Proprio l'altro giorno dicevo che
non c'erano più argomenti da trattare e tutto ciò che si doveva dire su molte
cose è stato detto. Poi arriva la giornata di ieri con
le solite trasmissioni e le solite lamentele contro gli ultras.
L'apice della giornata (perché a Genova un tifoso veronese cade dal pullman allora c'è la categoria degli autisti che si sente ostaggio dei tifosi; a Torino la solita preoccupante e ridicola discriminazione territoriale; ecc ecc ecc) però c'è a Salerno per Salernitana Nocerina. Voi direte: e cosa ce ne frega a noi di Salernitana Nocerina?
Ce ne frega, visto che in questo fatto c'è un riassunto della maggioranza delle incongruenze e ingiustizie mediatiche e non che il mondo del calcio offre. Leggo sul giornale oggi che “a causa di un avvio deludente della squadra e del divieto della trasferta ai tifosi nocerini”, gli ultras minacciano i giocatori.
Punto primo: avvio deludente della
squadra. Quale tifoseria nel mondo non si è
trovata di fronte ai propri giocatori che perdono? Tutte, e di per se in base a
mille situazioni che si presentano, non sarebbe nemmeno un grave problema. Il problema nasce quando sai
benissimo (e anche noi all'Inter lo sappiamo molto bene) che i giocatori non
corrono dato che fanno la bella vita e l'infortunio è il più delle volte una
scusa per non giocare e dedicarsi alle mille amanti o viene trascurato e si
prolunga o si aggrava per la vita non da atleta dei giocatori.
Abbiamo una squadra di campioni
noi interisti? No, ma dicevamo qualche tempo fa che lavoro, serietà,
allenamento, impegno, riescono a coprire molti buchi e a ottenere comunque
risultati buoni. Quando però tu disoccupato,
studente, lavoratore precario, o impiegato a tutti gli effetti con uno
stipendio ormai insufficiente a vivere normalmente, sai e vedi con i tuoi occhi
(dato che queste non sono supposizioni ma certezze che naturalmente non vengono
rese pubbliche) che i tuoi sacrifici nel seguire la tua squadra sono accolti con
leggerezza e scarso senso di responsabilità, allora ti girano i coglioni.
Letteralmente.
Allora chiedi ai tuoi in campo
quando perdono 4-0 in casa con il Siena di togliere le maglie, contesti la
mancanza di risultati non per incapacità ma per indolenza. Ovviamente non faccio
discriminazione territoriale altrimenti mi chiudono il computer per due giorni,
ma posso immaginare che al sud il problema lavoro sia per certi versi più grave
e ragazzi che mettono via anche gli spiccioli per seguire la squadra e non
vengono rispettati con il minimo che una squadra può fare e cioè giocare
novanta minuti alla grande, allora ti fa imbufalire.
I giocatori sono ragazzi come noi,
per certi versi anche più giovani e percepiscono soldi che permettono di avere
tutto quello che un loro pari età non ha. Assistenza medica privilegiata,
sfizi, bella vita, nessun problema se hanno un minimo di testa a campare di
rendita una volta appese le scarpe al chiodo. Donne molto belle che noi vediamo
solo nei calendari e che non si innamorerebbero mai di un operaio che a stento
arriva a fine mese.
Dovete darvi da fare, e il motivo è che la gente vuole vedere impegno. Lo scorso anno a San Siro, venivate applauditi dopo sconfitte in casa inspiegabili e io mi incazzavo tremendamente per l'ottusità del pubblico che ha lasciato troppo correre il vostro menefreghismo e il vostro essere lavativi.
Punto due: trasferta vietata. Chi ha vietato le trasferte? Chi
sapeva che in questo modo avrebbe risolto ogni problema. Gli effetti li sappiamo. Ci sono
tifoserie tesserate dalla prima ora che continuano a girare l'italia come
niente fosse. Altre che recano un danno alla
società non facendo l'abbonamento e obbligando la stessa a trovare soluzioni
alternative entro la legalità; altre che ci vanno lo stesso come prova di forza
contro lo stato.
Eppure la costituzione italiana
garantisce la libera circolazione dei cittadini entro il territorio nazionale. Non di domenica. Se sei di Milano
e tifi Inter non puoi andare in trasferta senza tessera, ma se sei di un'altra
regione allora si. Se vuoi fare l'abbonamento devi avere la tessera altrimenti
va bene senza. Se ti alzi al mattino e vuoi andare allo stadio devi prima fare
i conti studiando limitazioni e limiti, quindi devi organizzarti per tempo.
Chi ha vietato le trasferte? Gli
stessi che parlano di violenza. I nocerini aspettavano
evidentemente questo derby ma non hanno potuto muoversi da casa, eppure la loro
presenza si è fatta sentire.... eccome! Sentendo giornalisti e signori del
calcio, insulsi gli uni quanto gli altri, mi sembra di tornare a vecchie frasi
già scritte e dette tranne una. Il calcio deve educare vero? Sono
i giovani gli uomini del domani giusto?
Voi giornalisti difendete i
comportamenti di Balotelli, fate finire sotto i riflettori una città come Napoli accusandola di fatto di essere inferiore al resto d'Italia insultando
migliaia di persone sparse per la penisola e all'estero, giustificate la non
professionalità di calciatori e addetti ai lavori, spesse volte accusati e
condannati per illeciti e che loro stessi chiedono la testa di persone che vogliono
solo poter vivere la domenica in modo libero.
Abolite treni speciali e vi
lamentate dei pericolosi incroci in autogrill, rimpicciolite i settori ospiti e
introducete normative tali da non permettere la convivenza tra tifoso ultras e
non, e andate in televisione a fare la morale?
Vergognatevi tutti.... SOLIDARIETA'
TOTALE PER CHI VIVE ANCORA IL CALCIO CON PASSIONE E NON ACCETTA DI ESSERE UN
ROBOT DELLA DOMENICA.
