lunedì 19 maggio 2014

OldStyle88


Cosa resterà di questa annata?

Per la maggior parte dei tifosi interisti, questo sarà l’anno degli addii di numerosi argentini del triplete o dell’arrivo di Thohir che subentra a Moratti.

Per me questi argomenti sono sicuramente molto meno importanti, rispetto alle reazioni del popolo italiano di fronte a numerose vicende che ci toccano molto più da vicino  di quanto si pensi. Lo stadio altro non è che una comparto facente parte comunque della sfera della propria vita.

E’ la stagione della discriminazione territoriale; curve chiuse, tifoserie improvvisamente pronte alle armi per la secessione (si noti: non contro tutto il Sud, solo contro Napoli), multe e polemiche.

La goliardia, il sale della competizione, il bello dello stadio, vengono improvvisamente bersagliati dal popolo che forse dimentica in modo decisamente troppo affrettato delle cose di cui ha riso e in certi casi applaudito fino a un attimo prima. Gli stessi napoletani improvvisamente si ergono a gestori dell’ordine pubblico, che non dovrebbe competere a dei semplici tifosi ma a delle autorità competenti.

In particolare, un ragazzo di che non conosco, che non ho mai sentito nominare, che proviene da un quartiere popolare di Napoli (credo quindi privo di quelle comodità che naturalmente non tutti possono avere)n, da solo tiene calma una folla di migliaia di persone. Invece di essere lodato e preso ad esempio viene deriso, vituperato, giudicato per il suo aspetto, per le sue braccia tatuate, per il suo soprannome che gli anti-discriminatori dovrebbero sapere essere un qualcosa di tradizionale e molto comune al Sud.

La sua diffida viene notificata anche per una maglietta che come sapete reca una frase invocante la liberazione del tifoso catanese in carcere per l’omicidio di Raciti, ma con un processo riaperto e ancora tutto da verificare, non privo di dubbi e di ombre.

Il moralismo del comune cittadino che sembra non curarsi della stessa richiesta medesima di Alfano nei confronti di Berlusconi o del caso Dell’Utri, quasi fosse la norma, viene smosso e richiede pertanto pene severissime che mirano solo alla sofferenza fisica. La pena di morte forse non sarebbe una tortura troppo atroce.

Gli stessi che il 25 aprile di ogni anno sfilano in piazza facendo bella mostra di canti e vessilli inneggianti la libertà e la costituzione italiana, la stessa che non devi toccare perché i nostri padri avrebbero combattuto per farci dire le nostre opinioni attraverso il diritto di voto o la manifestazione del proprio pensiero, in questo caso chiudono gli occhi e si frustrano di non poter sfogare la loro rabbia omicida verso il tifoso napoletano.

Oltre alle invenzioni giornalistiche c’è di più. I filmati delle manifestazioni di piazza, in cui operai, pastori, contadini, manifestano il loro diritto a voler lavorare e vivere dignitosamente ma tornano a casa con teste aperte, si sprecano. 



Perché?? Perchè qualcuno si prende la briga di rispondere con manganellate a caso a questi pericolosissimi personaggi ma non c’è problema! Loro possono, e vengono sempre giustificati  per il fatto che prendono 1200 euro al mese, sempre e comunque per libera scelta.

Gli insulti “macellai”, “assassini”, sono solo alcuni tra quelli che vengono urlati dalla folla. Ovviamente però quando aggressioni gratuite e metodi deontologicamente scorretti vengono applicati allo stadio, allora va tutto bene.

I politici, coloro che oltre i colori ci rubano quotidianamente, e dei quali siamo talmente nauseati che nemmeno li ascoltiamo più, diventano improvvisamente idoli incontrastati quando propongono fantasiose e improvvisate soluzioni alla violenza negli stadi, o meglio quella che loro classificano così.

E Abete Tosel e il resto della ciurma? Emettono comunicati dicendo che i tifosi non devono fischiare, e che le società hanno le mani legate dagli umori che una contestazione può portare. Bisogna stare buoni e subire senza fiatare. Dice niente nella vita di tutti i giorni una volontà dall’alto di controllare le masse non in modo chiaro, bensì subdolo???

La mia analisi, non tanto condivisibile da un punto di vista ideale (ci mancherebbe, non intendo monopolizzare il pensiero altrui o non tollerare chi ha opinioni diverse dalle mie), vuole solo segnalare una pecca abbastanza evidente di coerenza.

Ricordate sempre che oltre al tifo, al gol, ai cori, al divertimento, esistono spaccati della vita da stadio che altro non sono che lo specchio della vita comune. E se un potente qualsiasi vuole soffocare questi diritti e queste opinioni perché scomode o non in linea con quello che vuole… cominciate a riflettere sul fatto che gli venga concessa carta bianca dalla società.