi fronzoli, il parere di uno dalla parte sbagliata del plexiglass :


In questi giorni in cui la voglia di scrivere non c'è, provo comunque a riordinare le idee e fare uno sforzo, se non altro per poter dare un minuscolo contributo in questo mare di menzogne. Mi riferisco ovviamente ai fatti che i giornali stanno rimarcando con molta enfasi e questo non può far altro che suscitare nei lettori commenti e pareri che abbiamo tutti la possibilità di leggere sui vari forum, social etc.


Ci risiamo con la farsa che vuole poche decine di animali responsabili di tutto. Della gente che ha paura di andare allo stadio, di chi si indigna, di chi sta a casa, di chi vorrebbe per queste persone la pena di morte. Le responsabilità dei fatti che sappiamo vengono addossate in modo netto e inequivocabile al tifo, stigmatizzando ormai per partito preso qualsiasi sua espressione indipendentemente dalle reali colpe. Curva chiusa per un turno. Sopravvivrò. Anche perché è scritto che ho la possibilità acquistare un ticket per un altro settore.

Un modo questo di discriminazione colossale. Addossare a migliaia di persone una colpa chiudendo il settore e invitando le stesse (anzi, obbligando le stesse) a comprare un tagliando ulteriore. Ha senso? Ma soprattutto ha senso continuare con la solita lagna del razzismo? Parola questa usata a casaccio e soprattutto affinché nulla possa ormai colpire di dissenso giocatori di colore?

Io non sono tra quelli che dice che noi siamo i condannati e gli altri gli assolti. No. Io dico solo che i condannati non dovrebbero esserci in quanto nel calcio esiste campanilismo e non razzismo. E' razzismo quando un giocatore che ti fa 30 gol a stagione e ti fa vincere tutto viene insultato a prescindere e in modo coerente dal tifoso che non lo vuole in quanto nero.

E' campanilismo quando il giocatore di colore X viene insultato da avversario ma domani viene applaudito perché gioca per me. Naturalmente questo concetto abbastanza semplice e dimostrato ampiamente da tutti nel corso degli anni viene racchiuso nel demone del razzismo vero, visto che un giocatore di colore non va assolutamente fischiato. Le tutele per loro sono garantite, mentre giocatori bianchi, biondi, alti, nordici, devono sopportare tutto ciò che ai tifosi passa per la testa,  poverini dovranno farci l'abitudine.

Tralascio volutamente di approfondire il tema collegato per il quale le rose che vendeva Eto'o venivano tollerate ma l'ululato verso il primo pinco pallino o anche il semplice “bhe” verso Balotelli sono quasi oggetto di interrogazioni parlamentari. Di una partita non in Nord, ripeto, posso anche farne a meno. Ma ciò che mi lascia basito è il trattamento che queste nove persone stanno subendo.




Animali, finti tifosi, delinquenti, gente che con il tifo non ha nulla a che fare. Gente che ha visto un amico cadere a terra sotto i colpi di un signore (della cui fede sportiva non mi importa) che costringe il percosso a qualche giorno di ospedale e non con semplici contusioni, bensì con ferite varie e una frattura alla costola con perforamento dei polmoni.

Il tutto per quale motivo? Si trovava in un luogo a lui non congeniale, e pensando di poter fare ciò che voleva ha tenuto un comportamento altamente provocatorio. Smettiamola per favore di pensare che nel mondo, e nel calcio, un giorno le tigri parleranno con gli uomini. Con tutto il rispetto per la fede religiosa di chi sostiene questo mondo perfetto che se non irrealizzabile mi pare molto lontano. Si tratta di un minimo di intelligenza umana.

La stessa che mi impone di suggerire a un amico interista che mi chiede di venire con me allo stadio, un posto a lui adeguato per vedere la partita. O a un tifoso di opposta fede di non venire dove vado io in quanto circondato da tifosi di casa e quindi vivrebbe il match senza poter dire una parola. Esistono i settori ospiti, ma le leggi, le norme, e il perbenismo, fanno si che chiunque possa comportarsi come meglio crede e vuole.

Naturalmente gli steward che dovrebbero prevenire simili provocazioni (né più e né meno come lo speaker che avvisa di non fare i cattivi) hanno lasciato perdere già dall'inizio permettendo a questo signore di fare il suo show e riducendo il nostro in condizioni per cui necessitava il ricovero.

Poi sul fatidico 20 vs 1? Non era uno scontro. Non era secondo norme cavalleresche di onore per il territorio, ma solo perché un amico era ridotto in quel modo. Una persona che per l'Inter ha dedicato tutta la sua vita. Semplicemente andava aiutato e tolto di mezzo da quella situazione incresciosa, e chi è andato se ne è fregato di telecamere e rischi.

Ovviamente poi è stata un'occasione per addossare colpe davvero limitate a persone che hanno visto in prima persona un loro amico in una situazione davvero critica. E se avesse battuto la testa? E se fosse rimasto paralizzato? O peggio ancora... morto? Come l'avremmo messa?  Ciò che disgusta è che ancora una volta tutti gli addetti ai lavori che dovrebbero lavorare per prevenire situazioni di questo tipo hanno permesso che ciò accadesse e ora nove persone (se bastano...) pagheranno amaramente il fatto di aver soccorso quel ragazzo e provato a farsi giustizia da soli. Per la legge italiana non si fa, ma per la legge dovrebbe anche esistere (come infatti esiste) il reato di aggressione e di percosse come dimostrato poi da un referto medico.

Sono davvero indignato. Dopo aver segnalato in numerosi articoli i vari disservizi che una società di calcio dovrebbe almeno pensare e rimediare, ora mi trovo a denunciare un trattamento infame e ingiusto, il tutto dato che si permette come sempre a chiunque di andare a sedersi ovunque vuole senza predisporre un'adeguata normativa per i tifosi ospiti che nel settore ospiti non ci vogliono andare.

La vergogna che dovrebbero provare i dirigenti interisti nel puntare il dito solo contro questi ragazzi è la stessa che provo io immedesimandomi nel perbenismo che approfitta di queste situazioni per vendere e per far odiare ancora di più il sistema. Due cose non si cambiano al mondo: la mamma e la squadra del cuore... 

Credetemi che se questo detto non fosse così vero, a vedere il trattamento e la cura con cui la società Inter tratta i suoi tifosi tutti, pretendendo poi solo onori (qualcosa mi dice che la coreografia, dedicata a Paolo andava sostituita con una densa di osanna alla famiglia Moratti), l'avrei già cambiata da un pezzo.

Prese in giro da questa gente non ne accetto più. Sperando che sia sempre più imminente l'arrivo di Thohir, spero che giunga il mio saluto alla famiglia Moratti dopo questi anni farseschi. A mai più.

p.s. Nelle pagine di cronaca viene riportata questa vicenda avvenuta pochi giorni fa a Milano, ebbene nessuno si è scandalizzato per l'accaduto e questi fatti sono stati passare sotto silenzio. Forse non è che se sei ricco allora puoi pestare chi ti pare e piace, senza che nessuno si scomodi a fare predicozzi di vario genere, e forse sei moralmente meno riprovevole? 

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_19/pestaggio-discoteca-just-cavalli-avvocato-picchiato-studenti-sancarlini-2223192549298.shtml