martedì 11 marzo 2014

Tradizione e suggestione


Quello che ti appartiene, ti resta dentro. Così una bella coreo stile anni '80 viene esposta domenica pomeriggio in occasione del compleanno di tutti gli interisti, cioè il 9 marzo. Lo spettacolo è uguale nei colori e nelle sensazioni a quello delle notti di Coppa. Quando a San Siro non c'era la copertura. Non esisteva nemmeno l'orrendo terzo anello e il manto erboso del campo era perfetto. 

Ricordo entravamo parecchio tempo prima della partita. Eppure l'attesa scorreva velocissima fino al fischio di inizio. Si accedeva all'interno dello stadio anche attraverso espedienti che adesso verrebbero giudicati poco ortodossi, ma che all'epoca destavano ammirazione e meraviglia. 




C'era chi correva dietro all'autoambulanza non appena si spalancava il cancellone per farla passare. Chi scavalcava la cinta in metallo in gruppo tenendosi per mano. Chi si arrampicava sulle rampe. Chi scavalcava di notte e si imboscava nei posti più impensabili. 

E siccome i soldi il più delle volte scarseggiavano si faceva la colletta tra amici per comprare anche solo una bottiglietta di acqua. Si divideva tutto tra di noi: birra, panini, sigaretta. E spesso ci facevano comodo anche le sporte di plastica da sistemarci ai piedi. Perché in caso di pioggia battente, non era il caso di stare ore e ore con i piedi zuppi.




Ora i tempi sono cambiati e non sono peggiori o migliori. Ma sono semplicemente differenti. E' l'epoca dei social, della play e della pay-tv. Dove il reale e il virtuale del tifo a volte si sovrappone, a volte si confonde. 

Però una cosa per fortuna è rimasta inalterata a dispetto del passaggio delle generazioni. E' l'entusiasmo di chi ogni volta sale i gradini interminabili per accedere al secondo verde. Alla fine la gioia nel lanciare un rotolo di carta igenica, o i ritagli di giornale è sempre la stessa. Si continua a fare casino con poco, a divertirsi e suppportare i colori in maniera semplice e spontanea.

E' stato un momento davvero toccante per me. Il simbolo di tutti quelli che sono stati e di tutti quelli che ora vanno in curva. Gli anni si susseguono, comunque la nostra indole romantica rimane integra. Del resto bisogna pur avere una passione nella vita e per questo andiamo avanti. 


p.s. Tosel evapora come preferisci: mettiti un sasso al collo, buttati da una rupe oppure gioca alla roulette russa... però vedi di sparire perché ci hai scartavetrato i maroni in maniera definitiva.