martedì 26 marzo 2013

Da F(acchetti) a F(assone) ... che roba brutta



La faccenda della foto di Fassone ha fatto alterare parecchi tifosi. D’altronde vedere l’attuale Direttore Generale dell’Inter, mentre mostra con un sorriso a ventiquattro carati una t-shirt bianca con impressa una scritta a dir poco indegna nei nostri confronti, non poteva che suscitare una reazione forte. Lo capisco e lo condivido, trovo naturale incazzarsi per certe cose.

Più passa il tempo e più si fa una fatica boia a identificarsi con una società che non si fa scrupolo alcuno di assumere un gobbo fatto e finito. Mentre dei personaggi  ultranerazzurri come Zenga, Matthaus e altri sono sempre stati sistematicamente ignorati da Moratti e dal suo ineffabile comitato strategico. Come se adesso avere un glorioso trascorso interista alle spalle, rappresentasse un difetto piuttosto che una risorsa importante. E accidenti a me, che ho sempre pensato che il passato spiega agli altri chi sei e da dove vieni.

Evidentemente il presidente e altri la ragionano diversamente. Per esempio quando per sostituire Pea allenatore della nostra primavera, si è trattato di scegliere tra Devis Mangia, tecnico emergente di provata fede nerazzurra, che allenava con ottimi risultati i ragazzi del Varese, e Andrea Stramaccioni allora tecnico dei giovani della Roma; sappiamo tutti come è andata a finire. Naturalmente hanno scelto il giallorosso. 

Succede poi che quando leggo lo sterminato e diversamente  razionale organigramma della nostra società, non posso esimermi dal domandarmi: ma in ruoli di una certa importanza di interista purosangue chi sarebbe rimasto? In altre parole chi sono quelli che avrebbero raccolto l’eredità dei vari Facchetti, di Peppino e Oriali?  




Sarebbe forse il padrone del vapore che ai primi di marzo rilascia la seguente dichiarazione a Tuttosport: Ho definito Andrea un un giovin signore? Non voglio far polemica con lui. Gli voglio bene, è giovine, è signore ed è bravo? Ho capito bene? Uno che voleva farci revocare lo scudetto, che ha detto quello che ha detto su Facchetti, sarebbe un signore e sarebbe anche bravo? Ma quando è successo che il figlio del mai troppo compianto Angelo  si è portato via da solo?

Oppure sarebbe la moglie Milly, il cosiddetto direttore artistico della società? Una che tutte le volte che è inquadrata allo stadio distribuisce tanti sbadigli a destra e manca, che nemmeno i chicchi di riso durante un matrimonio sono equiparabili a livello di quantità? Inoltre qualcuno può spiegarmi, che cosa fa e a cosa serve un direttore artistico all’interno di uno dei football club più blasonati e vincenti al mondo?

Del figlio Angelo Mario detto Mao cosa dire? Che si è messo in combutta con i bianconeri per una poltrona in Lega Calcio e che è stato sonoramente trombato? Anche qui, c’era bisogno di allearsi con quegli ignobili? Una società come la nostra non è in grado di esprimere una candidatura propria, perché bisogna sempre accodarsi o allo Zio Fester o a Monociglio? Qualcuno potrebbe spiegarcelo per piacere?




Magari potrebbe essere Branca? Chi quello che in una resa dei conti, ha chiesto e ottenuto la testa di Lele Oriali? Mmm … credo proprio di no.

Sullo zebrato dallo sguardo da psicopatico ci siamo dilungati abbastanza, quindi passerei oltre. E passando oltre si scopre che sono stati assunti anche Giorgio Ricci, ex addetto marketing e sponsorizzazione della Juventus e Edwin Leusink che organizza viaggi e trasferte per le unità aziendali che ha ricoperto lo stesso compito presso la Rubbe.

Insomma attualmente nessun interista riveste un ruolo strategico in società, in grado di influire sulle scelte che si dovranno fare nei prossimi anni. In pratica stentiamo nel  presente e nelle prospettive a livello di squadra. Come se non bastasse questo, stanno svanendo anche le nostre radici e i valori che ci hanno sempre contraddistinto. 

Ho sempre pensato che noi eravamo diversi e proprio grazie a questo facilmente riconoscibili. Ma se si perde la memoria di quello che siamo stati, come possiamo ricominciare a progettare il domani? Tra qualche giorno a San Siro giusto è in calendario Inter-Juve. In tribuna autorità noi potremmo vantarci di avere più juventini di loro a assistere alla partita. 

Ora a me fa semplicemente ribrezzo questo stato di cose, e credo siano in molti a condividere le mie sensazioni. Invece a Moratti e compagnia cantante sembrerebbe di no. Per cui ne deduco che se  lui non vuole o non è  in grado di preservare il nostro Dna, che ci faccia il sacrosanto piacere di farsi da parte in favore di qualcuno che abbia a cuore l’Inter come l’abbiamo noi. Che la viva con la nostra stessa intensità e che la possa preservare da contaminazioni vergognose, come quelle attuali. 

Dato che chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro. E visto e considerato che io posso anche sopportare un presidente incompetente e colpito da improvvisa indigenza, ma non uno che ci porta via l'idea della nostra essenza, allora piuttosto che proseguire con questo andazzo: vendila, per favore, vendila.