mercoledì 22 ottobre 2014

OldStyle88

Consapevole di potermi prendermi insulti da chiunque, ma lo accetto, mi dichiaro apertamente in supporto a Mister Mazzarri.

Concordando pienamente con l’idea della curva di supporto a tutto l’entourage (e non approfondisco ulteriormente quanto è già stato chiaramente espresso sui canali ufficiali della Nord sulla questione) voglio esprimere il mio concetto.

Mazzarri non sarà mai l’allenatore con il quale si crea quell’empatia che te lo fa sentire tuo, e gli preferirei sicuramente altri allenatori (dando per scontato che Simeone al momento sia difficilmente arrivabile, i miei pallini sono sempre Zenga e Miha) ma non mi permetto di giudicarlo sul piano tecnico in quanto non sarei in grado di parlare di tattica o di tecnica come farebbe un addetto ai lavori.

Non penso sia uno stupido. E’ vero che altre squadre lo hanno visto fare un buon lavoro da mister ed erano delle medio-piccole, ma è anche vero che Mazzarri è un allenatore, figura che sappiamo all’Inter era sempre servita poco. Mou docet. Purtroppo il calcio è sempre questione di episodi. Non penso che Gigi Simoni inserì Recoba in quella prima contro il Brescia nel 1997 sapendo esattamente che con due siluri il Chino avrebbe ribaltato lo svantaggio iniziale.



E penso anche che Mazzarri non abbia nemmeno lontanamente immaginato che Vidic (Vidic, non Gresko) iniziasse l’anno con delle sbavature di troppo. O che Ranocchia e Mbaye sul primo gol del Napoli palleggiassero leziosamente perdendo palla e regalando la rimessa laterale ai partenopei ne scaturisse l’errore (di Vidic) per lo 0-1 momentaneo.

Ovvio che sarà lui a dover porre rimedio (da un punto di vista mentale soprattutto) ma il massacro a cui si assiste è fuori luogo e fuori tempo. Siamo passati da: Inter – Atalanta 2-0 La terza forza del campionato a essere da buttare dopo dieci giorni.

Equilibrio nei giudizi, questa la prima cosa. Due ragioni per cui va tenuto è per un discorso lungimirante al quale non siamo abituati causa 18 anni di presidenza precedente in cui gli allenatori venivano scelti assunti ed esonerati con frenesia e mancanza di programmazione, quella che c’è ora, e che è fondamentale.

Rispetto alla presidenza Moratti: un allenatore ingaggiato come può lavorare sapendo che ha i giorni contati? Gli parlano di progetto, ma se poi scade dopo due mesi?? Che credibilità può avereuna società se agisce in questo modo? Nessuna ovviamente, che poi è la sensazione che abbiamo sempre dato all'esterno, cioè quella di improvvisare, senza idee chiare, e con grande sperpero di risorse.

Diversamente per  Thohir un allenatore (magari tra dieci anni saranno in tutto tre o quattro) sembra avere un  tempo ragionevole per lavorare, persone con cui relazionarsi e d è consapevole che la sua parola conta qualcosa. Invece i suoi predecessori nella precendete gestione chiedevano la pasta per fare un primo e si ritrovavano il lievito per fare una torta. Idem sul mercato.

Il primo spendeva e spandeva dando l’idea di uno con le mani bucate e se ben ricordare il giocatore che costava 10, veniva ingaggiato sempre a 15. Il secondo lancia il messaggio che non deve comprare per forza e che lo fa solo in presenza di una serie di caratteristiche importanti che devono quadrare a più livelli.

Lasciamo lavorare l’ambiente che ha bisogno di sostegno, ci sarà tempo per eventuali fischi…. per ora cerchiamo di riempire San Siro che stiamo facendo versamente ridere. Ma su questo argomento tornerò più avanti…