Mi sono preso qualche giorno per sbollire la rabbia; avessi dovuto guardare la forma di un qualsiasi pezzo nelle 48 ore successive a Inter-Livorno mi avrebbero censurato e denunciato. Da denuncia però sarebbe chi su internet spera la morte del tifo organizzato, di quei delinquenti che non sanno mettere insieme due parole. Solo perché espongono uno striscione civile nel quale vengono espresse delle idee. Anche le ultime esternazioni di Mao Moratti in proposito sono grosso modo dello stesso tono
Premessa: quando Maldini lasciò il calcio l’indignazione e la morale anche del tifoso interista circa gli striscioni esposti dalla sud presero il sopravvento. Io ho sempre difeso invece la scelta perché scrivere che sei stato un campione che ha vinto tanto è una verità assoluta, così come sottolineare che stilisticamente ti sei comportato male con la tifoseria. Che male c’è?
Lo striscione di sabato mi è parsa una fotografia di 18 anni. Abbiamo vinto tanto, è storia. Abbiamo sentito però anche per anni gli sberleffi di tutta italia, anche su zelig, è innegabile. Abbiamo visto giocare Ronaldo, Vieri, Ibra, Eto’o, è un dato di fatto. Abbiamo insultato Cirillo, Brechet, Gresko proprio così, anche se si vuole nascondere la rumenta sotto il tappeto.
Successi e sconfitte (da Madrid, a Siena, a Roma, a Parma, a Lugano, Alaves, Helsingborg, derby del 6-0 e 5/5/2002) vanno contestualizzati, ma non credo di dire nulla di strano e mettere la testa sotto la sabbia per far finta di non ricordare è ridicolo. La stessa curva negli anni pre-Mancini esprimeva concetti molto chiari: Non ci importa quanto spendi ma quanto vinci, e l’invito a essere un po’ più lungimirante e pratico, contrariamente ai progetti della durata massimo trimestrale per poi archiviarli e ricominciare da zero.
Che Massimo Moratti abbia avuto passione, per carità, nessun dubbio. Idee chiare, programmazione, capacità sono però tutta un’altra cosa. C’è chi non compra un italiano nemmeno a pagarlo oro e chi dice che vanno valorizzate le risorse del posto con uno sguardo globale. C’è chi compra i giocatori vedendoli in videocassetta imponendo di fatto le proprie scelte all’allenatore, e chi dice che devono essere utili e funzionali, non perché sono suoi pallini.
C’è chi traccia linee guida e dà un target molto chiaro di modello, e chi ispira Ficarra e Picone nei loro sketch di Zeling quando rappresentavano due giocatori dell’inter della panchina lunghissima che nemmeno si conoscono. C’è chi anche su un argomento a me caro ma ora come ora dal significato diverso come il nuovo stadio sa già, nel caso di un si, come lo vorrà e come dovrà essere fatto, sperando naturalmente in un modello che sia come quello tedesco.
Insomma, c’è chi senza essere tifoso e venendo dalla lontana Indonesia porta comunque concetti già precisi e chi da tifoso e “del settore” ha avuto troppe lacune. Avrei onestamente capito maggiormente se le teste di queste due persone fossero invertite, perché non è normale un simile scambio di cervelli! Per queste mie idee sono un delinquente? Devo essere messo al bando come tifoso perché esprimo civilmente le mie opinioni portando comunque sempre argomentazioni? Non credo proprio.
Io ho a cuore l’Inter e con essa tutto il suo mondo; vi ho già spiegato che non mi basta il successo in se come trofeo vinto ma che la fama di tutti, società, tifoseria, entourage siano le migliori possibili. Ora comincia il bello, speriamo naturalmente che la dirigenza e la nuova proprietà mantengano le attese, lavorando comunque dall’invidiabile posizione creata da Moratti. Come dicevo qualche volta fa: se tutto va bene, è la dimostrazione che bastava poco per fare meglio, ma se va male…non era Moratti il tifoso che sapeva perfettamente in che mani metterci?
Educazione, approccio, e mentalità sono quelli giusti….. ora Thohir deve solo imparare oh mia bela madunina e diventa più milanese di tanti altri!
