martedì 9 aprile 2013

Così Parlò Fulvio Il Vikingo

Parte 1

Ma allora bimbominkia dei miei coglioni, se sul 3-1 ti danno un rigore contro inventato, secondo te basta per giustificare quattro pere prese in casa??? In otto mesi la squadra non ha ancora un modulo di gioco definito e quindi tantomeno un gioco. La difesa commette sempre gli stessi errori. Abbiamo perso n. 11 partite e altre ancora ne perderemo e tu non sai fare altro che il piangina??? Tornatene ar cupolone sfigato che non sei altro e portati a dietro il petroliere e il damerino ... mortacci vostri!!!




Parte 2

Un presidente che non ha difeso la memoria di Facchetti e ha disonorato i nostri colori per dei ciarlatani cinesi è un oltraggio insopportabile!!! Inoltre dobbiamo sciropparci un direttore generale gobbo che nessuno sa cosa faccia all'Inter e un direttore dell'area tecnica che acquista giocatori non per rinforzare la squadra, ma per incrementare i suoi guadagni!!! Mentre un cuore nerazzurro come Oriali è stato lasciato a casa .. Indegni ... siete voi quelli che dovete sparire!!!

Parte 3

Un grande presidente ... Un grande allenatore... Un grande capitano ... Tutti insieme appassionatamente a sparare cazzate!!! Inter-Roma 1-3 Inter-Siena 0-2 Parma-Inter 1-0 Atalanta-Inter 3-2 Lazio-Inter 1-0 Udinese-Inter 3-0 Siena-Inter 3-1 Fiorentina-Inter 4-1 Inter-Bologna 0-1 Inter-Juve 1-2 Inter-Atalanta 3-4 ... Tutta colpa degli arbitri?!? 11 SCONFITTE tra cui diverse batoste. 43 GOL SUBITI. I NUMERI NON MENTONO MAI!!! Voi continuate pure a raccontarci le favole ... però noi non siamo stupidi.

lunedì 8 aprile 2013

OldStyle88


Sono diventato interista a otto anni, subito dopo i Mondiali di Italia ’90.  Mi sono innamorato all’istante, calcisticamente parlando di Matthaeus. Lui incarnava il prototipo del mio calciatore ideale: zero colpi di prestigio, o comunque subordinati alla giocata razionale, alla potenza, alla volontà, alla determinazione, al fatto di dare tutto in campo. 

Successivamente ho conosciuto e apprezzato altri giocatori come Bergomi e Ferri che erano all'Inter da sempre. Un altro era  Zenga, portiere formidabile che da ragazzino frequentava i Boys. Come non citare gli altri tedeschi, soprattutto quel Brehme che era un rullo compressore, simbolo di precisione e concretezza. Un Nicola Berti che ci metteva l'anima se non di più e proprio dopo mesi dopo il mio diventare tifoso. Ricordo al derby un suo gol allo scadere con successive prese in giro alla Sud durante la sua esultanza.

Non voglio dimenticare però nemmeno  Alessandro Bianchi, altro ragazzo che mi sembrava molto serio e magari riservato e che in campo era comunque affiatato con tutti gli altri. Negli anni successivi fino all'insediamento di Moratti nel marzo 1995, non ci furono troppe gioie, a parte le due vittorie in Coppa Uefa certamente prestigiose, ma che rappresentavano l’elemento di eccezionalità in mezzo a campionati deludenti. 

Sì, la squadra dell'altra parte di Milano aveva molte marce in più. Ma a me per quanto riguardava la serietà, l'attaccamento, e il rispecchiare l'essere Bauscia dell'interista, andava bene così. La rivalità contro Juve e Milan, anche quando la parabola discendente era arrivata al suo punto più basso, era sempre tenuta viva da quell'orgoglio nerazzurro che comunque si avvertiva perfettamente in ogni cosa, nonostante le difficoltà.






Poi arriva Moratti, accolto da me senza dubbio con gioia per il cognome altisonante e non solo dal sottoscritto, visto che Sandro Mazzola disse: è ora di tirare fuori le bandiere. Naturalmente però, da  scettico quale sono sempre stato già dalle scuole, prima volevo vedere che oltre a quell'orgoglio a cui mi riferivo, dovevano restare inalterati stile e atteggiamenti, e ovviamente qualche risultato migliore.

