Dopo aver letto la testimonianza diretta dell’amico
OldStyle, riguardante l’effettiva possibilità di approfittare delle varie
promozioni offerte in questa campagna abbonamenti, mi sono venute in mente una serie di considerazioni sparse, di cui intendo rendervi partecipi.
1)Comincio con il dire che sul
sito dell’Inter è stata posta in bella evidenza con tanto di carattere in
grassetto la definizione di Interista Doc. Apro subito una parentesi, visto che se disgraziatamente un tifoso perde in questo
periodo di crisi il lavoro, succede che tutto in un colpo diventi cornuto e mazziato, perché mi sembra ovvio che se uno si ritrova a avere problemi grossi di portafoglio, difficilmente può sottoscrivere di nuovo l’abbonamento. Così oltre alla sventura di
perdere la propria fonte di sostentamento, il malcapitato si vede oltretutto privato della patente di
tifoso interista. Visto che la nostra solerte società in pratica è come se gli dicesse: “Non ti tesseri? Cazzi tuoi, non sei più un tifoso doc …” Il tutto succede, alla faccia
della presunta attenzione verso il sociale sbandierata ai quattro venti. Chiuso
l’inciso, mi pongo un'altra questione. Allora ci voleva un genio del marketing e
della comunicazione per specificare con il giusto risalto, che per poter
usufruire delle promozioni per abbonati era indispensabile possedere la tessera siamo noi?
2)La
signorina in negozio, ovvero colei che si faceva gli autoscatti invece di dar retta ai miei soci (sticavoli che professionalità, ma dove le troveranno?), non poteva utilizzare con maggior profitto il suo smartphone per fare una foto all’amico che doveva sottoscrivere la
tessera del tifoso e caricarla con Istantgram o anche con il bluethooth? Anche
qui serviva un’intelligenza fuori dalla norma per arrivarci? Inoltre secondo lei
la gente che ha un'occupazione, ha il buon tempo di andare avanti e indietro tutti i giorni,
impiegando un’ora e mezza, chiedere permessi etc etc? Perché ora non è che se lei può cazzeggiare mentre dovrebbe dedicarsi alla professione per cui è retribuita, ora la stessa cosa possa farla tutto il resto dell’umanità
3)Al Bayern Monaco, al Manchester United, al Real Madrid o al Barcellona questi due
tifosi sarebbero stati trattati nello stesso modo? Penso proprio di no, perché nelle
società davvero top, il supporter è sacro e viene considerato con il dovuto
rispetto, e il loro front office è lo specchio di tutto questo.
4)E
se quelli delle alte sfere, hanno questa scarsa attenzione nei confronti del mio socio, allora
figurarsi per la maggior parte degli altri. Cioè sto parlando di uno che oltre a essere presente fisso San Siro, ha
supportato la squadra in tutte le trasferte possibili e immaginabili, dato che
è partito al seguito dell’Inter in agosto 2012 a Spalato e ha terminato a
maggio 2013 a Napoli. Meno male che l’Inter è dei tifosi, a dare retta al presidente, chissà se non lo fosse stata.
Poi certo capisco che dal momento in
cui la maglia più venduta finora è quella di Icardi, mentre al Bayern (scusate
se faccio sempre lo stesso esempio, ma il modello di riferimento nel mondo, sia
a livello agonistico che a livello economico sono i bavaresi) quella di Ribery,
che avvenente non è di certo, è sempre in auge, ci troviamo di fronte a una
situazione particolare rapportata a altri club.
Perché se le dinamiche di una parte
consistente degli interisti subiscono una deriva malsana verso il tronismo o
verso il fenomeno groupies adoranti di una pop band ne consegue, che i nostri
dirigenti ritengano che noi si possa sopportare di tutto, un po’ come i fans
subiscono imperterriti tutte le bizze e le stravaganze della rock star di turno. Bene,
a mio parere si sbagliano e anche di parecchio. Il calcio è unico anche nel
determinare le sue sentenze. Alla fine sarà il campo a parlare come sempre.
E come sempre quello che accadrà lì,
sarà semplicemente l’emanazione diretta di tutto quello che è avvenuto alle
spalle, tesseramento della prossima stagione compreso. Ne deduco quindi che come
ultimamente accade, non siamo partiti benissimo. Una volta tanto, i propositi
erano anche lodevoli, peccato che al solito la loro realizzazione sia
stata superficiale e approssimativa. Mia nonna avrebbe parlato di cose fatte alla carlona. Quando invece le grandi imprese nascono anche da questi particolari,
Mourinho parlava spesso di attenzione ai dettagli, spiace davvero che tutti i
suoi insegnamenti, appena partito lui,
siano stati totalmente dimenticati.
