L'inclinazione nel realizzare ad arte geometrie e giocate eleganti in un regolamentare prato verde, per fortuna non si è snaturata e sfocata in una
serie di immagini dal gusto retrò in bianco e nero. Esiste e risplende tuttora
pur subendo una scontata metamorfosi determinata dalla evoluzione tattica e
atletica del calcio moderno.
La maggior parte dei top team al mondo beneficia e usufruisce dei servigi di colui che ispira e sviluppa la manovra. Naturalmente a seconda delle attitudini si possono citare a esempio di
questa tipologia di giocatore: Xavi e Iniesta a Barcellona, Ozil e Modric al
Real, Silva al City, Kroos al Bayern, Gòtze al Dortmund e altri ancora.
Possiedono certamente caratteristiche differenti. Quello che
li accomuna è la capacità di ideare rapido una soluzione tattica, di vedere in un lampo il compagno smarcato, di accorgersi quando tentare il dribbling come soluzione efficace per favorire superiorità numerica. Sto parlando insomma del creativo di centrocampo in
linea generale. Poco importa che sia basso o alto, come si dice adesso.
Il termine generale non è affatto casuale, perché nel caso contingente non influisce che il mese non sia proprio quello esatto, visto che
siamo spettatori inermi di un abominio di natura strategica e concettuale: l’assassinio del talento al centro del campo. Un complotto speculare a quello ordito contro Giulio
Cesare durante le Idi di Marzo.
E’ altrettanto indifferente che l’omicidio non si stia
verificando in una sala del Senato di Roma, bensì tra le mura amiche dello spogliatoio di Appiano
Gentile, e che per la precisione di coltellate non ne servano trentatré.
Bastano e avanzano quelle che corrispondo al numero perfetto, e in merito a
questo, proverò a spiegarmi meglio.
Di Sneijder avevo già discusso tempo indietro. Come è
andata a finire lo sappiamo tutti. E’ volato in Turchia per un prezzo da saldo
stracciato. Visto che grosso modo la cifra della sua cessione è pericolosamente
vicina a quella servita per acquistare quella indegna schifezza deambulante che
risponde al nome di Jonathan Cicero.
Dunque fuori il primo dei calciatori in rosa in possesso di
capacità geometriche vediamo a chi tocca. E' il turno del piccolo Coutinho ritrovarsi sul piede
di partenza. Dovrebbe essere destinato a sbarcare in Premier League. Credo che abbia per davvero
una visione rara in rapporto alla sua giovane età, ma altrettanto onestamente penso anche
che non sia un cuor di leone.
Purtroppo nell'Inter o ti chiami Lothar Mattheaus, che ha retto qualche mese di mugugni infischiandosene altamente. Oppure sei costretto a mollare la presa. Mentre con mio grande disappunto un falegname sciagurato stile Gargano resiste pervicacemente dalle nostre parti, come la cozza aggrappata allo scoglio.
Infine rimane Alvarez. Arrivato due anni fa in pompa magna come versione argentina del Kakà bbilanista, alla prova dei fatti si sta rivelando la reincarnazione di un altro carioca che con rammarico permane nei nostri peggiori incubi, vale a dire Vampeta. Doveva andarsene per primo tra i cosiddetti creativi, invece sembrerebbe restare, non perché il ragazzo convinca appieno lo staff. Anzi se potessero lo affogherebbero, sospetto io.
Infine rimane Alvarez. Arrivato due anni fa in pompa magna come versione argentina del Kakà bbilanista, alla prova dei fatti si sta rivelando la reincarnazione di un altro carioca che con rammarico permane nei nostri peggiori incubi, vale a dire Vampeta. Doveva andarsene per primo tra i cosiddetti creativi, invece sembrerebbe restare, non perché il ragazzo convinca appieno lo staff. Anzi se potessero lo affogherebbero, sospetto io.
Però ci sono problemi a spedirlo via, vuoi perché a qualcuno piacerebbe ricavare un prezzo di cessione non
in linea con il suo valore effettivo e vuoi perché non sembra uno adattissimo al calcio nel nostro continente, cioè è troppo abulico e fiacco nelle gambe e nella testa.
Ma al di là delle sfumature poco rilevanti, l’uccisione della dimensione euclidea e fantastica degli schemi dei nostri eroi è certamente avvenuta nella sua totalità. Tre pugnalate alla concezione geometrica del pallone, tutte andate perfettamente a segno, poiché il Riky albiceleste verrà impiegato quasi certamente con il contagocce.
Come nel dramma teatrale del lungometraggio narrato dai
fratelli Taviani nel carcere di Rebibbia, abbiamo visto scorrere il racconto di
un delitto pianificato, organizzato e desiderato da parte di chi ha abbandonato
ogni ambizione (vero società & mister?), di chi non ha
più il futuro dalla sua parte ma tuttavia vuole conservare il suo status quo (vero asadassi?) e di chi ha solo qualità
podistiche ma è assolutamente privo di fondamentali (vero fabbrimedianacci?).
Così l’allegoria di Cesare caduto sotto i colpi dei
congiurati ritrova nuova linfa nei giorni nostri attraverso la soppressione ideologica e reale del raziocinio e del genio in nerazzurro. Il destino infausto della morte di uno straccio di razionalità a livello di manovra si è compiuto. Sono
tempi duri, inutile raccontarsi le balle da soli.
Mi resta la speranza che l’analogia della reminiscenza
storica venga realizzata fino in fondo. In altre parole, che i cospiratori odierni
possano subire la legge del contrappasso al pari dei loro antenati, e a che a
noi tifosi sia concesso il privilegio di assistere alla ascesa al potere di un nuovo Ottaviano Augusto: Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo.