Un compito di sicuro non facile, però non gli ho detto io di comprare l'inter. In quegli anni ho visto perdere trofei incredibili. Ho visto il presidente spendere un quantitativo di soldi allucinante, atteggiamento di chi non sembra un imprenditore furbo e oculato. L’ho visto affidarsi senza la benché minima morale a allenatori come Lippi che fino a poco prima ci sputavano in faccia. 

Ha inoltre intrapreso rapporti commerciali con Milan e Juve, quella Juve la cui rivalità ormai non è più sul campo.  Non bastasse questo, avrebbe anche voluto in panca Fabio Capello e in società Luciano Moggi. Salvo poi non riuscirci e con l’esplosione di Calciopoli appellarsi all'onestà e a dei valori che già solo pensando a quei comportamenti, per me non ha mai avuto nemmeno alla scuola materna. 


Poi abbiamo vinto è vero: Coppe Italia, Supercoppe Italiane, Scudetti, la Champions, il Mondiale. E’ capitato, quando lui facendosi da parte, ha lasciato la gestione a qualcuno in grado di operare con una logica. In effetti dopo l’addio di Mourinho è  tornato prendere a pesci in faccia chiunque non la pensasse come lui. Tifosi compresi. Grottesco e immorale l'atteggiamento verso di noi, con scelte quali il privilegio dei turisti nella finale di Madrid cedendo molti biglietti a quella Jakala Group agenzia di viaggi della figlia di quell'altro inetto di Paolillo. Ha perfino permesso nel 2010 che le persone dormissero in strada pur di accaparrarsi un biglietto.





Ha scelto una maglia improponibile che è uno schiaffo alla tradizione della società Inter solo per fare un piacere ai suoi amici cinesi, scelta che in un periodo economico come questo è un'altra offesa a tutti:
-Alle aziende italiane: se vuol fare un nuovo stadio faccia lavorare le persone in Italia.
-All'economia italiana: dopo banche e aziende di interesse economico strategico vendute a stranieri per fare della fantomatica cassa, voleva fare entrare dei cinesi in società e ottenere la stessa cosa. 
-Alla tradizione interista: vuole un nuovo impianto senza aver interpellato nessuno, dimostrando di non saper valorizzare San Siro, un vero monumento del calcio. 
Infine ciliegina sulla torta: ha chiamato non so quanti juventini in società permettendogli di girare con i simboli della loro vera fede nonostante siano stipendiati dalla F.C. Internazionale Milano. Ora mi viene il dubbio: Non è che sotto sotto è gobbo anche lui? 

Ragione per la quale, io chiedo le sue dimissioni e dei suoi collaboratori, e si badi bene che non voglio (per i motivi sopra riportati) uno sceicco che compri in due minuti Messi, C. Ronaldo, Rooney etc etc. A me basta una persona, un manager, che operi con serietà e stile, capendo che si tratta di calcio e che quindi contano anche i tifosi (sarebbe da dire solo i tifosi) con le loro esigenze  che non solo quelle di alzare trofei, ma anche di assistere a un comportamento che ti faccia sentire orgoglioso della squadra per cui fai il tifo. Non voglio altro, se non, ripeto, le dimissioni in primis di questo presidente che tradisce il suo stesso sangue e poi di tutta la sua massa di gobbi e incompetenti che nulla hanno a che fare con l'Inter, e soprattutto con gli interisti.

domenica 7 aprile 2013

La voce (quella proprio originale e corrosiva) del tifoso

Claudio:

Abbiamo un presidente che:

1) ci sta regalando un presente imbarazzante.

2) ci sta rendendo una provinciale di lusso in prospettiva futura (acquisterà vecchi scarponi e giovani che non potrà tenere quando saranno campioni avendo messo il tetto agli ingaggi).

3) sta distruggendo anche la nostra tradizione, cacciando tutti i campioni che hanno scritto la storia, baciando Agnelli. Uno che su di noi ha espresso i seguenti concetti: "Inter prescritta", "Anche l'Inter telefonava", "Facchetti come Moggi".

MORATTI VAI VIA! SEI INDEGNO COME PRESIDENTE DELL'INTER!



Cristiano:

Ho conosciuto un fumatore che dopo la morte di un caro parente per tumore ha continuato a fumare.

