Parafrasando Cochi e Renato mi piacerebbe parlar di un mercato intelligente che segua un filo
logico e importante. Il temine mi
piacerebbe è assolutamente centrato, perché purtroppo indiscrezioni di mercato definiscono come
possibile obiettivo per il ruolo di vice Milito nientemeno che l’attaccante Rocchi, uno imbrocchito
e per questo tribunato senza senso di colpa alcuno dalla Lazio.
Io proprio non ci arrivo, mi sfugge la ragione
dell’attrazione fatale che esercitano certi ultra trentenni per la nostra
dirigenza. No perché già ne abbiamo in tale abbondanza, che volendo potremmo
invadere l’Europa tutta con il nostro patrimonio di calciatori esperti. Poi va da sé che un mio amico gongoli
compiaciuto nel definirli il carrello dei bolliti.
Invece di riportare a casa Longo a costo zero, sembra si
voglia insistere nel vizio atavico di investire risorse a perdere. In altre
parole: spendere per spendere. Alla faccia del più volte sbandierato fair play
e del presunto progetto giovani, a gennaio in società non trovano niente di
meglio che propinare l’ennesimo rottame inutile e deleterio ai tifosi sulla
falsariga di Kharija e Palombo. Magari per incentivare i mini-abbonamenti. Già
immagino una moltitudine di tifosi
scazzottarsi in banca per non perdere l’esordio di tale fenomeno parastatale di
gialappiana memoria.
Comunque se proprio il nostro ineffabile Branca-Leon deciderà
di portare a termine l’ennesima trattativa per stomaci forti, visto che pensare
di far rifiatare uno di 34 anni con uno di 37 sembra a dir poco folkloristico
come ragionamento, spero tanto che almeno in società abbiano il pudore di
saldare il conto a Lotito servendosi dei soldi del Monopoli. Dato che investire
quelli veri sarebbe uno schiaffo alla miseria.
Ora approfittando della metafora del gioco del Monopoli è un
po’ come se fossimo passati dal Parco della Vittoria di qualche anno fa al
Vicolo Corto attuale a livello finanziario. Dunque non ce la passiamo benissimo,
lo abbiamo capito. Del resto nemmeno il più visionario dei tifosi domanda al
presidente un acquisto alla Messi o alla Cristiano Ronaldo.
Tuttavia per esempio un discorso relativo a Verratti doveva e
poteva essere concretizzato. Così ci saremmo trovati in rosa un ragazzo di buon
talento che avrebbe colmato la lacuna che si era creata lo scorso gennaio con la cessione di
Thiago Motta.
Questo è il nocciolo del problema. Cioè se per ipotesi ti
serve una punta centrale e compri
Fernando Llorente. Il basco poi magari si può rivelare una sciagura per una
serie di motivi. Però dal punto di vista concettuale hai comunque agito con
razionalità. Ti mancava un centroboa lì davanti, lo hai preso. Poi hai
sbagliato la valutazione del giocatore. Niente di scandaloso: succede di continuo nei top
club. Pazienza, ma in termini di pianificazione ti sei comportato al meglio.
Mentre ora a dispetto del fatto che sia evidente a tutto il
globo che in rosa a noi manca un regista, salta fuori la fisima di trovare in lampo
di tempo un alter-ego del Principe. Che poi anche qui, mi sembra doveroso fare
un inciso. Visto che il nostro numero ventidue in questa prima parte di
stagione è sempre più assimilabile all'ultimo Hernan Crespo. Vale a dire un
giocatore che lasciò l’Inter perché finito a certi livelli.
Poi magari questa voce di Rocchi è infondata. Viene fatta
circolare per destabilizzare la nostra digestione della non-stop natalizia a
tavola. Lo spero ardentemente. D’altro canto c’è da dire che conoscendo i miei
polli dopo le operazioni Forlan e Zarate, personalmente preferisco stare sul
chi vive.
Per cui termino le mie considerazioni facendo tutti gli scongiuri del caso, con
l’auspicio di non doverne riparlare. In caso contrario mi auguro di cuore che
poi qualcuno dei piani alti non sia troppo suscettibile. Visto che a ogni azione è solita
corrispondere una reazione e il totale della somma è che alla fin fine ognuno
riceve per quanto ha dato.

