Se qualcuno di voi ha ricevuto e letto il volantino
distribuito dalla Curva Nord domenica scorsa, oppure ha letto il testo sul sito
della curva stessa, e pensa che sia stato io a scriverlo si sbaglia.
Mi sono complimentato con gli autori, anche perché alcune
frasi e alcune parole oltre che la totalità dei concetti sono stati da me
espressi in tempi non sospetti quando il volantino probabilmente era ancora in
fase di alto mare.
Non mi interessa farmi i complimenti da solo, ma mi fa piacere di aver
interpretato benissimo il pensiero e la mentalità di chi era a Madrid come a
Reggio Calabria in Coppa Italia, chi ha sempre messo davanti l'Inter ai
singoli, considerando chiunque non solo Moratti un servo dei nostri colori e
non il fine ultimo per il quale viviamo.
Sono orgoglioso che senza parlarsi si sia evidenziato un
gruppo di concetti che sono stati evidenziati benissimo nello striscione
oggetto di polemiche feroci e assolutamente immotivate perché sia la forma che
il contenuto non erano nulla di così scandaloso. Sottoscrivo quindi ogni singola parola di quel volantino e
credo non ci sia altro da aggiungere.
C'è però da fare un bel discorso sull'episodio più esilarante
mai accaduto nel calcio italiano, episodio che fa sbellicare dalle risate e
piangere contemporaneamente.
I terribili cori discriminatori contro i napoletani intonati
dagli ultras juventini durante Juve-Napoli e che hanno provocato tagli delle
pensioni, aumento delle tasse, licenziamenti, e guerre civili, sono stati
esemplarmente puniti dal solito Tosel con l'ausilio di un ultramoderno
apparecchio che rileva i decibel; la curva sud cantava più forte e per prima,
quindi due turni di squalifica.
La nord ha solo seguito i cori e in maniera più
flebile, quindi un solo turno di chiusura. Questi signori del calcio che si ricordano che è uno sport
solo quando terminano uno sporco gioco di potere e in attesa di iniziarne uno
nuovo, hanno così motivo di dare lezioni al mondo sul vero significato dello
sport e del calcio, che come ha sottolineato Barbara Berlusconi in un suo
recente discorso, “diventa magico nel momento in cui un bambino comincia a
prendere a calci una palla per strada”.
Questa commovente citazione mai
riscontrata nella realtà, trova però tentativo di applicazione riempiendo le
curve dello stadio torinese per Juve - Udinese con 12.000 bambini che avrebbero
avuto il gravoso compito di dimostrare a tutti, come si fa a tifare con
sportività, genuinità, e innocenza. (Però quanti adulti c'erano a accompagnare i bambini? E perché le altre curve erano vuote?)
Tutti pronti quindi ad attendere il 90° della partita
evidenziando questa prova di civiltà resa possibile dall'assenza degli ultras
di casa. Eppure al fischio finale qualcosa è andato storto.
I bambini, essendo bambini e come tali disincantati ed
innocenti, trovano divertente sfottere il portiere avversario accompagnando le
rimesse dal fondo con il coro.....oooooooo merda!!!!!!!
Immagino il loro divertimento (perchè nulla più deve essere
considerato) che sicuramente è stato emulazione del coro che si sente in tv,
coro che non è discriminatorio e nemmeno così violento.
Purtroppo per loro però gli stessi signori pronti a bullarsi
della loro intuizione non l'hanno presa benissimo. Malagò: i bambini non sanno queste cose, c'era qualcuno che
li manovrava (e chi se avete chiuso due curve? Le suore delle scuole a cui sono
iscritti?)
Capello: non si affronta per bene il problema ultras in
italia, che vanno debellati e cacciati dagli stadi (idem come sopra, in curva
avete messo i bambini, gli ultras erano al pub a prendersi una serata di ferie
forzate)
Tosel: non ha detto nulla, ma ha dato una multa salata alla
Juve.... cornuti e mazziati! Suggerisco di chiudere le aule delle scuole per due giorni,
ma l'effetto che potranno ottenere oltre a farsi ridere in faccia per la loro
incompetenza di cui hanno già dimostrato grande padronanza, è lo stesso
ottenuto facendo stare fuori noi a Inter-Fiorentina.
Magari per i bambini saranno due giorni di giochi felici, per
noi è stato come stare nel paese dei balocchi. Come si è visto dalle
foto... torce libere, tamburi che i più giovani avevano qualche imbarazzo a
maneggiare, megafoni ormai sconosciuti, cori senza censura evidenziando anche
ciò che il perbenismo e la finta libertà di opinione tende sempre a condannare,
e tanto divertimento.
Questa è l'essenza del calcio, questo è lo spirito; non
l'idolatria verso un singolo, non il silenzio ma passione inventiva e
divertimento. Voi cari signori con lo sport non avete nulla a che fare.