Ho conosciuto un drogato che nonostante l'overdose precedente ha continuato a farsi di eroina.

Ho conosciuto un alcolista che anche se ha rischiato un incidente mortale in macchina ha continuato a bere.

MA MAI AVEVO VISTO UN ALLENATORE PUNTARE INSISTENTEMENTE SU GARGANO, CASSANO E PEREIRA ... SCHIERARE TRE MORTI IN CAMPO, SPERANDO CHE RIESCANO A  CORRERE, E’ DA PAZZI!!! STRAMACCIONI VATTENE!!!!


Rosario:

Sia chiaro: non è la sfiga a aver azzoppato Palacio. Oltre ad un'area medica totalmente fuori controllo da anni, che falcidia piuttosto che curare, bisogna specificare che un attacco anemico numericamente da fine gennaio ha fatto sì che El Trenza fosse l'unica scelta obbligata dopo l'infortunio di Milito. Risultato: tutte le partite a spaccarsi il culo su tutto il fronte d'attacco. Finendo così per sovraccaricare i muscoli. A trentuno anni non è propriamente l'ideale.




Giuseppe:

… stavo guardando su You Tube un video di Duncan. Questo ragazzo poteva essere l'uomo in più a centrocampo in questo momento: forte fisicamente, tecnicamente valido e corre per tre. Invece no, hanno preferito andare avanti con Gargamella che sembra un giocatore di rugby e con Cambiasso che corre meno di mio nonno ..... e meno male che quell'instabile umorale di Intervistatti non perde occasione per affermare  che il nostro futuro è rappresentato dai giovani. Mentre secondo me il suo futuro è continuare a farsi perculare da queste sanguisughe argentine che mettono il becco su tutto ….

giovedì 4 aprile 2013

Genova per noi



Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così dopo aver visto la nostra amata Inter soccombere in casa  contro la Juve e Moratti abbracciare Agnelli (ma ti sembrava il caso presidente???), siamo andati a Genova.

Ognuno a modo suo: chi di fatto e chi con la mente. Si doveva recuperare il match di campionato contro la Sampdoria, annullato qualche settimana fa a causa di un allarme meteo poco rassicurante.

La partita era velata di stranezze vuoi per l’orario da aperitivo e la curiosa concomitanza con i quarti di Champions League, vuoi per la classifica diventata certamente deludente e preoccupante, vuoi per gli strascichi emotivi che aveva lasciato la sconfitta nel derby d’Italia sul campo e fuori.

Era comunque l’occasione per vedere all’opera il loro puntero argentino Icardi in procinto di sbarcare in quel di Appiano (così sembra dalle voci di mercato) e di verificare il nostro stato delle cose, cioè se la nostra barca fosse affondata del tutto.

Bene, mi è sembrato che a livello di manovra si fosse alle solite. Per lunghi tratti di incontro non siamo stati buoni di  fare tre passaggi di fila, Jonathan ruzzolava, Gargano svirgolava, Cassano occupava la sua mattonella di competenza.

Però complice  qualche buona anzi ottima prestazione individuale alla fine si è vinto. Sto parlando di quelle di Samir, di un ritrovato Juan Jesus, del ragazzo Kovacic e di Palacio, per l’ennesima volta l’eroe della patria.

A proposito di quest’ultimo gli va fatto un plauso oltre che per i suoi gol, che attualmente rappresentano la nostra unica ancora di salvezza, anche  per la sua professionalità e per la sua capacità di non lasciarsi andare alle solite interviste con proclami sempre delusi, tipo quelle rilasciate dal presidente, dal mister e da capitan record. Bravo veramente: il silenzio in genere è dei forti nei momenti critici.




Invece rispetto all’attaccante sampdoriano oggetto del desiderio dei nostri dirigenti, devo dire che mi auguro fortemente che non sia quello visto all’opera ieri sera all’imbrunire, altrimenti il rischio di avere nella nostra rosa un nuovo Alvarez in versione centravanti sarebbe fortissimo e francamente che la provvidenza ce ne scampi. Perché non siamo nella condizione di poter effettuare scelte tecniche sbagliate nella prossima campagna acquisti.

