Nell’attesa dell’avvento di Thohir, e dopo queste prime
partite confortanti che speriamo non siano un fuoco di paglia e che avremo tempo e modo per
analizzare, mi sono imbattuto in una voglia sfrenata di shopping nerazzurro. Ogni tanto mi capita, e sono sempre riuscito a sedare questa voglia di acquisti pensando prima alla faccia di Paolillo, poi di Fassone. Purtroppo però da qualche mese dietro la loro immagine compare anche quella
di Thohir con le sue quaranta guardie del corpo in procinto di prendere il
secondo elemento insieme ai suoi scagnozzi (il primo per fortuna si è congedato da
tempo) e sbatterli fuori in strada, dove un carro bestiame li trasporterà verso le loro nuove dimore in Indonesia, circondate dai draghi di
komodo e verso le nuove occupazioni di minatori.
Così faccio un giro sul sito dell’Inter e cosa prendo? Un paio di gagliardetti ci stanno bene. Il mio ufficio è infatti spoglio
da quando, mesi fa, il mio lavoro itinerante mi porta altrove e quindi va abbellito. Una tazza ben colorata e ben rifinita dove poter adagiare pezze e cancelleria sta bene e mi sembra proprio adatta. E poi come far mancare le sciarpe per un collezionista come me? Me ne salta all’occhio una: campioni d'europa. Zero altri riferimenti
allo storico anno 2010. Prezzo di vendita 1 euro!!! Scontato del 90%. Quella stagione, nella memoria e nei cuori di tutti noi tifosi nerazzurri è
in grado di far sciogliere anche il più inflessibile oppositore societario,
quindi avevo già ceduto alle lusinghe di un gagliardetto ricamato celebrativo di
quella stagione fantastica.
Purtroppo però non ho notato altri riferimenti e, a parte un cappellino,
mi pare di ricordare (accetto volentieri smentite) che non siano stati messi
in produzione altri gadget che sarebbero andati a ruba sicuramente. Se è stato fatto, diciamo che non siamo stati inondati dalla scelta. Ricordo quando non solo il nostro attuale (e speriamo ancora per poco) presidente si lamentava dei mancati introiti dal merchandising che le
altre società europee, ovviamente tedesche e inglesi in primis, possono
incassare ogni anno e che rappresentano una fetta importante di fatturato.
Così anche in questo caso, mi è nato spontaneo un dubbio che va ad
accumularsi ai precedenti che esperienze grottesche con la nostra società Inter mi hanno fatto sorgere nel tempo; se in un anno come quello non approfitti della
sua magia per offrire alla gente un qualcosa di sicuro successo, quando lo fai? Inoltre, una sciarpa che viene praticamente regalata (perché immagino che
dopo 3 anni dalla sua uscita qualcuno si sia stufato di usare la rimanenza come pic-nic per le tarme) significa che è stata pure fatta male, malissimo,
perché evidentemente faceva talmente schifo che piuttosto di acquistarla dopo un
anno così strepitoso, i tifosi hanno deciso di lasciar perdere e di tenersi
gli originali 10 euro di prezzo nelle loro tasche.
Avendo visto negozi di squadre estere, big e non, mi viene da domandare a
chi si occupa di queste cose se i mancati introiti siano causa dei venditori ambulanti che propongono gadget palesemente contraffatte ma in alcuni casi
con idee migliori di quelli originali, o se prezzi talvolta spropositati e occasioni da sfruttare come quella e lasciate incredibilmente cadere nel
vuoto non siano un deterrente per accaparrarsi quella fetta di soldini sulla quale
i dirigenti italiani sono soliti lagnarsi.
Se a questa aggiungiamo:
- Gestione biglietti da principianti,
- Scarsa professionalità di chi opera nel settore che invece di espandere
fa implodere e fallire potenziali campi di sviluppo come la rivista Inter Football Club da tempo morta e sepolta.
- Un topo (cioè un ratto, che poveraccio non è nemmeno colpa sua se era lì
ma indubbiamente non ci poteva stare su un seggiolino del blu)
Allora un'idea ce la possiamo fare tranquillamente della situazione in cui
ci troviamo.
Avevo detto a inizio estate che prossimamente, con qualche partita in più nelle gambe e una visione migliore della situazione, avremmo potuto tracciare i primi bilanci. Ora come ora però alcune piccole anticipazioni le possiamo fare.
- L’impegno e la determinazione, la serietà dello staff e dei giocatori,
la voglia di lottare su ogni pallone e di abnegazione per fare bene,
talvolta superano le carenze tecniche, e seppur ci siano squadre decisamente più
forti di noi, con quelle caratteristiche si possono superare diversi ostacoli.
- Se spendi soldi per un giocatore in cui credi, il modo migliore per valorizzarlo non è buttargli addosso responsabilità da dio in terra o impiegarlo una partita si (magari 20 minuti) e tre no, acquistando altri
due elementi nello stesso ruolo, bensì crederci affinché la scelta dia frutti
sia in campo che economicamente (vedi Alvarez che non sarà mai Maradona ma
nemmeno quel giocatore imbarazzante di due anni fa).
- Un applauso a Jonathan. Non sarà mai il nuovo Maicon ma idem come sopra… e soprattutto ha avuto le palle di lavorare a testa bassa e di superare quel
muro dato da un ambiente prevenuto (io per primo). Altro esempio fino ad ora
di
carattere.
carattere.
- Genoa e Catania non saranno la Juve e il Napoli, ma lo scorso anno
avremmo avuto grandi difficoltà anche con queste squadre, soprattutto nel finale,
a prescindere poi dai risultati in campo. Però la voglia di giocare e di lottare che ci sono ora sono una buona premessa magari non per vincere lo scudetto,
ma per fare decisamente meglio dello scorso anno.
- Se tutto questo basta e avanza per costituire un punto di partenza su
cui lavorare e da puntellare nel futuro, proviamo magari a pensare se chi di dovere, invece di spendere soldi a destra e a manca, anche ultimamente
(Pereira mi spiace ma inutile era e inutile resta) avesse impiegato le sue risorse
modo più pianificato e costruttivo….
A voi un’immagine fantastica e nemmeno troppo fantasiosa….

