giovedì 27 dicembre 2012

Attenzione a Villa Arzilla


Parafrasando Cochi e Renato mi piacerebbe parlar di un mercato intelligente che segua un filo logico e importante. Il temine mi piacerebbe è assolutamente centrato, perché purtroppo  indiscrezioni di mercato definiscono come possibile obiettivo per il ruolo di vice Milito nientemeno che l’attaccante Rocchi, uno imbrocchito e per questo tribunato senza senso di colpa alcuno dalla Lazio. 



Io proprio non ci arrivo, mi sfugge la ragione dell’attrazione fatale che esercitano certi ultra trentenni per la nostra dirigenza. No perché già ne abbiamo in tale abbondanza, che volendo potremmo invadere l’Europa tutta con il nostro patrimonio di calciatori esperti.  Poi va da sé che un mio amico gongoli compiaciuto nel definirli il carrello dei bolliti.

Invece di riportare a casa Longo a costo zero, sembra si voglia insistere nel vizio atavico di investire risorse a perdere. In altre parole: spendere per spendere. Alla faccia del più volte sbandierato fair play e del presunto progetto giovani, a gennaio in società non trovano niente di meglio che propinare l’ennesimo rottame inutile e deleterio ai tifosi sulla falsariga di Kharija e Palombo. Magari per incentivare i mini-abbonamenti. Già immagino una moltitudine  di tifosi scazzottarsi in banca per non perdere l’esordio di tale fenomeno parastatale di gialappiana memoria.

Comunque se proprio il nostro ineffabile Branca-Leon deciderà di portare a termine l’ennesima trattativa per stomaci forti, visto che pensare di far rifiatare uno di 34 anni con uno di 37 sembra a dir poco folkloristico come ragionamento, spero tanto che almeno in società abbiano il pudore di saldare il conto a Lotito servendosi dei soldi del Monopoli. Dato che investire quelli veri sarebbe uno schiaffo alla miseria. 

Ora approfittando della metafora del gioco del Monopoli è un po’ come se fossimo passati dal Parco della Vittoria di qualche anno fa al Vicolo Corto attuale a livello finanziario. Dunque non ce la passiamo benissimo, lo abbiamo capito. Del resto nemmeno il più visionario dei tifosi domanda al presidente un acquisto alla Messi o alla Cristiano Ronaldo.

Tuttavia per esempio un discorso relativo a Verratti doveva e poteva essere concretizzato. Così ci saremmo trovati in rosa un ragazzo di buon talento che avrebbe colmato la lacuna che si era creata lo scorso gennaio con la cessione di Thiago Motta.              

Questo è il nocciolo del problema. Cioè se per ipotesi ti serve una punta centrale e  compri Fernando Llorente. Il basco poi magari si può rivelare una sciagura per una serie di motivi. Però dal punto di vista concettuale hai comunque agito con razionalità. Ti mancava un centroboa lì davanti, lo hai preso. Poi hai sbagliato la valutazione del giocatore. Niente di scandaloso: succede di continuo nei top club. Pazienza, ma in termini di pianificazione ti sei comportato al meglio.

Mentre ora a dispetto del fatto che sia evidente a tutto il globo che in rosa a noi manca un regista, salta fuori la fisima di trovare in lampo di tempo un alter-ego del Principe. Che poi anche qui, mi sembra doveroso fare un inciso. Visto che il nostro numero ventidue in questa prima parte di stagione è sempre più assimilabile all'ultimo Hernan Crespo. Vale a dire un giocatore che lasciò l’Inter perché finito a certi livelli.

Poi magari questa voce di Rocchi è infondata. Viene fatta circolare per destabilizzare la nostra digestione della non-stop natalizia a tavola. Lo spero ardentemente. D’altro canto c’è da dire che conoscendo i miei polli dopo le operazioni Forlan e Zarate, personalmente preferisco stare sul chi vive.

Per cui termino le mie considerazioni facendo tutti gli scongiuri del caso, con l’auspicio di non doverne riparlare. In caso contrario mi auguro di cuore che poi qualcuno dei piani alti non sia troppo suscettibile. Visto che a ogni azione è solita corrispondere una reazione e il totale della somma è che alla fin fine ognuno riceve per quanto ha dato.