Quindi tirando le somme dopo aver visto Genova, torniamo a casa avendo bevuto il classico brodino. Dopo aver assistito agli ennesimi ribaltamenti tattici di Strama, dopo essere stati spettatori di un calcio compassato e provinciale. Spettacolo che purtroppo ha ben poco in comune rispetto a quello offerto da altri in Europa.

Mettiamo tre punti sofferti in cascina, sempre con quell’espressione un po’ così alla Paolo Conte. E come nel famoso brano del cantautore di Asti lasciamo la città della Lanterna con un retrogusto amaro anche perché consapevoli che vittorie come queste in tempi come questi sono figlie della logica del risultato costi quel che costi.

Vale a dire buone per essere considerate al momento meglio del classico calcio nel sedere, pessime se terminato un ciclo memorabile si deve ripartire.

martedì 2 aprile 2013

La voce (sempre più inferocita) del tifoso


Cristiano:

Adesso che sono davanti al pc e non al cellulare posso commentare la partita di sabato. I miei occhi erano puntati continuamente su Stramaalox. Posso dire che sembrava un bamboccio: fermo sulla linea dell'area della panchina, mentre Conte ha fatto 90 minuti di show richiamando i giocatori, l'attenzione degli arbitri, guardalinee e giudici di linea. Lui nulla, un coglione sulla linea di bordo campo, l'unica cosa che faceva era cambiare continuamente la posizione del povero Alvarez che da sabato non mi sento più nemmeno di criticare. Invece Cassano che era un morto vivente e ha sbagliato ogni movimento non l'ha richiamato mezza volta. Poi il disastro l'ha compiuto con l'ingresso di Rocchi. L'ha piazzato a centrocampo allo scopo di rincorrere gli avversari. Una mossa geniale visto che il nonno in famiglia aveva appena tolto il catetere prima di giocare. Poi c’è Guarin che è un procuratore di ulcera. Infine Pereira risulta uno stimolante per l'assunzione di ansiolitici, ogni volta che ha la palla nei piedi hai paura che la perda ...


Mario:

Continua il progetto giovani! Prossima cessione: Duncan ..destinazione Samp o Chievo ... Beh mi sono davvero rotto i maroni di questa società di pezzenti ... sono dei falliti senza dignità…  pensano soltanto ai loro sporchi interessi ... a partire da Stravecchioni: un trentacinquenne che si pettina con la crestra, cioè come un bimbominkia delle medie.






Andrea:

Chivi e Stankovic ancora infortunati. Insieme percepiscono un ingaggio di quasi 6 milioni netti, a lordo quindi sono circa 12 … Però come sapete solo gli stipendi dei brasiliani e degli olandesi pesavano a bilancio ....

Manuel:

Ricordatevi queste parole: 
Se la Juve ha rialzato la testa è solo merito di Moratti.
Se schifiamo una nazionale piena di gobbi e bbilanelli è sempre e solo grazie al presidente.
Se passeremo i prossimi quindici anni a guardare altri vincere, mentre noi ci rovineremo in fegato è per opera sua.
Facciamo un applauso anche ai luminari del Fair Play Finanziario Paolillo e Fassone. Ci hanno lasciati con un rosso di bilancio che al momento è valutato circa 70 mil. (a fine anno chissà) e con una squadra di scappati di casa. D'altronde fino a quando c'è gente che sbava di fronte al padrone abbraccia-rubbentini e va allo stadio, ci meritiamo tutto questo.
E da adesso in poi ogni anno è quello buono per andare in B. 



lunedì 1 aprile 2013

Così Parlò Fulvio Il Vikingo


Ho appena visto in televisione un servizio alla Pinetina … a questo punto mi chiedo: ma ci sono ancora dei mongoloidi che fanno la foto insieme a Mr.Bean o chiedono l'autografo al damerino?!? Allora fa bene il petroliere demente a confermarli e puntare a un sesto/ottavo posto pure l'anno prossimo...



martedì 26 marzo 2013

Da F(acchetti) a F(assone) ... che roba brutta



La faccenda della foto di Fassone ha fatto alterare parecchi tifosi. D’altronde vedere l’attuale Direttore Generale dell’Inter, mentre mostra con un sorriso a ventiquattro carati una t-shirt bianca con impressa una scritta a dir poco indegna nei nostri confronti, non poteva che suscitare una reazione forte. Lo capisco e lo condivido, trovo naturale incazzarsi per certe cose.

