giovedì 5 giugno 2014

OldStyle88

Il Football Club United of Manchester, non è la mia maniera di nominare in modo errato il famosissimo Manchester United. E’ invece una squadra fonadata nel 2005, ovviamente di Manchester  di proprietà di un gruppo di tifosi dei Red Devils che avevano dovuto digerire di malavoglia pillole alquanto acerbe di calcio business. 

All’acquisizione del club da parte degli americani Glazier, i tifosi sono sbottati decidendo di fondare una loro squadra. Nome simile, stessi colori, ambizioni diverse, ma stessi ideali, sia che si giochi su un campo poco affascinante per una partita di promozione regionale inglese, sia che in palio ci sia la Coppa dalle grandi orecchie in qualche stadio – cattedrale sparso per l’Europa.

Il loro senso di comunità e di partecipazione affinchè il motto il calcio è dei tifosi non sia soltanto un modo di dire, porta la società a vivere di sole offerte, senza sponsor, e con aiuti e attività svolti dagli stessi tifosi che immagino possano andare dalla pulizia dei locali, al turno del bar nella sede.

I giocatori semi-professionisti, svolgono un lavoro normale durante la giornata per poi giocare di sera con la squadra. Stadio vecchio stile, prezzi bassi, tifosi realmente protagonisti e incapaci di fischiare dopo una sconfitta non tanto per un discorso di cultura british ma di apprezzamento oltre il risultato dell’impegno che a questo punto mi viene da dire tutto l’entourage ci mette.



Volevo portarvi a conoscenza di questa situazione, supportata da articoli e video facilmente reperibili in siti quali Sportpeople, così che al solito si possa riflettere sull’influenza che un tifoso può avere sulla riuscita dello spettacolo. Il tifoso che troppo spesso  invece non è capito , ma anzi è criminalizzato.

Siamo sicuri che fischi e contestazioni sia figlie dei risultati o della distanza che si percepisce tra giocatori e pubblico a livello di cuore, vita, impegno? Siamo sicuri che rilanciare il calcio possa passare solo da uomini d’affari e non da ciò che la gente davvero pensa e vuole?

Siamo certi che in Inghilterra delle leggi anti-hooligans, la fondazione di associazioni, club per club, in rappresentanza dei tifosi sia un qualcosa da non tenerne conto? Le stesse che da Londra in poi vogliono reintrodurre le gradinate, i prezzi popolari, i settori per i giovani in quanto l’età media dello spettatore inglese è un po’ altina?

Indipendentemente dai viaggi con la fantasia o più semplicemente con la passione che uno di noi ha, e che ci porterebbero a inventarci storie parallele a noi inerenti, credo ci siano elementi di sicuro interesse per riflettere, e che ci danno un conforto, almeno a me.

I valori che riconosciamo in una squadra al di là dei risultati, il significato che per ognuno di noi ha lo stile di vita dell’essere tifoso, sono un qualcosa che vanno oltre i risultati e il gesto tecnico nei 90 minuti e che sopravviveranno in eterno se davvero lo vogliamo.

La storia di questa squadra è di conforto e le nostre potenzialità infinite. Non per fondare una squadra costola dell’Inter (almeno…) ma per comprendere che sempre insieme esiste la possibilirtà di contare davvero di più.