sabato 9 marzo 2013

Andate a Lavorare


Come da titolo, la mia esortazione è presto motivata. Dopo aver assistito alla  sgambata dei nostri ragazzi in quel di Londra, a fronte di guadagni spropositati rispetto alle numerose performance stagionali imbarazzanti, trovo moralmente ineccepibile che gli eroi in casacca neroblu (oddio anche se ieri giocavano con il pigiama da gabibbo) provassero almeno una volta in vita loro cosa significa sudare le mani per davvero.

L'altra sera l’unico a guadagnarsi la pagnotta, l’unico a onorare la maglia con i fatti e non con le solite dichiarazioni di cartapesta, è stato il portierone Samir Handanovic, cosa che ultimamente succede troppo spesso e sta diventando una consuetudine decisamente fastidiosa per i miei gusti. Riguardo agli altri, io direi non pervenuti, dovendo forzare un giudizio si parla quindi di livello zero se non sottozero. Per il resto sposo in pieno la tesi del Mirror "la prestazione dell'Inter è stata totalmente indegna della leggendaria maglia nerazzurra e probabilmente è per questo che i giocatori erano vestiti di rosso..." 

E mentre a White Hart Lane l’Inter offre uno spettacolo indecoroso ai suoi tifosi e a quelli avversari, il mio amico e interista sfegatato Giuseppe (uno che appena può percorre mille chilometri avanti e indietro per essere a San Siro) si trova suo malgrado a partecipare al presidio della Bridgestone di Bari, visto che i capoccia della multinazionale hanno deciso di chiudere lo stabilimento pugliese entro il 2014.

Con il rischio concreto che circa mille famiglie si possano trovare con il culo per terra. E in un territorio dove le problematiche occupazionali sono all’ordine del giorno, mi sembra che le prospettive per le persone coinvolte siano davvero pesanti.




Questa è un’azienda in cui si producono pneumatici. Per esperienza diretta so benissimo che se hai a che fare con la lavorazione della gomma, le mansioni svolte nei reparti non sono propriamente per signorine. Anzi si tratta di professioni dove la parola sacrificio trova ancora la sua piena realizzazione.

Decisamente curioso che nello stesso preciso momento, da una parte ci sia stato chi  ha lottato per difendere il diritto alla fatica davanti ai cancelli di una fabbrica in Italia, mentre dall'altra invece ci sia stato chi ha fatto poco o nulla per sforzarsi in campo in Inghilterra. Siamo così all'assurdo che chi guadagna poco lotta con le unghie e con i denti per preservare la dignità sua e quella della propri cari.

Al contrario di chi guadagna troppo, forte della bacheca e della pancia piena se ne frega. Tanto siamo noi a perderci il sonno, mentre qualcuno che sbagliava passaggi di due metri contro il Tottenham rideva. Poi che cosa rideva a fare lo sa solo lui ... vero Cambiasso? 

Ho citato la situazione del mio amico che è solo un esempio dello stato in cui purtroppo si ritrovano molti altri tifosi. Che certamente riguardava anche qualcuno in cassa integrazione che spaccando metaforicamente il salvadanaio ha comunque deciso di farsi la trasferta per non far mancare il proprio supporto, il proprio incoraggiamento. Ecco così spiegato per filo e per segno il mio invito iniziale ai giocatori, che naturalmente è esteso allo staff tecnico e alla società tutta. 

Vorrei inoltre che riflettessero sul concetto che mi ha appena espresso Alessandro, interista sardo e in quanto tale testardo e mai domo “ Io quasi mai arrivo a novecento euro mensili, come me tanti, c'è gente che non ha neppure quelli ... però ci do dentro, perché sono pagato per dare il meglio ... mentre loro? Loro hanno agi di ogni genere, si lamentano se non hanno l'aumento a fine anno, fanno i viziati rifiutando cessioni o prestiti ... se fossero coerenti, dovrebbero presentarsi in sede e rifiutare 2-3-4 mensilità con doverose scuse ... tanto, poveri non lo saranno mai ... a loro il mutuo viene dato senza neppure firmare ...” 

Infine ricordo che al termine della partita ho spento il televisore, perché non avevo certo voglia di sentire le penose giustificazioni di dieci pecore brulicanti per novanta minuti e oltre. Ho piuttosto pensato al paradosso di questa  situazione schizofrenica simbolo di un paese e di una squadra che non funzionano. Dove due mondi opposti e paralleli si guardano senza incrociarsi mai, dove  tutto è  completamente ribaltato e il buon senso è andato definitivamente a farsi friggere. Dove le mani nere dei lavoratori rappresentano il preoccupante contraltare alle facce distese dei bambocci milionari.

Allora non ho trovato niente di meglio che stapparmi una birra, accendere lo stereo e mettere a palla la play-list di Fabri Fibra:
.. tutti quanti seguitemi, seguitemi, seguitemi …
Non mi passa il mal di stomaco,
Certi fatti mi danno il vomito …

E per Giuseppe e per quelli come  lui  che vivono momenti  estremamente difficili, solo due parole: non mollate.