Più passa il tempo e più si fa una fatica boia a identificarsi con una società che non si fa scrupolo alcuno di assumere un gobbo fatto e finito. Mentre dei personaggi  ultranerazzurri come Zenga, Matthaus e altri sono sempre stati sistematicamente ignorati da Moratti e dal suo ineffabile comitato strategico. Come se adesso avere un glorioso trascorso interista alle spalle, rappresentasse un difetto piuttosto che una risorsa importante. E accidenti a me, che ho sempre pensato che il passato spiega agli altri chi sei e da dove vieni.

Evidentemente il presidente e altri la ragionano diversamente. Per esempio quando per sostituire Pea allenatore della nostra primavera, si è trattato di scegliere tra Devis Mangia, tecnico emergente di provata fede nerazzurra, che allenava con ottimi risultati i ragazzi del Varese, e Andrea Stramaccioni allora tecnico dei giovani della Roma; sappiamo tutti come è andata a finire. Naturalmente hanno scelto il giallorosso. 

Succede poi che quando leggo lo sterminato e diversamente  razionale organigramma della nostra società, non posso esimermi dal domandarmi: ma in ruoli di una certa importanza di interista purosangue chi sarebbe rimasto? In altre parole chi sono quelli che avrebbero raccolto l’eredità dei vari Facchetti, di Peppino e Oriali?  




Sarebbe forse il padrone del vapore che ai primi di marzo rilascia la seguente dichiarazione a Tuttosport: Ho definito Andrea un un giovin signore? Non voglio far polemica con lui. Gli voglio bene, è giovine, è signore ed è bravo? Ho capito bene? Uno che voleva farci revocare lo scudetto, che ha detto quello che ha detto su Facchetti, sarebbe un signore e sarebbe anche bravo? Ma quando è successo che il figlio del mai troppo compianto Angelo  si è portato via da solo?

Oppure sarebbe la moglie Milly, il cosiddetto direttore artistico della società? Una che tutte le volte che è inquadrata allo stadio distribuisce tanti sbadigli a destra e manca, che nemmeno i chicchi di riso durante un matrimonio sono equiparabili a livello di quantità? Inoltre qualcuno può spiegarmi, che cosa fa e a cosa serve un direttore artistico all’interno di uno dei football club più blasonati e vincenti al mondo?

Del figlio Angelo Mario detto Mao cosa dire? Che si è messo in combutta con i bianconeri per una poltrona in Lega Calcio e che è stato sonoramente trombato? Anche qui, c’era bisogno di allearsi con quegli ignobili? Una società come la nostra non è in grado di esprimere una candidatura propria, perché bisogna sempre accodarsi o allo Zio Fester o a Monociglio? Qualcuno potrebbe spiegarcelo per piacere?




Magari potrebbe essere Branca? Chi quello che in una resa dei conti, ha chiesto e ottenuto la testa di Lele Oriali? Mmm … credo proprio di no.

Sullo zebrato dallo sguardo da psicopatico ci siamo dilungati abbastanza, quindi passerei oltre. E passando oltre si scopre che sono stati assunti anche Giorgio Ricci, ex addetto marketing e sponsorizzazione della Juventus e Edwin Leusink che organizza viaggi e trasferte per le unità aziendali che ha ricoperto lo stesso compito presso la Rubbe.

Insomma attualmente nessun interista riveste un ruolo strategico in società, in grado di influire sulle scelte che si dovranno fare nei prossimi anni. In pratica stentiamo nel  presente e nelle prospettive a livello di squadra. Come se non bastasse questo, stanno svanendo anche le nostre radici e i valori che ci hanno sempre contraddistinto. 

Ho sempre pensato che noi eravamo diversi e proprio grazie a questo facilmente riconoscibili. Ma se si perde la memoria di quello che siamo stati, come possiamo ricominciare a progettare il domani? Tra qualche giorno a San Siro giusto è in calendario Inter-Juve. In tribuna autorità noi potremmo vantarci di avere più juventini di loro a assistere alla partita. 

