venerdì 28 dicembre 2012

Chi infierisce e chi tace

Oggi Andrea Ranocchia è stato squalificato per due giornate di campionato. Oltretutto, come se non bastasse, dovrà pagare una multa di dieci mila euro. Il motivo apparente di questa sentenza sembrerebbe dovuto a delle frasi improprie pronunciate dal giocatore nel fine partita di Inter-Genoa.
Perlomeno così le ha valutate l’ineffabile giudice Tosel. Alias il braccio armato della Figc e dei gobbacci. Un killer senza eguali, roba che al suo confronto perfino i sicari della mafia potrebbero apparire dei dilettanti allo sbaraglio. 
Quindi iniziando da Cassano fermato un turno a causa di intemperanze verbali, passando per l’occhiataccia furibonda di Guarin, adesso spetta al nostro centrale difensivo subire l’ennesima punizione a orologeria. In altri termini: tre decisioni del giudice sportivo e tre nostri titolari fermi ai box.
Adesso si racconta in giro che in società siano furibondi. E ci mancherebbe altro, aggiungo io. Peccato però che degli effetti di questa rabbia incontenibile, finora non ci sia alcuna traccia. 


Dispiace accorgersi che in questo momento siamo solo noi  tifosi a incazzarci a tutto spiano. Al contrario il presidente che di regola durante le sessioni di calciomercato non perde occasione per esternare più volte al giorno il suo pensiero in merito alle varie  trattative, stavolta, quando servirebbe spararla grossa per farsi valere, non ha detto una parola.
C’è da dire a livello di stretta attualità, che comunque non è il solo a dare l'impressione di essere affetto dalla sindrome del mutismo. In effetti anche l’intero apparato della comunicazione e dello staff tecnico interista gli tiene buona compagnia.
Sì perché atteggiarsi ci continuo a vittime inermi, normalmente non ha mai prodotto alcun beneficio a chi subisce danno. Per di più come tutte le dinamiche replicate in eccesso dopo un po', ammettiamolo, viene a noia. Concetti questi che sono in possesso di una valenza universale, efficaci  nel calcio come nella vita.
Quindi preso atto della situazione, mi domando: ma chi la difende l’Inter a esclusione degli eterni invasati/innamorati dei colori nerazzurri? Visto che tacere e abbassare la testa a ogni torto subito non è certo sinonimo di eleganza bensì di vigliaccheria. Non significa avere stile ma dimostra assenza di coraggio.
A questo punto posso solo augurarmi che non ci si limiti al solito appello dal destino scontato. Ricorso che a mio parere risulta più inutile di un secchio d’acqua utilizzato durante l'incendio di un palazzo. Allora dalle parti di Corso Vittorio Emanuele si diano una svegliata, si organizzino, si inventino qualcosa di interista e di forte. Altrimenti a malincuore tocca dare ragione a Edmund Burke, il quale tempo fa sosteneva che: Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rimangano in silenzio