Mi è stato chiesto cosa ne penso di questi primi mesi di Thohir, del mercato estivo come preannunciato da mesi senza colpi ad effetto ed esosi, della maglia e dello stemma.
Parto dal fondo. Lo stemma presenta delle minuscole differenze di rifinitura, ci ho messo un po’ per capire in effetti quali fossero. Ricordo addirittura però che anni fa lo stemma era decisamente cambiato per poi tornare all’originale. Sulla maglia potevano sprecarsi a fare righe azzurre un centimetro più larghe. Non sono un grande innovatore, sono più conservatore. Però mi viene da dire che Il presidentissimo mega tifoso innamorato della sua creatura patrimonio della società e tifoso mega galattico come se tutti noi fossimo asini e/o sudditi era riuscito a fare peggio seppur con una seconda maglia.
Per quanto concerne l’operato dirò la mia e sottolineo e ricordo sempre ciò che si disse in fase di avvicendamento societario: il presidente Moratti, primo tifoso bla bla bla bla è talmente innamorato che sa benissimo cosa sta facendo!
Quindi non c’è da preoccuparsi e personalmente non mi preoccupo nemmeno un po’. Prima cosa, esistono due tipi di ricchi straricchi: chi fa giri conti personali per finanziare la sua passione, ma finiti i soldi finisce tutto, e chi pur avendoli non li mette perché li vuole creare sotto forma di ampliamento delle entrate. Mette quindi a disposizione del club le proprie capacità manageriali affinchè in futuro ci sia sempre più autonomia e meno bisogno di immettere capitali personali.
A noi tifosi interessa la logica del campo. Quello che riguarda i giocatori, e in estate rimpiangiamo forse quei titoli da campioni del mercato che i giornali ci dedicavano per esaltare gli acquisti faraonici. Come dicevo in passato però volenti o nolenti un occhio su ciò che accade negli uffici siamo costretti, nostro malgrado, a buttarlo. Così vediamo che in questi mesi, Thohir ha ottenuto finanziamenti consistenti per coprire i debiri, creato nuove società riorganizzando tutto l’ambiente Inter, messo uomini suoi in ruoli prima sconosciuti, lasciando in secondo piano il discorso prettamente calcistico per sistemare i buchi lasciati dal tifosissimo Moratti (tra l’altro sempre molto indispettito e arrogante nel recente passato).
Che sia cambiata l’aria lo si vede dalla conferma di Mazzarri, necessaria in quanto a differenza del passato, una parola non può essere smentita pena la perdita di credibilità in tutto l’ambiente calcio, non solo del club. La campagna acquisti sempre all’insegna del risparmio, è per forza molto oculata ma se potessi dare al reale presidente un consiglio in ambito tecnico gli direi di essere ancor più parsimonioso e oculato, spendendo soldi solo per giocatori effettivamente necessari e non presenti ad esempio nella primavera, anzi, imporrei di far giocare sempre tre ragazzi in modo possano crescere e acquistare valore anche nell’ottica di un discorso più complesso in prospettiva.
I soldi per questi mezzi giocatori se li tenga, per acquistare uno o due campioni veri. Quando il suo predecessore regalava Eto’o o Snejder rifiutando nel secondo caso cifre ben più alte da reinvestire, e giudicava ottime le loro cessioni per disfarsi del pagamento degli stipendi, sicuramente alti, permetteva di spendere un anno di stipendio del camerunense per comprare Pereira, o acquistava Alvarez, Coutinho e Cassano senza avere la minima idea su chi/come/quando puntare.
I giocatori di livello sono quelli che fanno la differenza e non lo scopro certo io. Così senza di loro i vari Forzan, Zarate, Mudingay, Gargano non sono minimamente riusciti a rimpiazzare i predecessori e come risultato si è ottenuta una involuzione preoccupante ma inevitabile. Pertanto, vanno bene i giovani e i meno giovani ma di valore soprattutto se comprati a zero. Inoltre invito l'indonesiano a non imitare gli errori di chi spendeva cifre enormi ma senza un ritorno economico, causando così l’insostenibilità dei campioni.