Ora a me fa semplicemente ribrezzo questo stato di cose, e credo siano in molti a condividere le mie sensazioni. Invece a Moratti e compagnia cantante sembrerebbe di no. Per cui ne deduco che se  lui non vuole o non è  in grado di preservare il nostro Dna, che ci faccia il sacrosanto piacere di farsi da parte in favore di qualcuno che abbia a cuore l’Inter come l’abbiamo noi. Che la viva con la nostra stessa intensità e che la possa preservare da contaminazioni vergognose, come quelle attuali. 

Dato che chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro. E visto e considerato che io posso anche sopportare un presidente incompetente e colpito da improvvisa indigenza, ma non uno che ci porta via l'idea della nostra essenza, allora piuttosto che proseguire con questo andazzo: vendila, per favore, vendila.

sabato 23 marzo 2013

La voce (alquanto esterrefatta) del tifoso



Andrea:

Il nostro direttore generale è un gobbo che si è fatto fotografare tutto sorridente con una maglia con la seguente scritta: meglio un anno senza tituli, che una vita da riduculi.  Voltagabbanatti, va bene che sei gobbo anche tu (almeno secondo me, poi altri pensano che tu stia facendo di tutto per sembrarlo), ma un po' di vergogna non la provi quando pensi a tuo padre, a Cipe e a Peppino?

Silvano:

Ma poi non è possibile ... ma ha la cravatta dei gobbi .... MORATIIIII ... chi assumi???? Per me questa maglietta sbandierata è peggio del lancio della nostra casacca di Balotelli ...

Maria Stefania: 

Da sottolineare che lo stronzo in foto, alla Juve si limitava alla vendita dei biglietti, mentre da noi fa il direttore generale. Ma d'altronde se Milly Moratti all'Inter ricopre il ruolo di direttore artistico, è comprensibile che uno che prima lavorava al botteghino sia ora diventato un dirigente importante.







Rosario:

Se andate a leggere l'organigramma, scoprirete che la terza carica della società, è quella del Direttore Artistico ovvero Milly Moratti! Ecco, la cosa di per se stessa, è esaustiva della merda in cui siamo in questo momento e spiega tutto e anche di più! Cosa significa il ruolo di direttore artistico in una squadra professionista di calcio???  Ma scherziamo? Per tacere di colei che occupa questo ruolo! Una nullafacente sin dalla nascita, che ha trovato un suo scopo grazie alla gestione nepotistica e imbelle di uno dei club più importanti al mondo! Poi, chi lo volesse, vada a spulciare il bilancio e vi accorgerete delle voci più assurde per ciò che concerne il costo del personale!!! CHE SCHIFO!!!

Luca & Andrea:

-L. Ma avete letto l'organigramma sul nuovo sito dell'Inter? C'è scritto Direttore Artistico: Milly Moratti, ma cosa vuol dire?
-A. Direttore Artistico, scopro essere, colui/colei che fa parte del mondo dello spettacolo e che ha il compito di curare, coordinare, organizzare progetti, e eventi di spettacolo come concerti, festival, stagioni musicali, programmi televisivi, film e musical. Ma dico stiamo scherzando???







giovedì 21 marzo 2013

Ciao Pietro

Un saluto a un campione unico e inimitabile, differente anche perché interista. Ciao Pietro ovunque ti possa trovare, spero tanto che non smetterai di correre mai .... 



Lothar ancora Lothar!



Lothar Matthaus è originario della Baviera, precisamente di Erlangen. E' stato uno dei nostri magnifici panzer. Talento pazzesco in tutti i sensi, ha trascorso la sua esistenza come una rockstar. Solo che al posto della Gibson Les Paul Standard di Jimmy Page, incantava i suoi tifosi con il pallone, il distinguo era tutto qui. Con lui donne e goal sono sempre andati di pari passo. A salvargli una carriera luminosa e lunghissima, a differenza di George Best, è stato il suo fisico bestiale. Grazie al quale ha potuto permettersi di attraversare gli anni e gli eccessi senza particolari contraccolpi.

Bulimico nella quotidianità, come lo era sul prato verde. La sua carica agonistica trovava e trova rarissimi paragoni al mondo. Lo ricordo in ritiro qui a Varese non ci stava a perdere nemmeno durante le partitelle. Di lui Maradona ha detto: E’ il più grande avversario mai incontrato” una considerazione eloquente che spiega la qualità immensa di questo tedesco.

