mercoledì 11 marzo 2015

OldStyle88

Nulla di nuovo dal fronte. Se servirà del tempo per le riforme dei campionati, di certo ne occorrerà ancora di più per un cambio di visione e di mentalità che attanaglia le menti di politici e padroni del pallone, sempre più ancorati sulle loro posizioni dannose e anti-tifoso.

Dopo le infelici dichiarazioni di De Laurentis in merito a uno stadio che vorrebbe ma non può ristrutturare causa violenti e vandali (mi si dica quando negli ultimi dieci anni, una tifoseria ha devastato uno stadio), ecco tornare di prepotenza la discriminazione territoriale. Ma non doveva essere superata dall’abolizione della norma?? Eppure non pare visto l’eco che continua a creare.

Ovviamente non è passato molto tempo dall’invasione dei Feyenoord a Roma con tutto ciò che ha portato. Un cavallo di battaglia dei media e dei perbenisti era quella dell’educazione nelle scuole.



Se uno più uno fa due, posso tranquillamente affermare che il sistema scolastico italiano, così come quello francesce, greco, serbo, croato, polacco, russo, sono avanti anni luce a quello olandese perché in decenni di visite dall’estero all’Italia e viceversa mai si era verificato nulla di simile.

Senza voler entrare nel merito della questione che mi sembra ovvio sia condannabile nel vandalismo becero e senza significato, voglio porre l’accento anche sulla gara di ritorno e sulla banana gonfiabile tirata a Gervinho. L’eco razzista ovviamente scatenato in Italia e il vandalismo sono stati accolti con spallucce dalla nazione olandese e dal club che ha definito come goliardica la manifestazione di tifo contro.

Il mio concetto di godereccio è un po’ diverso, ma questo dimostra come solo noi in questo paese abbiamo incubi perenni e una ricerca continua del qualcosa di discriminatorio, razzista, e politicamente scorretto.

Mentre gli stati esteri incentivano gli ultras come in Germania stabilendo degli argini entro i quali giostrare ma dai quali non si può assolutamente uscire, qui siamo al punto di impedire di sostare sulle transenne per far cantare, divieto di megafoni e tamburi, di farsi lo scrupolo se la bandiera impedisce la visuale a qualcuno, e se e come inasprire delle pene che per chi le decide significano solo ed esclusivamente di lavarsi le mani. Non essendo capaci di organizzare neanche i tornei dell’oratorio, se non c’è gente è meglio….

Il tutto mentre i veronesi si beffano delle varie leggi acquistando biglietti per Milan Verona al secondo anello anziché per il settore ospiti, gli Juventini (a quali mi riferivo poco fa) subiscono queste richieste (nulla di nuovo a Milano), il derby di Stoccolma dà spettacolo sugli spalti in uno stadio adatto a tutti e in Italia sembriamo il deserto. 

A tal proposito chiudo con le parole pronunciate tempo fa dal nostro presidente Thohir e che riporto integralmente: "La situazione è che in questo momento dobbiamo migliorare insieme, non solo noi come Inter, ma tutti i club, l'intero campionato. Con l'arrivo della globalizzazione dobbiamo cambiare mentalità e visione. Dobbiamo tornare a competere, tante cose devono cambiare, ma la cosa più importante è che gli appassionati della Serie A tornino ad avere fiducia, perché non sono soltanto in Italia, ma si trovano in tutto il mondo".

"Guardi le partite in tv - prosegue Thohir - e la metà dei posti sono vuoti. Non va bene. Molti stadi negli altri Paesi hanno il wi-fi, sono digitali e la gente può connettersi. Ci sono posti migliori, 'settori familiari', aree di sicurezza se succede qualcosa, perché i tifosi sono tifosi. Ci sono i tifosi più fanatici ma anche i tifosi che vanno a vedere la partita con la famiglia e che vogliono divertirsi. Noi dobbiamo proteggere l'interesse di tutti".