Certo attualmente è al quarto divorzio e progetta il quinto matrimonio. Quindi in qualche misura il suo portafoglio ne avrà pur risentito. Però penso che Lothar sia uno di quelli che in vita sua, non si sia proprio fatto mancare niente. In perfetta simbiosi con la sua essenza di calciatore: attaccava, difendeva, sbuffava, urlava, incoraggiava. Anche con il Trap prima ci litigava e poi lo abbracciava. 

Lui in campo era ovunque, il primo dei numeri dieci a giocare in cinquanta metri grosso modo. In pratica è stato il primo dei tuttocampisti. Fosse in attività adesso, state pur tranquilli che uno come Iniesta lo avrebbe sverniciato alla grande. A volte nel momento in cui ripartiva l’azione lo vedevi più arretrato di Matteoli e poi in una frazione ridottissima, tipo una folata di vento, lo ritrovavi al limite dell’area per tentare la conclusione o per servire un assist.

Di carattere socievole era franco e leale come il suo sorriso. Perché si divertiva e ci divertiva. Al mister chiedeva di praticare un gioko più akkressivo secondo la sua parlata crucca. Dopo la magnifica impresa realizzata contro l’Aston Villa, lui disse “per fare una grande vittoria, c’è stato bisogno di un grande casino tra di noi”. Coraggioso come pochi era altrettanto schietto, non faceva sconti a nessuno, tanto meno ai giornalisti.





Quando la sua prestazione non era al livello dei suoi standard abituali, di certo non si nascondeva dietro a un dito, ammetteva di aver giocato male e si scusava. Difficile oggi giorno trovarne uno così, è sempre colpa di altro o di altri in linea di massima, se si cicca la partita. Ancora adesso è ancora il più forte che abbia mai visto giostrare lì in mezzo.

Arrivato Sneijder all’Inter molti amici lo accostavano al tedesco. Tuttavia senza nulla togliere a Wesley, datemi retta non c’è proprio partita a livello di personalità, mezzi tecnici, visione tattica e potenza. Visto che il raffronto è tra un grande giocatore e un fuoriclasse assoluto. Ricordo il suo infortunio a San Siro contro Parma, che di fatto ha sancito la fine della sua avventura in nerazzurro. E per dirla tutta in quel momento diciamo che se mi avessero dato una coltellata mi sarei sentita meglio.

Allora la nostra società non aveva creduto che lui potesse recuperare dalla rottura dei legamenti del ginocchio. Invece a dispetto di tutti e tutto la sua carriera è proseguita con risultati di tutto rispetto. Ricordo la finale persa dal Bayern contro il Man Red di Ferguson, Lothar era stato il migliore in campo alla faccia della sua veneranda età.

Poi quel povero disgraziato (Hitzfeld) che era in panca per i bavaresi ha ben pensato di toglierlo a pochi minuti dallo scadere. Ricordo il disappunto con cui aveva lasciato il campo. Ne aveva tutte le ragioni, infatti hanno preso due gol da Solskjaer, perché colui  che lo ha sostituito (Fink) si è fatto infinocchiare due volte su due dal norvegese. Così hanno gettato alle ortiche una Champions già vinta.






Mi era sinceramente dispiaciuto quella volta per l'uomo e per il campione. Perché è uno di quelli che calcisticamente io e i miei amici abbiamo amato alla follia. E siamo davvero contenti che nemmeno lui ci abbia dimenticato. Nella sua ultima intervista televisiva in Italia per l’ennesima volta ha manifestato il suo affetto enorme per i nostri colori: Sono ancora tifoso dell’Inter, a Milano ho trascorso anni fantastici. Seguo sempre le gare dell’Inter e spero sempre il meglio per il futuro della squadra nerazzurra.

E’ rimasto un cuore nerazzuro, uno di noi: So tutto dell'Inter. E' la mia squadra, lo sarà per sempre. E' una questione affettiva difficile da spiegare. Quando la vedo giocare dentro di me è un tumulto di emozioni. E' rimasto tale e quale, la stessa persona che quando si era ragazzi andavamo a incoraggiare e applaudire. Darei anni della mia vita per rivederne uno uguale in tutto e per tutto con la nostra maglia. Oggi è il suo compleanno. Auguri Lothar, ti voglio bene.